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Una solo finale, tensioni sempre più evidenti e il sorpasso di Lebron-Augsburger: sino a qui, a Mike Yanguas e Franco Stupaczuk il 2026 ha riservato più delusioni che gioie. L’impressione è che stiano proseguendo insieme per convenienza, ma devono invertire la rotta per evitare il tracollo
24 luglio 2026
Nessun sussulto e tanti punti interrogativi. La stagione di Franco Stupaczuk e Mike Yanguas sta andando avanti quasi per inerzia, forse perché sul mercato non c’è niente di meglio per nessuno dei due. L’argentino e lo spagnolo avevano già giocato insieme nella seconda metà del 2024, dopo la separazione fra Franco e Di Nenno, ottenendo qualche buon risultato e due vittorie sui Chingalan. In questo 2026, iniziato da coppia numero 3 del mondo ma segnato dal recente sorpasso di Lebron-Augsburger, i due hanno ottenuto una finale e sei semifinali in 13 tornei. Vuol dire che in ben sei occasioni hanno mancato quello che, per due come loro, dovrebbe essere l’obiettivo minimo.
Non si può parlare di disastro, ma certamente non ci sono miglioramenti. Anzi, Franco e Mike sono reduci dal peggior torneo giocato in questa stagione, il P1 di Malaga dove hanno rimediato una sconfitta nettissima ai quarti di finale, con Martin Di Nenno e un redivivo Paquito Navarro. Il rapporto viscerale fra Stupa e il suo storico coach Carlos Pozzoni, già fatale nella collaborazione con Lebron, rischia di diventare ingombrante anche con Yanguas, che in campo non sarà la persona più simpatica del mondo ma rimane ugualmente un giocatore di grande valore, capace lo scorso anno di giocare la bellezza di 10 semifinali con Coki Nieto. Senza mai, però, riuscire ad andare oltre.
A Malaga è mancato tutto e la tensione tra Franco e Mike era palpabile. L’argentino in campo ha detto a Yanguas di “non iniziare a scuotere la testa e di avere un atteggiamento positivo, facendo squadra”. E Stupa, al posto di spegnere le potenziali polemiche le ha alimentate in seguito, scrivendo un messaggio chiaro sui suoi canali social a poche ore dall’eliminazione. “Quando non c'è atteggiamento, non c'è spirito di squadra e non c'è gioco, è molto difficile competere. Me ne vado da Malaga triste, non soltanto per la sconfitta, ma anche per non essere riuscito a scattare qualche foto con i bambini e tutte le persone che mi stavano aspettando”. Chi ha orecchie per intendere, ha inteso.
Come detto, Mike e Franco hanno appena smarrito il ruolo di terza coppia del mondo a favore di Lebron e Augsburger, i quali sono stati asfaltati in finale a Malaga da Agustin e Arturo (doppio 6-2 in 53 minuti), ma arrivavano da una semifinale vinta con Chingotto e Galan. Juan e Leo, in sostanza, stanno riuscendo a fare quello che a Franco e Mike non riesce mai: battere (ogni tanto) i primi 4 giocatori al mondo. Per Stupa e Mike era l’obiettivo minimo a inizio anno, mentre ora sembrano più vicini alle coppie di rincalzo che a quelle che li precedono.
Oggi, Guerrero-Leal, Nieto-Sanz, Momo-Campagnolo, Di Nenno-Paquito e non solo sono coppie in grado di dare fastidio a Yanguas e Stupa, i quali dovranno necessariamente cambiare passo per evitare il tracollo nella seconda parte di una stagione decisamente piatta. Sopravvivere non era l’obiettivo, ergo il rischio implosione è elevato. L’inerzia sembra durissima nei confronti di Franco e Mike, ma la buona notizia è che da qui a fine stagione mancano ancora ben 11 tornei: di tempo per ribaltare la situazione ce n’è. Pretoria e Londra, i prossimi due tornei del calendario, ci diranno se c’è modo di ricucire lo strappo oppure no.