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È arrivata dai Paesi Bassi la prima finale stagionale di Lorena Vano nel Cupra FIP Tour, a fianco di Xenia Clasca. Ma il titolo è finito nelle mani di Bellver/Merino. Nel Gold di Almaty (Kazakistan) a segno quattro top-20: Martin Di Nenno e Momo Gonzalez nel maschile, Aranzazu Osoro e Victoria Iglesias nel femminile
di Marco Caldara | 06 aprile 2026
Dopo due quarti e una semifinale, fra febbraio e marzo, per Lorena Vano è arrivata nello scorso week-end la prima finale stagionale nel Cupra FIP Tour, l’undicesima in carriera a livello internazionale. Ma per la campana (di Caserta) cresciuta a Malaga il sesto titolo internazionale deve aspettare. In coppia con la spagnola Xenia Clasca, insieme alla quale l’azzurra aveva già conquistato due titoli nel novembre del 2025, Lorena ha disputato un ottimo torneo a Houten nei Paesi Bassi (categoria Bronze), riuscendo – in virtù di qualche forfait dell’ultimo minuto – a prendere la posizione della prima testa di serie che sarebbe stata di Carolina Orsi e Marina Lobo (assenti).
Un’opportunità sfruttata a dovere, con quattro vittorie di qualità che le hanno condotte in finale. Comodissime le prime due, più sudato il 6-3 6-7 6-4 imposto nei quarti a Castillon/Morinigo e il 7-6 6-1 col quale hanno superato in semifinale Rebeca Lopez Lopez e Anna Ortiz Gasco. Tuttavia, la finale di domenica pomeriggio ha dato ragione alle numero 2 del seeding, Sandra Bellver e Melania Merino, che in un duello combattuto sono riuscite a tenersi alla larga dai rischi e chiudere per 6-3 6-4.
Subito sotto nel primo set, Vano e Clasca hanno avuto solo un sussulto in avvio di secondo, portandosi in vantaggio di un break (2-0). Ma lo strappo non ha destabilizzato le rivali, che hanno subito recuperato il contatto e dal 3-4 si sono aggiudicate gli ultimi tre giochi dell’incontro e il trofeo del primo posto. Nei Paesi Bassi poca fortuna per le altre azzurre: subito fuori Parmigiani, Giaquinta, Minelli e la coppia Aima/Baldi, al secondo round – con tanto di ritiro contro le future vincitrici – Marianela Montesi.
Oltre all’evento di Houten, più un Silver in Costa d’Avorio (vittoria per Jofre-Gala) e un Bronze a Mumbai in India, la scorsa è stata soprattutto la settimana del FIP Gold di Almaty, in Kazakistan, primo storico torneo di categoria nella regione centro asiatica. Un evento costruito con l’obiettivo di diventare una vetrina per il padel nel Paese, che pertanto non poteva chiedere due coppie migliori sul gradino più alto del podio. Perché a vincere sono stati quattro nomi di lusso, tutti top-20 nel ranking mondiale: nel maschile Martin Di Nenno (11) e Momo Gonzalez (15), nel femminile Aranzazu Osoro (19) e Victoria Iglesias (20).
Per entrambe le coppie, nei primi turni la concorrenza non è stata delle più impegnative, ma poi il livello si è alzato nelle fasi finali. Curiosamente, il duello più delicato è stato la semifinale per entrambe: Di Nenno e Gonzalez (al primo titolo insieme) hanno dovuto sudare a lungo per sbarazzarsi di Curro Cabeza e del paraguaiano Miguel Angel Gonzalez San Martin, sconfitti per 6-3 3-6 7-5, mentre le numero uno del tabellone femminile hanno vinto per 7-5 5-7 6-3 contro Jimena Velasco e Marta Barrera. Più agevoli le finali: Momo e Martin hanno vinto per 6-2 6-3 contro Javi Leal e Pablo Lijo, mentre Iglesias e Osoro hanno battuto per 6-3 6-4 Lorena Rufo e Jessica Castello, che in semifinale avevano fatto fuori le n.2 del seeding Lucia Sainz e Ana Catarina Nogueira.
“Sono molto felice di come abbiamo giocato – ha detto Momo Gonzalez –, perché penso sia stata la nostra miglior partita dell’anno. Abbiamo espresso un livello molto alto, con una difesa eccezionale: è stata la chiave della partita. Per noi era molto importante vincere o almeno competere al nostro miglior livello. Vincere porta punti ed è positivo, ma la fiducia con cui abbiamo giocato per tutto il torneo è altrettanto importante. Passo dopo passo stiamo migliorando come coppia e credo che i progressi siano evidenti”. Da Di Nenno la conferma: “Siamo arrivati a questo torneo molto concentrati, considerandolo una grande opportunità. È una vittoria che festeggeremo. Ogni atleta gareggia per vincere e conquistare un torneo è sempre fondamentale. Ti dà fiducia e ti fa sentire che, per qualche giorno o per una settimana, sei stato il migliore. Ti senti il migliore. Torniamo a casa con il sorriso”.