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Padel

L'ora di Andrea Ustero: titolo al debutto con Ari e ambizioni da leader

La 18enne catalana si è immediatamente dimostrata all’altezza delle ambizioni di Ari Sanchez, accompagnandola al successo nel primo torneo dell’anno. “Mi auguro – dice – che la nostra collaborazione possa durare a lungo. Da lei posso imparare tanto: sono qui per questo”

di | 18 febbraio 2026

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Il suo nome è sui taccuini di tutti gli addetti ai lavori ormai da tre stagioni, da quando ad appena 15 anni si fece strada verso i piani alti della classifica, a fianco dell’altra teenager Alejandra Alonso. Ma adesso, sulla spinta di una crescita continua, Andrea Ustero è entrata davvero nel giro grosso. In termini di classifica lo era già lo scorso anno, da top-10 e coppia numero 4 del circuito insieme a Sofia Araujo, ma quando si parlava di lotta per i titoli che contano i loro nomi non venivano mai indicati. Per la catalana classe 2007 è cambiato tutto negli ultimi mesi: prima la chiamata di Ari Sanchez, a lungo al comando del ranking, quindi il debutto di fuoco col successo nel P1 di Riyadh, alla prima occasione utile.

Era tutto ciò di cui la mancina di Barcellona aveva bisogno, ossia una compagna capace di permetterle un ulteriore salto di qualità, e la conferma (immediata) che puntare alla testa del ranking è già possibile. Le quattro vittorie nei quattro incontri giocati alla Hexagon Cup a Madrid avevano subito lanciato chiari segnali, che in Arabia Saudita si sono trasformati in certezze col successo in finale contro le numero uno Brea/Triay. “È stata Ari a chiedermi se mi andasse di fare coppia con lei – ha raccontato la giovane in un’intervista al quotidiano AS –, e naturalmente le ho detto di sì. È una grandissima giocatrice. L’unico dubbio che ho avuto è stato relativo al cambio di allenatore, perché ero molto contenta di come stavo lavorando con Pablo Ayma”.

Ma il passaggio sotto la guida di Angel Gonzalez, storico coach di Ari Sanchez, ha funzionato da subito. Forse anche più delle aspettative dello stesso Gonzalez, il quale durante una chiacchierata motivazionale ha scommesso con le sue assistite che in caso di successo a Riyadh si sarebbe rimesso in forma. La dieta lo attende, con 20 chili da perdere e sei mesi di tempo (secondo la promessa) per raggiungere l’obiettivo.

L'ora di Andrea Ustero: titolo al debutto con Ari e ambizioni da leader

Nella scelta di puntare su di lei, l’intenzione della Sanchez è stata chiara fin dall’inizio. “Credo che Ari volesse continuare ad avere al suo fianco una mancina – ha spiegato Andrea –, per mantenere il tipo di gioco al quale era abituata con Paula Josemaria. Significa avere in mano lei la situazione e costruire il punto, preparandolo affinché io lo possa chiudere”. Esattamente lo schema che ha funzionato a meraviglia nel primo torneo stagionale, nel quale la Ustero ha spesso fatto la differenza proprio col remate, andando a prendersi il più importante titolo della sua giovane carriera.

Sono felicissima di poter giocare al suo fianco – ha aggiunto –: il lavoro è molto duro, ma non mi lamento. Sono qua per imparare al suo fianco: Ari è molto professionale, basta osservarla per crescere. Mi insegna tantissimo e spero di assimilare i suoi consigli il più velocemente possibile. Mi auguro che la nostra collaborazione possa durare, trasformandosi in un progetto a lungo termine”. Le premesse perché lo diventasse erano già buone prima dell’inizio della stagione e lo sono ancora di più oggi, ma di obiettivi, per il momento, non se ne parla. “Desideriamo soltanto essere competitive, senza guardare alla classifica. Entrambe avremo molti punti da difendere, dunque ci attende una stagione complicata”.

Per concentrarsi al massimo sul padel, la catalana ha anche deciso di mettere in standby – almeno per ora – gli studi universitari. “Lo scorso anno – ha spiegato – mi è stato molto difficile conciliare le lezioni con gli allenamenti, ma questo non significa che abbia abbandonato la scuola. I libri sono sempre lì e penso di riprenderli non appena possibile”. Semplicemente, adesso è il momento di dare la priorità al lavoro, che nel suo caso si chiama padel. Perché il terreno è più fertile che mai.

L'ora di Andrea Ustero: titolo al debutto con Ari e ambizioni da leader

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