Per il movimento azzurro, la stagione del padel si conclude con tre italiani di nascita fra i primi 100 del ranking mondiale, guidati da recordman Cassetta e da un Abbate in crescita costante. Ma è stato anche l’anno del bronzo europeo, della semifinale Premier Padel di Cremona e di tanto altro
di Marco Caldara | 27 dicembre 2025
Nel padel italiano al maschile, il 2025 è stato un anno carico di prime volte, a testimonianza della costante crescita dei nostri migliori giocatori. La possibilità di trovarne uno in mezzo ai giganti è ancora lontana, ma sono sicuramente più distanti i tempi nei quali bastava una qualsiasi coppia spagnola per superare pure i senatori del movimento tricolore. Da mesi, precisamente da aprile quando Flavio Abbate si è meritato per la prima volta un ranking a due cifre, ci sono tre italiani di nascita nella top-100 della classifica mondiale FIP, con Marco Cassetta davanti a tutti.
Il torinese ha vissuto una stagione carica di soddisfazioni nel Cupra FIP Tour, vincendo la bellezza di sei tornei internazionali (tutti con lo spagnolo José Luis Gonzalez) e diventando il giocatore di maggior successo nella categoria, con 13 titoli in carriera. Risultati che gli hanno permesso di salire fino al numero 72 della classifica, primato assoluto per un italiano. Ma proprio Abbate, ormai di base in Spagna a tempo pieno, è sempre più vicino: il mancino di Siracusa ha chiuso la stagione da numero 75 e soprattutto ha dimostrato di essere il più attrezzato, fra i nostri, per avvicinarsi ulteriormente ai giganti. Questione d’età, visto che ha solamente 21 anni, ma anche di potenzialità a 360 gradi, ribadite a più riprese in un’annata che gli ha dato tre titoli FIP (tutti con Alvaro Montiel Caruso) ma soprattutto una certa continuità nel circuito maggiore, con due partite vinte negli ultimi due Major.
Ciliegina sulla torta, per il siciliano, il suo primo scudetto da campione d’Italia, vinto a dicembre agli Assoluti, a fianco di Giulio Graziotti. Anche per il romano è stato il primo titolo italiano, a chiudere un’annata leggermente al di sotto delle aspettative, anche a causa di qualche infortunio di troppo. Non ha vinto titoli internazionali e non ha coronato l’obiettivo top-100, ma ha tutto per riprovarci (con successo) nella prossima stagione.
L’altro italiano che chiude la stagione da top-100 è Simone Cremona, capace di vincere i suoi primi due titoli internazionali del 2025 proprio negli ultimi due tornei disputati. Gli anni passano (lo scorso settembre le candeline sulla torta erano 38), ma il piacentino non molla e anzi, continua a rilanciare con la stessa fame di sempre. Per lui, il 2025 è stato l’anno della prima storia semifinale di un italiano nel circuito maggiore, nel P2 di inizio stagione a Gijon. È vero, mancavano tutti i migliori (tanto che Simone e il compagno Jaume Romera si son presentati in Spagna da testa di serie numero uno), ma il prestigio del traguardo non cambia. È così che l’azzurro si è preso la top-100, salendo fino al numero 75. Puntava a rimanere in quelle zone di classifica fino a fine anno e non ce l’ha fatta (è numero 97), ma rimane ugualmente uno dei senatori del padel tricolore.
Da Gijon è arrivata una grande soddisfazione anche per Simone Iacovino e Lorenzo Di Giovanni, capaci di approdare ai quarti di finale, raccogliendo punti preziosi per il ranking. È anche grazie a quel traguardo, unito al secondo turno del BNL Italy Major del Foro Italico, che oggi sono rispettivamente il quarto e il quinto più in alto nel ranking mondiale fra gli italiani di nascita. La carta d’identità non è troppo amica di “DiGio”, classe 1987, mentre sorride a Iacovino che ha 15 anni in meno e dunque (potenzialmente) un futuro molto più ampio.
I sei giocatori già citati, uniti agli italo-argentini Alvaro Montiel Caruso e Aris Patiniotis, sono stati anche i protagonisti del bronzo vinto alla FIP Euro Padel Cup in Spagna, dove la nostra nazionale è riuscita a salire sul podio europeo per la quinta volta consecutiva. Era andata meglio nel 2024 a Cagliari (argento), ma il risultato vale ugualmente perché confermarsi diventa ogni anno più complesso, in quanto sono sempre di più i paesi a investire nel padel e a produrre ottimi giocatori.
Chiusa una buona stagione, cosa chiedere alla prossima? Abbate e Cassetta possono puntare ad avvicinarsi ulteriormente alla top-50 della classifica, provando ad aumentare la quantità di partite vinte nei tornei del circuito maggiore. Giunti al loro livello, il ranking si scala così e dato l’aumento del numero di tornei, che obbligherà molti a fare delle scelte, a livello Premier Padel potrebbe aprirsi qualche spiraglio in più rispetto al passato. L’altro augurio è un aumento dei ricambi: qualcosa si sta muovendo, ma c’è margine per fare ancora meglio.