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Il grande obiettivo di Momo Gonzalez per il 2026? Ritrovare un posto in nazionale, dopo l’assenza di due anni fa in Qatar. Attualmente è il nono spagnolo nel ranking, ma c’è una situazione che potrebbe dargli una mano in vista delle scelte del ct. Idem la sua versatilità
di Marco Caldara | 08 aprile 2026
Per i diretti interessati, la scelta di Momo Gonzalez e Martin Di Nenno di partecipare la scorsa settimana al FIP Gold di Almaty ha pagato, perché i due sono tornati col titolo. Ma, in casa d’altri, ha fatto discutere e riaperto il dibattito sulle potenziali limitazioni alla partecipazione dei big che in molti chiedono per i tornei del Cupra FIP Tour. Davvero due giocatori di così alto livello hanno bisogno di prendersi 150 punti “facili” togliendo opportunità ad altri? Difficile trovare una risposta, anche perché i punti di vista fra le parti in causa (giocatori, organizzatori dei tornei, FIP) sono naturalmente differenti.
Nel caso di Momo Gonzalez, tuttavia, la presenza in Kazakistan si inserisce in una serie di scelte studiate in vista del suo grande obiettivo per il 2026, ossia quello di conquistare un posto in nazionale per la FIP World Cup, il Mondiale in programma nella prima settimana di novembre. “È la mia spina nel fianco – ha raccontato in una recente intervista il 29enne di Antequera –, un obiettivo che resta fisso: non vorrei solo partecipare, ma anche vincere. Tuttavia, per averne la possibilità devo prima guadagnarmi un posto in nazionale”.
Momo, padelista carismatico, amato e spettacolare, con la “roja” ha già giocato nel 2021 a Doha e nell’edizione successiva a Dubai, conquistando il titolo cinque anni fa. Mentre è mancato nell’ultima, nel 2024 sempre in Qatar. Un’esclusione alla quale punta a rimediare quest’anno. Pur essendo numero 15 del ranking, è attualmente il nono miglior spagnolo in classifica, dunque virtualmente fuori dai migliori otto. Ma non sempre le nazionali vengono costruite badando esclusivamente alla classifica mondiale.
Stando al ranking, a oggi i convocati della nazionale già vincitrice di svariati titoli iridati (ma non degli ultimi due: l’Argentina li ha beffati in entrambi i casi) sarebbero Arturo Coello, Ale Galan, Juan Lebron, Paquito Navarro, Mike Yanguas, Coki Nieto, Jon Sanz e il giovane Fran Guerrero, per la prima volta in odore di convocazione con la nazionale maggiore. Sarebbe, per sette ottavi, lo stesso team di due anni fa in Qatar, col solo Guerrero salito fino a scippare virtualmente il posto ad Alex Ruiz.
Tuttavia, anche se la concorrenza è spietata (dietro a Momo nel ranking, ma molto vicini, ci sono Leal, Alonso, Garrido, Arroyo e tanti altri), lo spagnolo ha buone ragioni per sperare, visto che fra i primi 8 ci sono ben cinque giocatori di destra e solamente tre di sinistra. Una situazione non ideale per le combinazioni mondiali, che potrebbe aprire un posto proprio per lui, che non solo gioca a sinistra, ma all’occorrenza può anche garantire una versatilità non da tutti, avendo in passato occupato (specie nel periodo con Javi Garrido) anche il lato destro del campo. Non ha mai nascosto di sentirsi più incisivo nel revés (“è una posizione che sento più mia”), ma l’aver sviluppato anche un buon gioco del drive potrebbe trasformarsi in una carta interessante da spendere.
Il resto, visto che alla selezione per la World Cup mancano ancora parecchi mesi, lo farà la qualità dei risultati che riuscirà a ottenere in questo 2026 a fianco di Martin Di Nenno. Sono una coppia rocciosa, costante, competitiva contro tutte le migliori. Ma alla quale servirebbe un pizzico di incisività in più per risolvere meglio certe situazioni e risparmiare energie, così come a Momo farebbe comodo un pizzico di malizia in più. “Il mio allenatore – ha detto – mi dice che sono troppo gentile e che in certi momenti dovrei essere un po’ più furbo. Come coppia, invece, se veniamo paragonati a Galan, Coello o Tapia ci manca sicuramente della potenza, ma guadagniamo punti attraverso transizioni e altri schemi”. Sarà sufficiente per garantirgli di nuovo uno spazio al mondiale?