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Padel

Nuovo anno, nuove regole: tutte le novità introdotte dalla FIP

Oltre al chiacchierato Star Point, dal 2026 sono entrate in vigore nel padel internazionale (e non solo) anche altre norme regolamentari. Alcune fanno chiarezza su certe situazioni, altre puntano alla tutela dei giocatori, altre ancora alla riduzione dei tempi morti. Eccole tutte

di | 14 gennaio 2026

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Nel padel il 2026 non sarà soltanto l’anno dell’introduzione del nuovo Star Point, il sistema di punteggio che unisce vantaggi e punto secco all’interno dello stesso gioco. Infatti, l’International Padel Federation ha approvato anche una serie di altre modifiche – in vigore dal 1° gennaio – che riguardano in prima battuta i circuiti Premier Padel e Cupra FIP Tour, ma che (come è naturale che sia) sono destinate a propagarsi a cascata anche sul gioco quotidiano, dai tornei amatoriali fino alle competizioni di base.

Il pacchetto di novità FIP include interventi su servizio, materiali, sicurezza e gestione del punto: cambiamenti che non stravolgono la struttura del gioco, ma ne affinano certe dinamiche, interpretazioni e tempi. Il primo elemento importante, perché ha un impatto diretto sul gioco, è l’adeguamento del servizio, con l’entrata in vigore della cosiddetta linea immaginaria: non è più solo la posizione dei piedi a definire la validità del servizio, ma anche la posizione della pallina prima dell’impatto. Infatti, questa non potrà oltrepassare virtualmente alcuna linea del campo (né quella che delimita l’area del servizio, né quella laterale immaginaria che la divide in due parti) prima di essere colpita. In sintesi, il fondamentale non cambia (la palla va sempre colpita al di sotto della vita), ma subisce qualche limitazione.

Sul fronte della visibilità e del materiale di gioco, un’altra novità di rilievo riguarda le palline: non saranno più confinate al tradizionale giallo o bianco, ma potranno assumere colori differenti, purché garantiscano un contrasto sufficiente con la superficie di gioco. Una modifica apparentemente lieve, ma che può avere implicazioni concrete per la lettura visiva dello scambio. Di certo, sorride alle tv, perché può aumentare la visibilità della pallina da casa.

Un’altra novità stagionale riguarda i requisiti di sicurezza: la zona di gioco esterna al campo viene allargata da un minimo di due a un minimo di tre metri, in modo da offrire maggiore spazio ai giocatori ma soprattutto maggiore tutela, così da evitare qualche potenziale incidente accaduto in passato. Vuol dire che i criteri di omologazione di un campo per il gioco all’esterno diventano più stringenti, e possono scontentare qualche club. Ma quando il motivo è la tutela dell’integrità fisica dei praticanti, va bene così.

Nuovo anno, nuove regole: tutte le novità introdotte dalla FIP

Un’altra conferma normativa riguarda esplicitamente la gestione degli incidenti di attrezzatura: se il cordino di una pala si rompe o sfugge alla presa del giocatore durante il punto, la coppia responsabile perde immediatamente il punto. Era già prassi, ma ora è scritto anche nero su bianco. Sempre legato alle pale, anche un limite alla dimensione dei fori nella parte laterale delle facce: non è obbligatorio siano rotondi, ma non devono superare i 20 millimetri.

Tornando al discorso della durata degli incontri, insieme allo Star Point sono stati introdotti anche alcuni altri accorgimenti. Il più importante è relativo alla scelta della FIP di intervenire su una delle derive più evidenti degli ultimi anni, ossia le pause tra un punto e l’altro. Specialmente nei match di alto livello, molti giocatori hanno iniziato a prendersi la libertà di interrompere il gioco più o meno a piacimento, uscendo dalla gabbia per asciugarsi il sudore o bere, in qualsiasi situazione di punteggio. Situazioni che oltre a rallentare il ritmo avevano finito per snaturare la continuità del gioco. Pertanto, ecco l’intervento (necessario): d’ora in avanti non sarà più possibile prendersi libertà arbitrarie – pena un warning – e le pause restano quelle previste dal regolamento, cioè al cambio di campo e nel tempo concesso tra uno scambio e l’altro.

A sorridere all’orologio è anche la riduzione del riscaldamento pre-match, che passa da cinque a tre minuti: un’esigenza organizzativa, per limitare i tempi morti e rendere più sostenibile la programmazione degli incontri. Stesso discorso sul fronte del medical time-out, che non è più una concessione automatica. Il tempo massimo sarà di 5 minuti e scatterà solo quando l’arbitro riterrà le condizioni sufficienti per interrompere il gioco. Per concludere, anche una stretta sul coaching: gli interventi fuori dai momenti consentiti non saranno tollerati e, dopo un primo richiamo, alla seconda infrazione scatterà l’allontanamento dal campo del coach, a tutela dell’equilibrio e della regolarità del match.

Nuovo anno, nuove regole: tutte le novità introdotte dalla FIP

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