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Dopo cinque anni termina il rapporto fra Leo Augsburger e il manager Lisandro Borges. Una scelta diventata inevitabile, per allontanare le tensioni con Juan Lebron e creare un clima più sereno attorno alla coppia. Può essere la svolta?
10 luglio 2026
Separarsi per il quieto vivere. Dopo 5 anni è terminato il rapporto fra Leo Augsburger e il suo manager Lisandro Borges, nemico dichiarato di Juan Lebron, compagno di squadra di Leo. Un circolo vizioso che da tempo era inevitabilmente destinato a finire, visto che Borges e Lebron sono quasi venuti alle mani in passato e il manager non ha mai nascosto il suo totale disprezzo per l’ex numero uno al mondo.
Dopo la sconfitta di Bordeaux ai quarti con Di Nenno e Paquito (alla prima semifinale da quando sono tornati a giocare insieme), Borges ha completamente affossato El Lobo. “Non è facile vincere quando accanto a te c’è un giocatore che genera costantemente conflitti e finisce per danneggiare tutto ciò che lo circonda”.
Una dichiarazione talmente forte da costringere Augsburger a tracciare una linea e soprattutto lo stesso Borges a fare un passo indietro. “Dopo cinque anni in cui ho rappresentato Leo, ho preso la decisione di fare un passo indietro. Sono stati anni di intenso lavoro e di impegno assoluto per permettere ad Augsburger di crescere sul piano sportivo e professionale. L’obiettivo è sempre stato quello di aiutarlo a costruire una carriera solida, duratura e ambiziosa”.
“Me ne vado – ha aggiunto – con la tranquillità di aver fatto il mio dovere. Leo è oggi una delle grandi figure del padel internazionale, facendo parte della coppia numero 3 al mondo e avendo firmato uno storico accordo con il prestigioso marchio Siux da quasi 30 milioni di euro. Il legame affettivo con lui e con la sua famiglia resterà intatto. Al tempo stesso, arriva un momento in cui bisogna essere fedeli alle proprie convinzioni”.
Augsburger è intervenuto sulla vicenda tramite i suoi account social. “Per me Lisandro sarà sempre un amico e un fratello. Abbiamo condiviso gioie e dolori, abbiamo avuto un rapporto che va oltre il campo e lo continueremo ad avere. Sono andato oltre quelli che parlavano male di te e ho scoperto una grande persona”.
Un commiato dovuto, da parte di un uomo però consapevole che era diventato impossibile fare altrimenti. Adesso, dunque, piena fiducia a Lebron per fare un salto che ancora non è arrivato. È vero che in questo 2026 Juan e Leo hanno vinto il loro primo titolo insieme, a Bruxelles, arrivando anche in finale a Cancun. Ma il livello dei Golden Boys e dei Chingalan è ancora nettamente più alto. Vedremo se l’allontanamento di Borges potrà essere la svolta per creare un clima più sereno attorno alla coppia Augsburger-Lebron, dando loro una ulteriore spinta. Il P1 di Malaga, in programma da lunedì, può darci una prima risposta.