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Il recente ingresso dell’International Padel Federation tra i firmatari del Codice Mondiale Antidoping della WADA ha un significato che va ben oltre il tema dei controlli antidoping. Rappresenta un ulteriore passaggio, uno dei più importanti, verso il grande obiettivo a Cinque Cerchi
di Marco Caldara | 18 luglio 2026
L'ingresso ufficiale dell’International Padel Federation tra i firmatari del Codice Mondiale Antidoping della WADA, ufficializzato nel corso della settimana, rappresenta una notizia che va ben oltre il semplice tema dei controlli antidoping. Sul piano pratico, infatti, gli atleti del padel erano già sottoposti a controlli condotti secondo gli standard internazionali, grazie alla collaborazione avviata nel 2025 con l'International Testing Agency (ITA).
Il vero significato dell'annuncio, pertanto, è soprattutto politico e istituzionale, perché la firma del Codice WADA rappresenta un requisito imprescindibile per qualsiasi federazione internazionale che voglia essere riconosciuta all'interno del sistema olimpico. In sostanza, il padel ha compiuto uno degli ultimi passaggi (e fra i più importanti) necessari per allinearsi pienamente agli sport del movimento olimpico. Dopo un percorso durato due anni, durante il quale la FIP ha adeguato governance, regolamenti e programma antidoping ai più elevati standard internazionali, il padel entra ufficialmente nello stesso quadro normativo che regola le principali discipline olimpiche.
D'ora in avanti, come si legge nel comunicato diffuso dalla FIP, la Federazione si impegna ad applicare integralmente il Codice WADA e i relativi Standard Internazionali, collaborando con WADA e ITA in tutte le competizioni sotto la propria egida: il circuito Premier Padel, il Cupra FIP Tour, le Hexagon World Series, ma anche Mondiali, Europei e non solo.
Fin dai tempi della sua prima elezione a presidente, Luigi Carraro non ha mai nascosto il sogno di riuscire un giorno a rendere il padel uno sport Olimpico. Anzi, i cinque cerchi sono diventati il suo obiettivo principale, motivo per il quale negli ultimi anni la FIP ha lavorato per allinearsi, pezzo dopo pezzo, ai requisiti richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale. “Questo – ha dichiarato Carraro – è un traguardo storico per la nostra Federazione e per l'intera comunità mondiale del padel. Il percorso per diventare firmatari del Codice WADA ha richiesto impegno, disciplina e perseveranza. Siamo orgogliosi di collocare il padel accanto agli sport più rispettati del mondo nella lotta per uno sport pulito, garantendo ai nostri atleti un ambiente equo, trasparente e affidabile”.
La conformità al Codice garantisce che gli atleti impegnati nelle competizioni internazionali siano soggetti agli stessi standard antidoping validi in tutto il mondo, compresi quelli previsti ai Giochi Olimpici. Come detto, è uno dei requisiti fondamentali previsti dalla Carta Olimpica e dei passaggi necessari per ambire a un posto ai Giochi, ma anche un passaggio che rafforza la credibilità del circuito internazionale e del padel in generale.
Se si osserva il percorso compiuto negli ultimi anni, emerge chiaramente come il padel abbia ormai conquistato quasi tutti gli appuntamenti multisport più importanti. Dopo l'esordio ai Giochi Europei del 2023, tornerà protagonista nell'edizione del 2027 e nel frattempo è entrato nel programma dei Giochi Asiatici e dei Giochi del Mediterraneo (in arrivo a Taranto fra poco più di un mese), oltre ad aver fatto la sua comparsa anche nei recenti Mondiali Universitari, dove peraltro l’Italia ha vinto l’oro nel maschile grazie a Noa Bonnefoy e Michele Brambilla.
Tutti passaggi del percorso di maturazione del padel come sport internazionale, come l’aumento della diffusione globale del gioco, del numero delle federazioni nazionali affiliate alla FIP e dei Paesi nei quali si giocano tornei professionistici. Per Brisbane 2032 è ormai quasi impossibile, mentre Doha 2036 sembra l’orizzonte più concreto, anche in virtù dello stretto rapporto fra il padel, la FIP e il Qatar. Ma, al di là di quello, è il numero di credenziali in costante aumento ad avvicinare ulteriormente il padel al traguardo più ambito.