Scivolato al numero 21 della classifica FIP e addirittura fuori dai primi 30 della Race, Javi Garrido è in crisi profonda. Nel 2025 ha giocato con la bellezza di nove compagni diversi, non trova pace e non è più una minaccia per i giocatori di vertice. Urge un cambio di rotta e il 2026 può essere l’ultima spiaggia
26 ottobre 2025
Promessa, talento ed estro. Eppure, dopo essere stato un predestinato e aver assaggiato l’altissimo livello, Javi Garrido sta raccogliendo soltanto le briciole. Perché in questo 2025 lo spagnolo classe 2000 naviga nella terra di nessuno e sta facendo il gambero nel ranking FIP, andando a ritroso dopo aver toccato la top-10. Potente, veloce, con una buona mano e giovane: “what else”, si pensava fino a qualche anno fa. Eppure, in poco tempo e senza un’apparente spiegazione, Garrido non sembra più una minaccia per i giocatori di vertice del padel mondiale.
Nella classifica è sceso al numero 21, mentre nella Race occupa addirittura la 33esima posizione, miglior testimonianza delle enormi difficoltà di un 2025 nel quale ha cambiato molti compagni di squadra senza mai ottenere risultati degni delle premesse. E pensare che la sua stagione non era iniziata così male, con tre quarti di finale nei primi quattro tornei disputati (Riyadh, Miami e Doha), a fianco di Martin Di Nenno. Parevano risultati di buon auspicio, invece sono rimasti i migliori dell’anno perché l’argentino ha deciso di cambiare compagno e Javi è rimasto senza riferimenti. E senza risultati.
Sanyo Gutierrez, Tino Libaak, Juan Cruz Belluati, ma anche Tolito Aguirre: sono alcuni degli addirittura nove giocatori diversi coi quali Javi ha diviso il campo nel 2025 a livello Premier Padel, senza più ritrovare quei quarti di finale che con Di Nenno erano praticamente una garanzia. Nell’ultimo passaggio stagionale, al P1 di Milano, al suo fianco c’era il brasiliano Lucas Campagnolo, ennesimo volto nuovo per rilanciare una collaborazione che in passato aveva dato buone soddisfazioni a entrambi. Ma in Lombardia non sono riusciti a lasciare il segno, surclassati in 62 minuti da Lebron e Stupa. E come dimenticare il cameo con Pablo Cardona, con il quale ha fatto malissimo a Rotterdam, prima che lo spagnolo chiudesse la stagione in anticipo causa infortunio.
Nel 2025 negativo di Garrido ci si è messa anche la sfortuna ed è innegabile, visto che in precedenza anche Tino Libaak era stato costretto a rompere il progetto causa lungo stop per infortunio. Ma la discesa di Javi è preoccupante e lui non sembra trovare pace: non è sereno e si vede dagli errori che fa, i big del padel non lo chiamano più per far squadra e gli anni passano. A 25 anni non è più un ragazzino: dovrebbe essere un giocatore fatto e finito, invece è ancora un incompiuto. Soprattutto se lo confrontiamo con gli altri giovani che si stanno facendo largo nel circuito Premier Padel.
Augsburger, che ha 4 anni in meno di Garrido, ha già battuto tutti i top e si è preso il titolo a Madrid sconfiggendo i primi 6 al mondo (al fianco di Di Nenno). Libaak ha vissuto un terribile 2025 per gli infortuni, ma lo scorso anno è stato decisivo al Mondiale per l’Argentina. Cardona non ha ancora convinto del tutto, ma è riuscito spesso ad arrivare nelle fasi cruciali dei tornei. Tutti giocatori che promettevano meno di Garrido e che oggi sono molto più avanti, soprattutto considerando la loro età.
Anche Mike Yanguas, che è due anni più piccolo di Javi, è stabilmente top 10 e ha giocato 10 semifinali nel 2025, al fianco di Coki Nieto. Garrido, invece, arranca: dopo aver giocato il Master di fine anno nelle ultime due stagioni, stavolta (a meno di miracoli negli ultimissimi tornei) non ci sarà e forse è un bene, così può voltare pagina il prima possibile e guardare già al 2026. Sarà decisivo per capire se Garrido può ancora diventare una star oppure no.