-
Padel

La bandeja sta scomparendo? No, si è adattata al padel moderno

Il padel moderno ha cambiato le priorità in fase offensiva, per stare al passo con la velocità crescente degli scambi. La bandeja tradizionale è stata gradualmente sostituita da una vibora più controllata, ma uno dei colpi simbolo della disciplina può rivelarsi ancora una risorsa preziosa. In primis per gli amatori

di | 05 agosto 2026

20260805_chingotto_a1c0ef48_90d2_4a5a_982c_df7ebf0ad2f6PretoriaP1_53175.jpg

Per anni, la bandeja è stata uno dei marchi di fabbrica del padel: il colpo che permetteva di mantenere la rete, tenere alta la pressione sugli avversari, lavorarli ai fianchi in attesa della palla giusta per chiudere il punto. Oggi, però, basta guardare una finale – uomini in primis – del circuito Premier Padel per avere un’impressione ben diversa. Perché la bandeja tradizionale si vede sempre meno e al suo posto domina un utilizzo sempre più frequente della vibora, anche in situazioni nelle quali fino a pochi anni fa sarebbe stata naturale una scelta più conservativa. Dunque, la domanda viene spontanea: la bandeja sta gradualmente scomparendo? La risposta è sì... e no.

Più che scomparire, il colpo si sta trasformando, seguendo l'evoluzione di uno sport che negli ultimi anni è diventato molto più veloce, coi giocatori quasi sempre alla ricerca del punto nel minor numero di colpi possibili. Non lo scopriamo adesso: il padel contemporaneo si gioca a ritmi impensabili fino a un decennio fa, le racchette sono più performanti, i giocatori sono più esplosivi dal punto di vista atletico, e la qualità della difesa costringe chi attacca a cercare continuamente soluzioni per mantenere pressione. In questo contesto, la vibora ha progressivamente conquistato spazio: non necessariamente quella più aggressiva, ma spesso una versione maggiormente controllata, ricca di effetto laterale, capace di tenere bassi i rimbalzi e impedire agli avversari di riprendere l'iniziativa.

Addirittura, proprio per stare al passo coi tempi, in molte accademie spagnole si sta diffondendo un approccio diverso rispetto al passato: più che distinguere nettamente fra bandeja e vibora, ai giovani viene insegnata soprattutto la seconda, e la capacità di modularne velocità e rischio in base alla situazione. Ha preso piede una sorta di “bandevibora”, un colpo ibrido che unisce la sicurezza della prima alla capacità della seconda di creare pressione. L’evoluzione tecnica del padel moderno si vede anche qui.

La bandeja sta scomparendo? No, si è adattata al padel moderno

Detto ciò, non significa che la bandeja sia diventata un colpo del passato. In primis perché continua a funzionare alla grande a livello amatoriale, dunque resta una validissima soluzione per il 99,9% dei praticanti. Fra i pro, invece, viene semplicemente usata quando serve davvero, e non più seguendo il manuale. Se il pallonetto è profondo, spesso la scelta più intelligente resta quella di una bandeja classica, che privilegia il controllo e consente di mantenere la posizione. Ma i giocatori sono ormai talmente preparati atleticamente che, anche quando si trovano chiamati a colpire indietreggiando o in una situazione di equilibrio precario, riescono comunque a trovare un colpo incisivo.

L’evoluzione si riflette perfettamente anche nei protagonisti del circuito mondiale. In passato, giocatori come Fernando Belasteguin, Pablo Lima e tanti altri hanno costruito parte del loro dominio grazie alla bandeja, utilizzata fino allo sfinimento, per preparare il punto e attendere la chance buona per chiuderlo. Oggi, invece, il panorama è diverso. Persino Federico Chingotto, individuato da molti come il giocatore di destra tradizionale, utilizza nella maggior parte dei casi una vibora controllata, anche in situazioni tradizionalmente favorevoli alla bandeja. Fra i top player, uno dei pochissimi a ricorrere ancora con continuità alla bandeja come vera arma tattica è Coki Nieto, che pur giocando nel lato del “revés” sa proporre – con ottimi risultati – un padel di costruzione, fondato su pazienza e precisione.

Il caso dello spagnolo, numero 10 della classifica mondiale, è la dimostrazione che non esiste un colpo “giusto” in assoluto: a far la differenza è la capacità di saper individuare quello adatto a ogni determinato momento. Ed è probabilmente questa la vera trasformazione del padel moderno: non una rivoluzione tecnica, ma una rivoluzione nelle decisioni. La bandeja non è sparita: ha semplicemente smesso di essere la risposta automatica al pallonetto, lasciando spazio a un gioco più rapido, più aggressivo e sempre più orientato alla ricerca della soluzione migliore. Molti si sono accorti che spesso non era (più) la bandeja.

La bandeja sta scomparendo? No, si è adattata al padel moderno

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti