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Padel

Il viaggio infinito di Pier Giulio Farabbi, giramondo del padel

Da Roma al resto del mondo, tra tornei in ogni continente e una valigia sempre pronta: Pier Giulio Farabbi è uno dei volti più intraprendenti del padel italiano. Solo nel 2026 ha già giocato tornei FIP in Australia, India, Portogallo, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Azerbaijan e Malesia, inseguendo il sogno del professionismo

di | 18 aprile 2026

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Per i migliori giocatori di padel al mondo è normale cambiare di frequente nazione, spesso anche continente, perché il circuito Premier tocca la bellezza di 17 paesi differenti. Per tutti gli altri può invece risultare più raro e in Italia ne sappiamo qualcosa, in quanto nel nostro paese il Cupra FIP Tour si è sviluppato a tal punto da proporre qualcosa come 27 tornei nell’arco di nove mesi, dunque potenzialmente un giocatore azzurro può competere a tempo pieno a livello internazionale senza mai lasciare la Penisola.

Ma c’è anche chi, come Pier Giulio Farabbi, guarda controcorrente e la diffusione globale del padel vuole viverla a pieno, collezionando nuovi timbri sul passaporto una settimana sì e l’altra… pure. Solo da inizio anno il romano classe 2005 ha già giocato tornei internazionali del Cupra FIP Tour in Australia, India, Portogallo, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Azerbaijan e questa settimana in Malesia, dove insieme allo spagnolo Alejandro Guinaldo Martin ha raggiunto il suo secondo quarto di finale della stagione, in un FIP Bronze a Kuala Lumpur. Ma la lista delle nazioni dove il 21enne azzurro è volato in cerca di fortuna almeno una volta è molto più lunga: ci sono anche Bahrain, Sudafrica, Egitto, Serbia, Giappone, Francia, Messico, naturalmente la Spagna e tante altre.

Il compagno cambia spesso per non dire sempre, come è piuttosto normale per chi viaggia appena dentro ai primi 300 del ranking FIP (è numero 284, con un best ranking in 217esima posizione), ma Pier Giulio non demorde: appena le entry list gli suggeriscono un’opportunità, fa la valigia e parte, per inseguire vittorie, punti e il sogno del professionismo. Dopotutto, ogni settimana può essere quella buona per fare il colpaccio e ridurre – almeno un po’ – il gap che lo separa dal suo modello Ale Galan.

Il viaggio infinito di Pier Giulio Farabbi, giramondo del padel

Un mix fra intraprendenza, voglia di vivere nuove esperienze e valigia sempre pronta, gli ha permesso addirittura di partecipare a un paio di Major del circuito Premier Padel, a Parigi nel 2023 e in Messico l’anno successivo. Ed è stato anche fra gli azzurri che nel 2025 hanno approfittato del boicottaggio di tutti i big per trovare posto nel main draw dei tornei P2 di Gijon e Cancun. La prima vittoria fra i grandi deve ancora arrivare e il bilancio nel Tour maggiore, fra main draw e qualificazioni, parla di 0 successi e 7 sconfitte. Ma anche le delusioni fanno parte del percorso di crescita.

La storia di Farabbi è comune a quella di tanti, quasi tutti i giocatori italiani della sua generazione: prima giocava a tennis, poi ha scoperto il padel (accompagnando la madre a giocare con delle amiche), si è innamorato del gioco e ha cambiato racchetta, diventando uno dei prospetti più interessanti del Belpaese. Nel 2021 ha vinto il titolo italiano under 16 e 18, poi si è meritato la maglia azzurra della nazionale juniores per i mondiali giovanili, quindi è arrivato addirittura a guidare una classifica mondiale, quella degli under 18 ai tempi dei primi ranking giovanili FIP. Poi, si è buttato il prima possibile nel circuito dei grandi: non ha ancora saputo togliersi le soddisfazioni sperate, ma non ha certo intenzione di smettere di provarci, continuando a fare la spola fra la sua Roma e Madrid, base per gli allenamenti.

Si può dire che Farabbi incarni alla perfezione lo spirito del padel e abbia elevato al mondo dei tornei internazionali quel “gioca ovunque e con chiunque” tipico di tanti amatori, sfruttando la sua esperienza per diventare anche un modello per i più giovani di nazioni dove il padel è ancora agli albori. Come per il 16enne azero Omar Gamarli, col quale Pier Giulio ha fatto coppia la scorsa settimana nel Bronze di Baku, dove la dea bendata li ha accoppiati al primo turno al duo che avrebbe poi vinto il titolo. Doveva essere soltanto compagno, invece è diventato maestro, consulente, mentore, amico. “Una persona speciale, con un grande cuore e un animo gentile”, ha scritto sui social il padre di Gamarli, in un lungo e dolcissimo post di ringraziamento. È la prova di come a volte, nello sport, vittoria o sconfitta non faccia differenza. Si può lasciare il segno anche in altri modi. L’importante è provarci sempre. Ovunque. Pier Giulio lo sa.

Il viaggio infinito di Pier Giulio Farabbi, giramondo del padel

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