-
Padel

Il genio di Tapia non è solo in campo: l’escamotage da artigiano alla pala

Nel corso del torneo di Riyadh è emerso un curioso retroscena su Agustin Tapia: a causa della rottura di un legamento del dito, nel 2025 l’argentino ha giocato a lungo con l’impugnatura della pala modificata artigianalmente, con l’inserimento di un cuscinetto che gli permettesse di non sentire dolore. Ha vinto quasi tutti ugualmente

di | 22 febbraio 2026

20260220_tapia__3_.jpg

Genio in campo, genio fuori. Agustin Tapia è così, sia quando c’è da inventare un colpo nuovo, difficile prima da pensare e poi da eseguire, sia quando c’è da correre ai ripari, intervenendo sull’attrezzatura per sopperire a un problema di natura fisica. La storia è relativa alla passata stagione ma è emersa solamente di recente, nel corso del P1 di inizio stagione a Riyadh, quando – a domanda di un giornalista incuriosito da una particolare foto caricata su Instagram dall’argentino nel recap del suo 2025 – il fenomeno di Catamarca ha raccontato un episodio (e una soluzione d’ingegno) davvero particolare.

I fatti risalgono alla finale del torneo dell’Arabia Saudita dello scorso anno, quando, pur vincendo il titolo, Tapia rimediò la rottura del tendine di un dito della mano destra. Il mese senza tornei arrivato subito dopo – causa boicottaggio dei big ai P2 di Gijón e Cancun – gli diede una mano a recuperare, ma al rientro (al P1 di Miami) il problema non era ancora risolto. Da lì l’idea geniale da artigiano del padel, documentata dalle immagini: inserire sul manico della pala, sotto all’overgrip, un piccolo cuscinetto, in modo da creare un rigonfiamento – morbido – esattamente nel punto in cui il dito infortunato poggia sul manico.

“Correvo il rischio che la lesione si ripresentasse – ha spiegato – così abbiamo pensato a quella soluzione. La presa più larga mi ha permesso di non sentire troppo dolore e di poter imprimere una forza uguale, o almeno simile, a quella di sempre”. Ecco spiegate, con un anno di ritardo, le difficoltà incontrate dei due tornei successivi, con lo stop in semifinale a Miami e agli ottavi a Santiago: il numero uno aveva solamente bisogno di adattarsi alla soluzione.

La pala di Agustin Tapia col rigonfiamento sul manico

La pala di Agustin Tapia col rigonfiamento sul manico

Cambiare impugnatura, seppur leggermente e per assoluta necessità, è un passaggio complesso, che richiede tempo, specialmente a certi livelli. Ma, gradualmente, Tapia ha preso confidenza con la nuova situazione e dal Major del Qatar è tornato il dominatore di sempre, riducendo poi gradualmente la misura del rigonfiamento, fino a eliminare del tutto il cuscinetto quando il problema al dito è stato risolto. Una storia bizzarra, quasi comica, che combina pazienza, ingegno e quell’artigianalità che normalmente sarebbe più facile associare a un praticante qualsiasi, piuttosto che al giocatore in attività più vincente in assoluto.

Invece, a volte persino i fenomeni che vediamo in televisione ricorrono a soluzioni particolari, combinando competenza e ingegno anche nei palcoscenici più importanti al mondo. Dopotutto, ogni problema ha una soluzione. Basta ingegnarsi per trovarla e Tapia (o chi per lui) l’ha fatto alla grandissima.

L’altro aspetto che emerge dalla storia è legato ai risultati: pur con un legamento rotto e la necessità di adattarsi a una nuova normalità, l’argentino è riuscito ugualmente a vivere una stagione da assoluto protagonista, vincendo a fianco di Arturo Coello 13 dei 21 tornei disputati da febbraio a dicembre. Una prova di superiorità ancora più netta, ma anche di grande umanità e rispetto per gli avversari. Perché mai una volta Tapia ha parlato del problema o l’ha preso come scusa per giustificare una delle (poche) sconfitte. Tanto che la questione si è scoperta addirittura un anno più tardi.

Il genio di Tapia non è solo in campo: l’escamotage da artigiano alla pala

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti