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Padel

Il 2025 di Premier Padel: promossi e bocciati

Per il circuito mondiale di padel è stata una stagione intensa, con conferme e novità, delusioni e promesse non mantenute, ma anche obiettivi raggiunti e volti nuovi ad altissimi livelli. Ecco migliori e peggiori del 2025

di | 30 dicembre 2025

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Agustin Tapia e Arturo Coello (foto FITP)

Fine dicembre, tempo di bilanci. Anche per il circuito Premier Padel, che ha da poco presentato il calendario per la nuova stagione e sta per chiudere un anno divertente e interessante, fra conferme, delusioni e nuovi protagonisti. Chi sono stati i migliori? Chi invece ha deluso? Ecco promossi e bocciati del 2025.

I PROMOSSI

ARTURO COELLO E AGUSTIN TAPIA
Per i numeri uno è stata un’altra stagione – la terza consecutiva – da incorniciare. Hanno vinto tre Major su quattro più le Finals di Barcellona, chiudendo da dominatori (quasi) incontrastati, con 13 titoli in cassaforte e altre 5 finali. In sostanza, in soli 3 dei 21 tornei disputati non sono arrivati alla giornata conclusiva, il che la dice lunga sulla loro continuità di rendimento. Per batterli serve giocare la partita perfetta e non è affatto detto che sia sufficiente. Insieme stanno bene tanto in campo quanto fuori, il che fa pensare che la loro unione possa durare ancora molto a lungo. E abbattere tanti record.

FEDERICO CHINGOTTO (anche senza Galan)
Abbiamo imparato a darlo per scontato, quando in ciò che fa di scontato non c’è proprio nulla. Da quando Galan l’ha scelto come partner per il post-Lebron, l’argentino si è migliorato di continuo, dimostrando da subito di poter reggere certe responsabilità e diventando la spalla ideale per il madrileno. Il compagno si prende quasi sempre la copertina, ma è lui che fa il lavoro sporco, lotta, difende, costruisce e porta entusiasmo all’interno della coppia. Ci fossero più Chingotto, il padel sarebbe uno sport ancora migliore.

Federico Chingotto (foto FITP)

Federico Chingotto (foto FITP)

GEMMA TRIAY
A 33 anni si è posta il grande obiettivo di tornare al numero uno del mondo e l’ha conquistato con pieno merito insieme a Delfi Brea, arrivando peraltro a una sola vittoria dal Grande Slam del padel, ossia la vittoria di tutti i quattro Major del calendario: Doha, Roma, Parigi e Acapulco. Il piccolo calo di rendimento nel finale di stagione non cambia la portata di un’annata sensazionale, con nove titoli, il sorpasso in vetta a Sanchez/Josemaria e la conferma della sensazione degli anni scorsi: la più forte del mondo rimane lei. Impressionante la statistica complessiva sugli errori gratuiti: pur giocando a sinistra, e prendendosi costantemente discreti rischi, è la giocatrice che sbaglia meno del circuito. A padel si vince (ancora) così.

MARTINA CALVO
Nel giro di qualche settimana si è trovata catapultata in mezzo alle giganti, dimostrando in tempo zero di poter reggere sia il ritmo delle migliori sia il peso delle responsabilità. A gennaio era numero 76 della classifica e giocava a fianco di Marta Borrero, a dicembre è numero 14 e ha chiuso la stagione a fianco di una leggenda come Alejandra Salazar. Merito della sua prima finale nel Tour, ma anche di cinque semifinali e di una continuità di rendimento davvero interessante se relazionata alla carta d’identità, che dice 17 anni. Occhio perché nel 2026, insieme a Marta Ortega, può fare ancora meglio. E aiutare la futura compagna a rilanciarsi.

BEA GONZALEZ E CLAUDIA FERNANDEZ
Senza il finale di stagione impressionante, il posto fra le promosse l’avrebbero visto col binocolo. Ma è impossibile non considerare quanto le due spagnole hanno saputo fare negli ultimi tre tornei stagionali, aggiudicandosi – in serie – il P1 di Dubai, il Major di Acapulco e quindi le Finals di Barcellona. Hanno trovato un rendimento da leader che per certi versi aumenta i rimpianti, visto che l’hanno saputo mostrare solamente a sprazzi nell’arco dell’anno. Ma chiudono comunque con 6 successi e Bea rimane il più grande punto di domanda del Tour femminile. I mezzi sono da numero uno, ma il numero uno è sempre rimasto a distanza. Paula Josemaria (nel 2026) può essere la partner giusta per andare a prenderselo.

Claudia Fernandez e Bea Gonzalez (foto FITP)

Claudia Fernandez e Bea Gonzalez (foto FITP)

I BOCCIATI

JUAN LEBRON
Quando nel 2024 Ale Galan ha deciso di rompere la loro felice ma burrascosa collaborazione, c’era chi credeva che fra i due sarebbe stato il madrileno a perderci. Invece è andata all’opposto: Galan ha continuato a vincere molto, mentre Lebron ha iniziato a vincere molto poco. A inizio 2025, con un compagno di spessore come Franco Stupaczuk, non avrebbe firmato per una stagione con un solo titolo in un P2 (peraltro disertato dagli altri big), quattro finali perse e pochi altri acuti. Sarà Augsburger il compagno ideale per tornare a lottare costantemente per i titoli?

COKI NIETO E MIKE YANGUAS
Si può inserire fra i bocciati una coppia capace di arrivare in semifinale in oltre la metà dei tornei disputati? Sì, quando non sono bastate 12 semifinali per produrre una  sola finale. Nieto e Yanguas le hanno perse tutte, metà contro Coello/Tapia e metà contro Galan/Chingotto, arrivando vicini al successo in una sola occasione. Per carità, i rivali sono più forti e su quello c’è poco da discutere, però il fatto che non siano riusciti a vincere nemmeno una volta simboleggia alla perfezione il divario presente fra le prime 2 coppie del mondo e tutte le altre. Ha fatto riflettere anche loro, visto che hanno deciso di separarsi.

MARTIN DI NENNO
Un titolo l’ha vinto, e in maniera decisamente rumorosa visto che a Madrid insieme a Leo Augsburger ha fatto fuori le prime tre coppie della classifica, legittimando il successo nella miglior maniera possibile. Ma un giocatore come Martin Di Nenno non può certo essere soddisfatto di una stagione conclusa da numero 12 del mondo. Il “rengo” rimane uno dei migliori giocatori di destra, ma ha bisogno di un compagno fisso in grado di valorizzare le sue doti principali. Difficilmente potrà essere il pur ottimo Momo Gonzalez.

JAVI GARRIDO
Un discreto finale di stagione gli ha permesso di rialzare la testa, ma il suo rimane un 2025 da dimenticare, iniziato da numero 12 e terminato fuori dalla top-20 (e fuori dalle Finals, come non gli capitava da un po’). Se si parla di esplosività resta fra i migliori, ma non sta riuscendo a superare i propri limiti in tutto il resto e il ranking ne rispecchia alla perfezione le difficoltà. A 25 anni è ancora sufficientemente giovane per provare a rilanciarsi, ma le promesse di qualche stagione fa erano ben altre.

MARTA ORTEGA
Continuità sì, acuti pochi. Risultato? Una stagione piuttosto anonima, con tre finali perse (spicca quella del Major di Parigi) e un paio di posizioni perse in classifica. Rimane nella top-10, ma l’obiettivo era migliorarsi, non regredire. Dal suo 2019 d’oro, chiuso da numero uno del mondo insieme a Marta Marrero, sembra passata un’eternità. La scelta di Martina Calvo come nuova compagna può sicuramente aiutarla.

Juan Lebron (foto FITP)

Juan Lebron (foto FITP)

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