-
Padel

Galan cerca un'alternativa a Chingotto? Il problema è trovarla

Per la prima volta da quando giocano insieme, Galan e Chingotto si sono fermati prima della finale per tre tornei consecutivi. Si parla già di crisi e di volontà dello spagnolo di cambiare partner a fine stagione, ma le possibilità a disposizione sono quelle che sono. E nessuna pare meglio dell’argentino

| 21 ottobre 2026

20261021_galan_chingotto__1_.jpg

Ale Galan (sinistra) e Federico Chingotto, coppia n.2 del mondo (foto Premier Padel)

La questione va osservata dalla giusta prospettiva, altrimenti si rischia di esagerare con il disfattismo. Ma è indubbio che Ale Galan e Federico Chingotto stiano attraversando il loro peggior periodo da quando hanno iniziato a fare squadra. Lo dicono le statistiche: dalla primavera del 2024, ai due non era mai capitato di rimanere tre tornei di fila senza mai arrivare in finale, come accaduto fra Rotterdam (quarti), Dusseldorf (semifinale) e Milano (semifinale). Al massimo gli era capitato per due volte consecutive, due anni fa fra Kuwait e Acapulco, quindi fra l’ultimo torneo della stagione 2024 (le Finals di Barcellona) e il P1 di Riyadh che ha inaugurato il 2025.

Sufficiente per parlare di crisi? Forse sì, visti gli standard ai quali lo spagnolo e l’argentino hanno abituato loro stessi e il pubblico, ma stiamo pur sempre parlando di una coppia capace insieme di vincere 19 titoli nel circuito (7 dei quali quest’anno) e di disputare altre 26 finali. Il tutto nel giro di soli due anni e mezzo, nei quali hanno dovuto fare i conti – spesso con successo – con una delle coppie più forti che il mondo della pala abbia mai visto.

E non sono passati anni da quando si discuteva di un loro possibile sorpasso nei confronti di Arturo Coello e Agustin Tapia, e nemmeno parecchi mesi. La teoria è stata credibile prima nell’estate del 2024, poi nel 2025, quindi di nuovo quest’anno, grazie ai 5 successi nei primi 8 tornei della stagione. Poi, i numeri uno hanno cambiato marcia e ora la vetta pare di nuovo chiusa a chiave in cassaforte, per l’ennesima volta. Ma da qui a dare per certa la separazione a fine anno, come in molti hanno iniziato a ipotizzare, ce ne passa.

Federico Chingotto (sinistra) e Ale Galan: giocano insieme dalla primavera del 2024 (foto Premier Padel)

Federico Chingotto (sinistra) e Ale Galan: giocano insieme dalla primavera del 2024 (foto Premier Padel)

Nelle ultime settimane, ad alimentare le chiacchiere è stato l’atteggiamento di Galan, apparso un po’ frustrato, arrendevole, meno brillante del solito, e il dito di chi guarda da fuori è stato immediatamente puntato sul suo compagno, reo – secondo molti – di non soddisfarne le ambizioni. Eppure, sin dalla nascita della loro coppia, Chingotto si è sempre dimostrato un compagno assolutamente all’altezza, capace dall’oggi al domani di trasformarsi in un giocatore capace di vincere con continuità, cosa che non gli era mai riuscita nella prima parte della sua comunque eccellente carriera.

Non è da escludere che Galan si stia guardando intorno, perché forse si è reso conto che insieme a Chingotto le chance di tornare seriamente al numero uno del mondo non sono così elevate. Ma il suo problema è che, al momento, le possibilità a disposizione fra i giocatori di destra non sembrano migliori rispetto a quanto l’argentino possa offrire (e ha sempre offerto). Coello è blindato da Tapia, la reunion con Lebron è fuori discussione, Yanguas non è meglio di Chingotto e chi segue nemmeno. Sanz? Nel 2023, ai tempi dell’infortunio di Lebron, per un periodo era stato lui a sostituirsi al “Lobo” a fianco di Galan, con buoni risultati. Ma la sua vera consacrazione ad altissimi livelli non è mai arrivata.

In sostanza, anche se Galan avesse la volontà di lanciarsi in un nuovo percorso, oggi Chingotto rimane comunque l’opzione in grado di garantirgli le maggiori certezze. Lo sport professionistico è lavoro, con in ballo soldi, fama e tante altre dinamiche che incidono in determinate scelte. E la soluzione che attira di più non è sempre – o quasi mai – la migliore per fare carriera. Galan lo sa meglio di tanti altri, come raccontano gli ultimi tempi della sua collaborazione con Lebron: il rapporto era logoro, ma i risultati suggerivano che fosse comunque meglio andare avanti insieme al connazionale. Stavolta, anche a fronte di un rapporto umano sicuramente diverso, la decisione ideale potrebbe essere esattamente la stessa.

Ale Galan (sinistra) e Federico Chingotto (foto Premier Padel)

Ale Galan (sinistra) e Federico Chingotto (foto Premier Padel)

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti