La romagnola, con la compagna brasiliana Manuela Schuck, conquista i quarti di finale del FIP Silver di Melbourne battendo le indonesiane Putria/Gumulya, e ribadisce il suo amore per la pala. “Il 2025 – dice – è andato troppo bene per smettere col tennis, ma ribadisco la volontà di un futuro nel padel”
di Marco Caldara | 16 gennaio 2026
Il primo quarto di finale di Sara Errani nel padel internazionale? Una formalità. La romagnola se l’è preso a Melbourne, dove in attesa di giocare (in doppio) il suo Australian Open numero quattordici si sta concedendo l’ennesima scappatella con l’amante padel, per disputare il FIP Silver del Game4Padel di Docklands. L’aveva fatto anche nel 2025, superando un turno insieme alla ct della nazionale Tatiana Garbin, mentre stavolta si è presentata al via insieme alla brasiliana Manuela Schuck, ricevendo un bye al primo turno e poi dominando senza difficoltà il match degli ottavi di finale, contro le indonesiane Novela Putria e Beatrice Gumulya.
È finita 6-2 6-1 in meno di un’ora a senso unico, nella quale l’azzurra ha mostrato di nuovo il suo ottimo feeling con la pala, supportata da una partner di ottimo livello. Le due, coppia numero 4 del tabellone, torneranno in campo nella mattinata australiana di sabato (dalle 10, le 2 di notte in Italia) per una giornata che potenzialmente potrebbe vederle impegnate in due incontri. Il primo sarà sicuramente il quarto di finale contro le nazionali giapponesi Kotomi Ozawa e Kae Tokumoto, che in caso di successo permetterebbe a Errani e Schuck di giocare la semifinale nel pomeriggio, non prima delle 14 locali, molto probabilmente contro le n.2 del seeding Victoria Kurz ed Eugenia Guimet Bigas.
È vero, come ha sottolineato “Sarita” alla vigilia del torneo, che nel padel per lei la priorità rimane il divertimento, almeno per ora. Ma si tratta pur sempre di un torneo internazionale e anche di buon livello, nel quale le chance di arrivare in fondo ci sono. Ergo, vale la pena provarci.
“Con Manuela Schuck – ha spiegato l’azzurra da Melbourne –, ci siamo incrociate in passato e ora le ho chiesto se le andava di fare coppia con me. Sono felicissima di poter giocare questo torneo e vediamo dove arriveremo. Scendere sui campi da padel mi piace tantissimo, perché ho davvero una grande passione e appena posso lo guardo anche in tv, oltre a giocarci appena torno a casa. Oltre a questo, mi piacerebbe tantissimo giocare altri tornei quest'anno. Appena uscito il calendario Premier Padel sono andata subito a controllarlo: ho visto che il Major di Roma quest'anno si giocherà nella seconda settimana del Roland Garros, quindi purtroppo non ci sarò. Vedremo se nel corso dell’anno ci sarà la possibilità di giocare altri tornei, come avvenuto qui a Melbourne. Ho visto che quest'anno c'è un torneo a Valencia, dove vivo da più di 20 anni. Proverò a giocare lì se sarà possibile: mi piacerebbe molto”.
“Credo – ha proseguito l’azzurra – che il padel sia cresciuto davvero tantissimo negli ultimi anni e questo è molto positivo, un grande traguardo. Spero che un giorno entri nel programma delle Olimpiadi perché sarebbe veramente bellissimo”. Sara ammette di dover migliorare “in attacco e nel gioco sulle pareti”, ma una come lei, agonista nata, impara in fretta. In questa direzione, possono aiutarla proprio i tornei: per fare esperienza, ma anche per stare a contatto con le big mondiali, osservarle da vicino, rubarne i segreti. “La giocatrice che più mi ha colpito è stata Bea Gonzalez: mi sono allenata con lei lo scorso anno a Roma e mi ha impressionato, è davvero una giocatrice di livello incredibile. Sono contenta anche per Giulia Dal Pozzo: sta facendo molto bene e sono convinta che possa crescere ancora molto perché ha un grande talento”.
E la sua partner-allieva Jasmine Paolini, col padel, come se la cava? “Sono riuscita a farla giocare un paio di volte – spiega Sara – ed è stato molto divertente. Si arrabbia molto in campo perché chiamo spesso ‘mia’ sulle palle nel mezzo, però ci siamo divertite. Sarebbe bello scendere in campo insieme anche nel padel”. Ma, nel frattempo, nella carriera di Sara continua a esserci il tennis. "Non pensavo di continuare ancora, ma lo scorso anno è andato troppo bene per smettere. Vado avanti, ma confermo – chiude – che un giorno mi piacerebbe giocare in maniera seria a padel”. Il circuito la aspetta.