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Dopo una poderosa rimonta, Giulia Dal Pozzo e Nuria Rodriguez sono arrivate a condurre per 4-2 nel terzo set contro Josemaria/Gonzalez, seconda coppia del mondo. Poi, un episodio spiacevole ha rotto l’incantesimo e dato il la alla rimonta delle favorite. Fa male, ma resta la consapevolezza di potersela giocare anche contro le giganti
di Marco Caldara | 27 giugno 2026
Da una parte c’è il dispiacere e non è poco, visto che per Giulia Dal Pozzo e la compagna Nuria Rodriguez la finale del P2 di Premier Padel a Valladolid è stata tutt’altro che distante. Dall’altra, però, ci sono le tante (e per certi versi più preziose) indicazioni che le due hanno raccolto nella semifinale contro la seconda coppia del mondo, Paula Josemaria e Bea Gonzalez, costrette a una battaglia di oltre due ore sull’affascinante Centrale allestito alla Plaza Mayor.
È finita 6-0 4-6 6-4 per le favorite, due che nel 2026 hanno già conquistato la bellezza di cinque titoli e perso solamente una manciata di partite, sempre contro coppie di altissimo livello. Ma anche stavolta, come già al Foro Italico contro le numero uno Delfi Brea e Gemma Triay, l’azzurra e la partner sono uscite a testa altissima, al termine di una prestazione che le ha viste prima in grande difficoltà ma poi capaci persino di accarezzare l’idea di una nuova impresa. Perché per lunghi tratti non c’è stata partita, con le più forti capaci di portarsi sul 6-0 2-0 e di guadagnarsi, nel quinto game del secondo set, due palle-break per il 4-1 pesante, dal forte sapore di match-point. Ma proprio lì la partita ha cambiato volto.
Con le solite doti da lottatrici infaticabili, Giulia e Nuria sono riuscite a tenere botta, e invece di capitolare hanno recuperato lo svantaggio, trovando (dall’1-3) un parziale di 5 giochi a 1 che ha addirittura permesso loro di trascinare la partita al terzo set, con pieno merito. E anche nel set decisivo è stata battaglia vera, secondo un copione già visto in precedenza ma (purtroppo) diverso nel finale.
Gonzalez e Josemaria sono partite di nuovo con un break, ma dallo 0-2 è arrivata la prepotente reazione di Dal Pozzo e Rodriguez, capaci addirittura di infilare una serie di quattro giochi consecutivi che le ha mandate sul 4-2 e servizio, a soli due game da una delle imprese più rumorose nella storia del circuito Premier Padel, visto che mai è capitato che una coppia partita dalle qualificazioni abbia raggiunto la finale. In quel frangente, tuttavia, un episodio spiacevole ha rotto l’incantesimo e dato il via alla rimonta delle rivali.
Sul punteggio di 15-30, l’azzurra ha atteso la chiamata del giudice di sedia su un globo di Bea Gonzalez da lei reputato largo, ma la chiamata non è arrivata. Così la mancina romagnola ha chiesto la video review, ma l’arbitro non gliel’ha concessa in quanto, a suo dire, la richiesta è arrivata solo dopo che l’azzurra aveva tentato (invano) di rimandare comunque la palla dall’altra parte della rete. Ne è nata una vivace discussione, animata in particolar modo da Nuria Rodriguez, ma il dietrofront arbitrale non è arrivato e la decisione ha consegnato a Gonzalez/Josemaria due palle del contro-break, puntualmente colto. Di fatto, la partita delle outsider è terminata in quel frangente, perché pur continuando a lottare non hanno più raccolto nemmeno un game.
Perdere così brucia e lascia amarezza, perché magari se quel 15-40 fosse stato un 30-30 ora staremmo raccontando una storia completamente diversa. Non lo sapremo mai, dunque meglio aggrapparsi a quel che resta, ossia una ulteriore (e splendida) prova del livello che Dal Pozzo e Rodriguez sono in grado di esprimere. Ormai, stanno battendo regolarmente alcune coppie top-10, e nei due confronti più recenti contro le numero 1 (a Roma) e le numero 2 (a Valladolid) hanno fatto un figurone. Il posto fra le prime 16 della Race stagionale è confermato per entrambe e la possibilità di mantenerlo fino a fine anno sembra ogni settimana più credibile. Da lunedì una nuova chance per brillare, al Patinoire di Bordeaux.