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Grazie alla splendida semifinale nel BNL Italy Major, Giulia Dal Pozzo è salita al numero 31 del ranking mondiale ed è tredicesima nella Race: le Premier Padel Finals possono diventare un obiettivo. Idem il sorpasso a Carolina Orsi, con davanti mesi di tornei per attirare l’attenzione di una big
di Marco Caldara | 10 giugno 2026
Quando a inizio stagione Giulia Dal Pozzo e Nuria Rodriguez hanno deciso di unire le forze, il primo obiettivo – raccontato la scorsa settimana dalla spagnola – era quello di guadagnare punti a sufficienza per poter sempre partire dai tabelloni principali, evitando lo scoglio delle qualificazioni. Ma la splendida semifinale nel BNL Italy Major cambia, e deve cambiare, le prospettive.
Le cambia perché il traguardo è stato raggiunto e di qualificazioni non se ne parlerà più (con tutti i benefici che ne derivano in termini di programmazione), ma soprattutto le deve cambiare perché le qualità mostrate dalle due negli ultimi tempi suggeriscono di guardare molto più in alto. La prova è nel livello delle avversarie battute: aggiungendoci anche il FIP Platinum della settimana precedente in Albania, nel giro di una dozzina di giorni Giulia e Nuria hanno superato, nell’ordine, le coppie numero 11, 9, 12, 7 e 4 del mondo. Un crescendo di soddisfazioni che dimostra come puntare almeno alla top-20 del ranking individuale non sia più esagerato. Lo dice anche la classifica stessa, nella quale Giulia ha scalato 19 posizioni in un colpo solo, salendo fino al numero 31.
Insieme, la romagnola e la compagna sono oggi fra le prime 16 coppie del mondo, il che non solo significa accesso diretto in tutti i tornei (da dopo Valladolid in avanti, perché nel prossimo P2 risultano fuori di un posto causa iscrizioni chiuse prima di Roma), ma anche una testa di serie pressoché garantita nei prossimi tre Major della stagione. Un vantaggio da sfruttare per impreziosire ulteriormente la scalata.
Detto dell’obiettivo top-20, il sogno diventa la qualificazione per le Premier Padel Finals di fine stagione a Barcellona, riservate alle migliori 16 giocatrici dell’anno. La Race attuale colloca Giulia al tredicesimo posto, ma è davvero presto per fare calcoli, sia perché non siamo nemmeno a metà giugno, sia per il peso dei tornei disputati sin qui, visto che mancano ancora tre Major su quattro e sette P1 su dieci. Ma provarci si può e sognare non costa nulla.
Nel frattempo, il primo impegno dopo la sbornia di emozioni romane, nel P1 di Valencia, ha detto principalmente due cose. La prima è che su Giulia (e Nuria) c’è attenzione anche lontano dall’Italia, visto che il loro match d’esordio è stato l’unico, fra quelli programmati mercoledì sul Centrale, senza nessuna testa di serie impegnata. E nessuna delle tre spagnole che l’hanno accompagnata in campo è valenciana. La seconda è che, comunque, la strada da fare è ancora tanta, visto che le due sorprese di Roma sono cadute subito, incapaci di convertire un vantaggio di 6-2 5-2 contro Araceli Martinez e Laura Lujan, protagoniste di una gran rimonta che le ha premiate col punteggio di 2-6 7-5 6-4.
Una battuta d’arresto che fa male per come è arrivata e frena l’entusiasmo del periodo, ma non cambia le prospettive di una Dal Pozzo che ha ancora davanti parecchi tornei per dimostrare che le imprese romane non sono state un caso. E, magari, anche per attirare l’attenzione di giocatrici di alto livello in vista di una possibile unione per il 2027.
Ragionando in ottica italiana, invece, grazie ai punti di Roma la Dal Pozzo si è portata proprio alle spalle della nostra numero uno Carolina Orsi, da anni miglior italiana nel ranking mondiale. La romana ha circa un centinaio di punti di vantaggio e fra le due può nascere un bel testa a testa. Può far bene soprattutto alla più esperta delle due, che da tempo non era stimolata da una connazionale intenzionata a toglierle lo scettro. Ora lo è, e Carolina (con Patty Llaguno) ha risposto subito, con una gran vittoria al debutto a Valencia contro Victoria Iglesias e Aranzazu Osoro, battute martedì per 5-7 6-0 7-6.