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Padel

Coello/Tapia, numero 1 in pericolo? Sì, ma dopo l’estate

Arturo Coello e Agustin Tapia non sono più imbattibili, almeno per Galan/Chingotto, ma – classifica alla mano – il sorpasso nel ranking appare ancora complicato almeno fino alla fine dell’estate. Nel femminile, invece, Bea Gonzalez e Paula Josemaria sono più vicine. Soprattutto la prima

di | 19 maggio 2026

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I numeri uno del padel mondiale. Da sinistra: Delfi Brea e Gemma Triay, Agustin Tapia e Arturo Coello

Nel circuito Premier Padel le ultime settimane hanno portato alla luce una situazione piuttosto chiara. Bea Gonzalez e Paula Josemaria, insieme, sono superiori rispetto alle dominatrici del 2025 Gemma Triay e Delfi Brea, mentre Ale Galan e Federico Chingotto sono finalmente riusciti a trovare la chiave per battere con regolarità i numeri uno del mondo Arturo Coello e Agustin Tapia. Quella supremazia che non è mai stata davvero in discussione negli ultimi tre anni lo è diventata in tempi recenti, in virtù delle quattro vittorie di fila degli outsider nell’ormai immancabile scontro diretto in finale.

I Chingalan, aiutati da una condizione straripante, hanno capito cosa fare e come farlo. Sembra che lo scoglio psicologico sia passato dall’altro lato: adesso sono Coello e Tapia a vedere loro come un ostacolo insormontabile, non più il contrario. Perché non si può parlare di crisi, visto che in finale ci stanno arrivando sempre e comunque, eppure l’inerzia si è ribaltata.

In termini di gioco, Ale e Fede sono ormai vicinissimi per non dire superiori, come dimostra la Race stagionale, ma quando anche la classifica vera e propria potrebbe dare loro ragione? Calcolatrice alla mano, la distanza è ora ridotta a soli 2.360 punti, poco più della vittoria in un Major, ma i numeri suggeriscono che per il sorpasso – ammesso che si verifichi – bisognerà attendere ancora un po’, a occhio e croce almeno fino a dopo la classica pausa estiva, quest’anno ridotta da 4 a 3 settimane.

A “pesare”, per Chingotto e Galan, c’è la vittoria dello scorso anno nel BNL Italy Major del Foro Italico. Un ricordo fantastico, il più dolce della loro partnership, ma che dodici mesi più tardi si traduce in una cambiale ingombrante. Avranno da difendere 2.000 punti contro i 1.200 dei rivali, quindi saranno sostanzialmente costretti a vincere per il terzo anno di fila per evitare di essere loro a smarrire terreno. Più in generale, da qui ad agosto i numeri uno dovranno difendere 4.400 punti, mentre Chingotto e Galan 3.920. Una differenza troppo esigua per rendere fattibile il sorpasso, a meno di clamorosi scivoloni di Coello/Tapia, che però – come già accennato – vantano una serie aperta di 22 finali consecutive, lunga oltre un anno.

Va detto che, a differenza dello scorso anno, i tornei da Roma (compreso) alla pausa estiva saranno sei e non quattro, in virtù dell’aggiunta dei due P1 a Pretoria e Londra. Nessuna delle due coppie, dunque, avrà punti da difendere ed entrambe potranno solo accumularne (sempre senza superare la soglia di 22 tornei utili). Può essere un’opportunità in più per gli inseguitori, ma anche per i leader. Dipende dai punti di vista.

Federico Chingotto (sinistra) e Ale Galan

Federico Chingotto (sinistra) e Ale Galan

Fra le donne, le ambizioni da numero uno di Paula Josemaria e Bea Gonzalez sono ancora più chiare, gridate vittoria dopo vittoria. Mai nessuna coppia nella storia del circuito era riuscita a conquistare cinque titoli di fila, mentre le due spagnole non solo ce l’hanno fatta, ma se li sono addirittura presi tutti contro le numero uno, Gemma Triay e Delfi Brea. Le quali, nel breve, rischiano sicuramente più di Coello/Tapia, pur avendo un vantaggio leggermente superiore. È di 2.560 punti nei confronti di Bea e di 2.720 punti nei confronti di Paula, ma – come ormai si è capito – a contare sono soprattutto i punti in scadenza.

Da Roma alla pausa le numero uno smarriranno 3.360 punti, eredità di soli tre tornei (Malaga e Valladolid non rientrano nel loro best 22), mentre le rivali ne difenderanno circa un migliaio in meno. Pericolosa soprattutto Bea Gonzalez, che lo scorso anno a Roma perse in semifinale, dunque nella Capitale vedrà uscire dalla sua classifica “solo” 720 punti. In caso di successo ne guadagnerebbe dunque ben 1.280, recuperandone oltre 2.000 in un colpo solo. A quel punto sì che il numero uno sarebbe davvero a un passo.

Paula Josemaria (sinistra) e Bea Gonzalez

Paula Josemaria (sinistra) e Bea Gonzalez

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