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Padel

Coello/Tapia inarrivabili: un’altra stagione da dominatori assoluti

I numeri dell’annata da 13 titoli di Arturo Coello e Agustin Tapia, di nuovo al vertice della classifica mondiale. La percentuale di vittorie è in linea con quella del 2024, la qualità dei successi persino più elevata. L’obiettivo di vincere tutti i 4 Major nello stesso anno è sfumato (di nuovo) per una sola partita, ma avranno altre chance

di | 16 dicembre 2025

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Se Tapia mi lascia, mi ritiro”. Arturo Coello l’ha detto qualche settimana fa, dopo il trionfo nel Major del Messico, l’ennesimo a fianco del compagno “sposato” a inizio 2023. Il King di Valladolid naturalmente scherzava, ma la frase rende bene l'idea del suo rapporto con partner argentino, diventato la spalla perfetta per lanciare un dominio che non conosce sosta. Nel film della stagione appena conclusa con le Finals di Barcellona, la gran parte del copione propone sempre le stesse scene: gli avversari ci provano, alcuni (leggi Galan-Chingotto) in certe occasioni ce la fanno pure, ma alla fine in testa alla classifica ci sono sempre loro.

Il motivo è il più semplice che esista: sono semplicemente i più forti e l’hanno ribadito una volta di più in un’annata di enorme successo, nella quale, ancora una volta, è mancato solo il poker di Major mai riuscito a nessuna coppia, nel maschile come nel femminile. Anche stavolta a costare caro ai Golden Boys è stata la finale del BNL Italy Major del Foro Italico, perché negli altri tre grandi eventi del calendario (Doha, Parigi e Acapulco) hanno vinto loro, aggiungendoci quest’anno anche il trionfo alle Finals mancato nella stagione precedente.

In realtà, c’è stato persino un momento – come già nel 2024 – nel quale è parso che gli inseguitori avessero la chance di scalzarli dalla vetta della classifica, ma non è stato altro che, appunto, un momento. Perché, messi alle strette, hanno alzato ancora il livello vincendo gli ultimi tre tornei dell’anno e ricordando alla concorrenza che, quando conta davvero, batterli diventa ancora più complicato. A fine anno, il margine nei confronti di Galan e Chingotto è di 2.480 punti: molto meno rispetto a quanto fosse dodici mesi prima, ma comunque sufficientemente ampio per scacciare le ipotesi di un avvicinamento da parte dei rivali.

Arturo Coello (sinistra) e Agustin Tapia (foto FITP)

Arturo Coello (sinistra) e Agustin Tapia (foto FITP)

Infatti, punti a parte, Coello e Tapia hanno disputato una stagione in linea con la precedente, per certi versi quasi fotocopia. Nei 21 tornei giocati (come nel 2024) hanno vinto un titolo in meno, 13 contro i 14 dell’annata scorsa, ma si sono presi una corona importante in più, ossia quella vinta domenica nell’appuntamento di fine anno, davanti agli oltre 15.000 del Palau Sant Jordi. E dopo un avvio di stagione caratterizzato – per due come loro – da qualche sconfitta di troppo (complice qualche difficoltà fisica di Tapia), hanno raggiunto la finale in tutti gli ultimi quindici tornei disputati, vincendone dieci.

Cinque le finali perse nel corso dell’anno, compresa quella della World Cup Pairs che in realtà non fa parte del circuito Premier Padel (perché sotto l’etichetta FIP), tanto da non venire conteggiata nelle statistiche ufficiali di titoli e vittorie-sconfitte, ma assegna punti per il ranking proprio come gli altri tornei. In quattro occasioni a batterli sono stati Galan e Chingotto, superati invece nelle altre dieci sfide stagionali. Complessivamente, considerando anche la World Cup, Coello e Tapia hanno perso un incontro in più rispetto all’anno precedente, vincendone qualcuno in meno. Ma in termini percentuali la differenza è davvero minima: dal 93.07% del 2024 al 91.4% di quest’anno (o 92.05% senza considerare il mondiale per coppie in Kuwait, come fa il sito FIP). In sostanza è cambiato gran poco.

Giunti a questo punto, di fronte a una coppia capace di 42 titoli in tre anni, ma anche a due ragazzi che si trovano alla perfezione anche fuori dal campo, la domanda viene naturale: ci sarà mai qualcuno in grado di fermarli? Magari in futuro succederà, ma non sembra uno scenario possibile nel breve, perché sono ancora molto giovani (26 anni Tapia, 23 Coello) e troppo spesso hanno dato l’impressione di poter determinare a piacimento l’esito delle partite, alzando il livello alla bisogna anche contro gli altri giganti. L’off-season proporrà i soliti cambi di coppia, determinati anche dalla volontà dei concorrenti di ridurre il gap, ma l’impressione è che di soluzioni in grado di spodestarli da lassù non ce ne siano. Perché dipende solo da loro.

Coello/Tapia inarrivabili: un’altra stagione da dominatori assoluti

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