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Malgrado i soli due titoli vinti da inizio stagione e la serie aperta di quattro sconfitte contro Chingotto e Galan, i numeri uno del mondo pensano positivo. “Il migliore non è chi non cade – dice Coello – ma chi sa rialzarsi”. E Tapia: “Non riteniamo che il numero uno corra un rischio così elevato”. Roma ci dirà molto
28 maggio 2026
Con 22 finali consecutive, che significa un periodo lungo oltre un anno nel quale non si sono mai fermati prima dell’ultimo atto, Tapia e Coello vengono definiti una coppia in crisi. Una situazione incredibile che testimonia cosa siano riusciti a combinare Agustin e Arturo, fianco a fianco, nelle ultime stagioni. Hanno messo insieme qualcosa come 15 titoli nel 2023, 14 nel 2024 e 13 nel 2025, dunque fanno notizia – in negativo – gli “appena” due di questa (quasi) prima metà del 2026. La sconfitta senza appello rimediata a Buenos Aires contro Chingotto e Galan è stata addirittura la quarta consecutiva contro la coppia 2 del mondo, capace invece di portare a casa cinque titoli da inizio stagione, prendendosi anche il primo posto della Race, la classifica che tiene conto solo dei punti raccolti nel 2026.
Eppure, nonostante tutto, Arturito non teme di perdere lo scettro del ranking vero e proprio. È la serenità ad aver dato l’aura di magnificenza a Coello e Tapia e in questo momento, uno dei più difficili da quando giocano insieme, i Golden Boys pensano al riscatto immediato. L’occasione giusta è alle porte, perché è ormai vicinissimo il BNL Italy Major di Roma (dall’1 al 7 giugno), un torneo che mette a disposizione 2.000 punti e che storicamente è terreno di caccia di Chingotto e Galan, che insieme al Foro Italico hanno sempre vinto, due volte su due. Per questo, in condizioni sulla carta meno favorevoli che altrove, una reazione da parte di Agustin e Arturo avrebbe un significato ancora maggiore.
“Alla fine non stiamo giocando così male”, ha detto Coello nonostante il 6-2 6-1 incassato a Buenos Aires, la seconda sconfitta più pesante con Chingalan dopo il doppio 6-1 di Genova nel 2024. “Non è chi non cade mai ad essere il migliore, ma chi sa rialzarsi. Lavoreremo sodo e ci vedremo a Roma, perché, ehi, non stiamo andando poi così male. Piano piano alzeremo il nostro livello”.
Anche Agustin e Arturo sono già riusciti a imporsi nel Major del Foro Italico, nella loro prima stagione insieme (il 2023), quando in finale vinsero in due set (lottati) contro Chingotto e Paquito. Poi, però, le due finali successive le hanno perse, entrambe – come detto – contro i Chingalan, padroni di Roma nel 2024 e nel 2025. Ma anche Tapia, oltre che il partner di mille successi, ha voluto gettare acqua sul fuoco dopo il momento di difficoltà.
"Non riteniamo che il nostro numero 1 corra un rischio così elevato – ha detto il “Mozart di Catamarca” –, anche se non so se ci sia mai stato un periodo in cui abbiamo perso così tante partite. La gente dà per scontato che dobbiamo vincere sempre. Ma è vero che queste domeniche, non settimane, sono state difficili. Per noi, tuttavia, la prima cosa fondamentale è essere sempre in finale. È solo una serie di sconfitte, ma siamo molto tranquilli. Sappiamo che l’anno è molto lungo e ci sono ancora molti tornei da disputare. Siamo sulla strada giusta”.
Con 21.109 punti in classifica Agus e Arturo hanno ancora un discreto margine sui rivali, che di punti ne hanno 18.357. Due anni fa, nel primo vero momento difficile della loro collaborazione, tirarono fuori la clamorosa striscia di 47 vittorie di fila. Lo scorso anno, sempre quando Galan e Chingotto si fecero pericolosi, la reazione non tardò ad arrivare. Stavolta? Stiamo a vedere, da Roma in avanti. Il BNL Italy Major del Foro ci dirà moltissimo sull’avvenire di questo 2026.