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Padel

“Chingo, c’è Messi che vuole giocare con noi”. Ma è tutto uno scherzo

Simpatico siparietto a Miami fra Galan e Chingotto, al quale il primo ha fatto credere di poter incontrare Leo Messi per una partita. Purtroppo per l’argentino non c’era nulla di vero. Invece di Messi, i campioni in carica hanno affrontato – e battuto – Chozas/Libaak, prendendosi i quarti di finale

di | 27 marzo 2026

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Carlos Alcaraz? Sì, con tanto di sfida lanciata a Coello/Tapia, per un duello contro lo spagnolo e Jannik Sinner. Gabriela Sabatini? Anche. Leo Messi? Per il momento no. Ma al Miami Beach Convention Center, casa del P1 di Premier Padel in corso questa settimana, c’è chi ha creduto sul serio non solo di poter incontrare la leggenda argentina, attualmente star dell’Inter Miami, ma anche di poter giocare contro di lui. Vittima dello scherzo, orchestrato dal suo partner Ale Galan, niente meno che Federico Chingotto, al quale mercoledì Galan ha telefonato a sorpresa per comunicargli l’interesse di Messi nel giocare insieme a loro, tramite un’iniziativa del loro sponsor tecnico comune.

Nemmeno l’orario non troppo simpatico, le 8.45 del mattino seguente e con un match (vero) da giocare successivamente, ha frenato l’entusiasmo del “Ratòn”, che ha accolto di buon grado l’opportunità di conoscere uno dei suoi miti, accettando di stravolgere la propria routine. Peccato che, come detto, non fosse altro che un simpatico – e crudele – scherzo. C’è da scommettere che Chingotto non l’abbia presa benissimo quando ha scoperto l’inganno, promettendo vendetta.

All’indomani, invece che insieme a Messi (“o contro, per me non cambia nulla, basta conoscerlo”, aveva detto l’argentino al telefono col partner), Chingotto si è trovato ad affrontare altri due connazionali, Tino Libaak e Alex Chozas. Curiosamente, a fine 2024 quest’ultimo ha avuto sul serio l’opportunità di giocare a padel insieme al mito dello sport argentino, al quale ha donato addirittura la medaglia d’oro vinta qualche mese prima nel mondiale di Dubai, ricevendo in cambio la maglia numero 10 della “selección”.

Ale Galan (sinistra) e Federico Chingotto, campioni in carica a Miami

Ale Galan (sinistra) e Federico Chingotto, campioni in carica a Miami

Galan e Chingotto si sono imposti per 6-1 7-6 e hanno fatto un passo in avanti verso l’obiettivo di difendere il titolo in Florida. Prossimi avversari gli “Javis” Barahona e Garcia, che all’ultimo capitolo di una partnership fra le più longeve degli ultimi anni si sono intrufolati nei quarti di finale, come unica coppia non compresa fra le prime 8 teste di serie. La coppia n.8 Garrido/Bergamini l’hanno battuta ai sedicesimi Mario Del Castillo e Ignacio Vilarino, arrivati a Miami in extremis dopo il successo di domenica nel FIP Silver di Parma, e i due ne hanno approfittato superando per 3-6 7-6 7-5 gli outsider, agli ottavi.

Ancora in corsa, invece, tutti gli altri favoriti, in un torneo che sin qui non ha riservato sorprese – nemmeno fra le donne – ma si è (purtroppo) distinto per un paio di infortuni occorsi ai giocatori. Mercoledì è toccato a Gonza Alfonso, che nelle fasi calde del primo set della sfida contro Capra/Ruiz è caduto sbattendo la testa sulla parete laterale, e rimediando un brutto taglio nella zona del sopracciglio. Ha continuato ugualmente e insieme a Sanyo Gutierrez è riuscito addirittura a vincere l’incontro, per 7-5 6-4, raccogliendo i 90 punti degli ottavi di finale e poi correndo in ospedale a prenderne altri sette, di sutura, coi quali i medici hanno “riparato” la ferita.

All’indomani, invece, la visita non gradita in clinica è toccata a Lucas Campagnolo, per un infortunio che rischia di rivelarsi piuttosto serio in ottica futura. Nel tentativo di intercettare a rete uno smash di Momo Gonzalez, infatti, il brasiliano è atterrato appoggiando male la caviglia, e si è subito accasciato a terra in preda a grida di dolore. Accompagnato fuori dal campo dal compagno Jairo Bautista e dagli avversari, non è riuscito a proseguire e le prime notizie arrivate da Miami non sono affatto positive, visto che pare ci sia un serio coinvolgimento del ginocchio destro, che potrebbe obbligarlo a un lungo stop.

Lucas Campagnolo (sinistra) e Jairo Bautista

Lucas Campagnolo (sinistra) e Jairo Bautista

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