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I favoriti rispettano il pronostico, ma il primo storico evento di Premier Padel in Sudafrica ci lascia in eredità molto più dei nomi dei vincitori. Perché Javi Leal e Fran Guerrero hanno ribadito di potersi sedere al tavolo dei migliori, e le giovani Calvo e Fernandez possono subito lottare per vincere i titoli
di Marco Caldara | 02 agosto 2026
Non sempre, purtroppo, le favole hanno il lieto fine. E il padel non fa differenza. Chiedere a Javi Leal e Fran Guerrero, il cui sogno di vincere il primo titolo nel circuito Premier Padel è rimasto a un solo punto, oppure alle baby terribili Martina Calvo e Claudia Fernandez, arrivate a due quindici dal miracolo al primo torneo della loro nuova collaborazione. Così, succede che i libri del P1 di Pretoria, primo appuntamento del padel in Sudafrica, racconteranno una storia comune a tantissimi altri tornei, ossia la vittoria di Ale Galan e Federico Chingotto nel maschile; delle numero uno Gemma Triay e Delfi Brea nel femminile.
Ma la settimana ha riservato molto di più di uno dei finali più scontati, sia nel tabellone maschile infiammato dalle imprese di Leal/Guerrero (capaci di battere prima Lebron/Augsburger e poi i numeri uno Coello/Tapia, che non perdevano prima della finale da oltre un anno), sia in quello femminile nel quale Calvo e Fernandez hanno subito fatto capire dove vogliono – e possono – arrivare, lasciando cinque game in semifinale a Bea Gonzalez e Paula Josemaria, prima di mettere paura, ma paura vera, alle più forti di tutte, a segno “solo” per 6-2 6-7 7-6.
Le hanno tenute in campo per 2 ore e 53 minuti, servendo anche per il titolo nel terzo set, ma il miracolo è rimasto a due punti e il tie-break decisivo ha dato ragione alle più forti, al quinto titolo del loro 2026. Delusione? Tanta. Consapevolezza? Ancora di più. Perché il primo torneo insieme ha dato tutte le risposte di cui Claudia e Martina avevano bisogno: hanno già i mezzi per lottare per i titoli e da qui in avanti ci sarà da divertirsi.
“Complimenti a Claudia e Martina – l’investitura di Gemma Triay –: dovremo dare sempre tutto per batterle, hanno dimostrato tutto il loro valore. L'abbiamo vinta grazie alla mentalità, continuando a pensare al presente anche nei momenti complicati della partita”. “Siamo felicissime – ha aggiunto Delfi Brea – di aver portato a casa la vittoria, dando tutto contro una coppia di giocatrici giovanissime e fortissime”.
Se Calvo e Fernandez si sono fermate a due punti dall’impresa, Leal e Guerrero invece hanno avuto sulla pala la palla per il titolo, in un tie-break del terzo set conquistato con i denti, proprio quando la finale pareva ormai sfuggita di mano. Ma Chingotto non ha tremato, dimostrando una volta di più come mai lui e Galan collezionano titoli da oltre due anni, e alla fine il successo se lo sono presi loro, chiudendo il tie-break per 9 punti a 7, la partita per 6-2 5-7 7-6, dopo oltre due ore giocate a ritmi elevatissimi. Il campo veloce ha aiutato le qualità di Leal e Guerrero, ma sarebbe ingeneroso ridurre il loro splendido torneo ai favori dati dalle condizioni. Già in altre occasioni avevano dimostrato di potersi sedere al tavolo dei grandi e in Sudafrica l’hanno fatto di nuovo, ancora meglio rispetto al passato.
“È stata una settimana durissima, non il mio miglior torneo, ma devo ringraziare Fede per avermi trascinato alla vittoria – il commento di Galan –. Grazie a tutto il pubblico di Pretoria”. “Il cuore – ha aggiunto Chingotto – ci ha aiutati nei momenti decisivi. Siamo superfelici, perché Fran e Javi hanno giocato un torneo straordinario. Lottando in questo modo, abbiamo visto come i risultati arrivino”. Per i Chingalan è il sesto titolo del 2026, il primo da maggio a Buenos Aires. Ne avevano un gran bisogno.