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Castano, l’erede designato? Il baby talento che studia da numero uno

A 17 anni Manu Castano è uno dei prospetti più interessanti del padel mondiale: numero 65 del ranking FIP, si allena con i migliori e sogna di raggiungere la vetta. Ma senza fretta: “Voglio credere di avere le carte in regola per diventare numero uno – dice –, ma so che serviranno almeno 3-4 anni”

11 aprile 2026

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Manu Castano, 17 anni, numero 65 del ranking mondiale

È il ragazzo prodigio del padel spagnolo. Manu Castano farà 18 anni il prossimo 3 ottobre ed è già al centro di tutte le cronache padelistiche. Se ne parla dappertutto, non solo in patria. C’è grande attesa e già grande pressione, per un giocatore che potrebbe arrivare nel giro di 1-2 anni già fra i primi 10-15 del ranking, per poi provare a inserirsi nella lotta per i titoli che contano. 186 centimetri di altezza, una tecnica invidiabile ed enorme qualità, per un giovane che in questo momento è il numero 65 del ranking FIP. Il madrileno è molto timido e riservato, ma non nasconde la sua ambizione.

Da bambino – ha raccontato in una recente intervista al quotidiano spagnolo Marca – giocavo sia a calcio che a padel, poi ho scelto il secondo e mi sono dedicato solo a questo. Il mio modello è Ale Galan: un giocatore che incarna perfettamente l’atleta a 360 gradi. È in lui che mi riconosco maggiormente. Ho la fortuna di allenarmi con lui e rimango sempre sbalordito dalla sua intensità. In campo non ti lascia un attimo di respiro”.

Un paragone molto scomodo con il giocatore europeo di sinistra più forte di tutti, il migliore al mondo insieme a Tapia. Castano, però, deve prima pensare allo studio. “Vado al liceo e apprezzo moltissimo sia la storia che la geografia. Sicuramente non vado bene in matematica, fisica e chimica. Non sono molto avvezzo alle materie scientifiche”.

Manu Castano e Inigo Jofre

Manu Castano e Inigo Jofre

Castano ha iniziato la stagione in coppia con Inigo Jofre (dal quale si è appena separato) godendosi i luoghi che visita girando con il circuito Premier Padel. A Riyadh hanno sfiorato i quarti di finale, battendo prima Leal/Sanz e poi perdendo contro Javi Martinez e Rama Valenzuela. Un successo prematuro, ma che il giovane affronta con serenità. “I miei genitori e i miei amici più cari mi aiutano molto a concentrarmi solo sul campo. La cosa migliore è non pensarci, così da non mettermi pressione, perché queste cose creano tensione durante una competizione. Ovviamente i record di precocità ci sono, ma la cosa migliore è evitare di farci caso”.

Oltre a Galan, ovviamente Castano affronta in allenamento anche la sua spalla Federico Chingotto. “Proprio come Ale, anche Fede ti mette molta pressione in ogni cosa. È un ragazzo che non manda mai la palla fuori dal campo, è incredibile. Corre per tutto il campo, è molto attivo ed esplosivo. Entrambi ti fanno soffrire e non ti lasciano respirare”. Due martelli che provano a formare Castano, che ha un obiettivo a lungo termine ben chiaro. “Credo che il sogno di tutti i giocatori di padel – dice – sia quello di diventare il numero uno: spero di riuscirci un giorno, anche se cerco di non pensarci troppo per non sentirmi sotto pressione. Il mio obiettivo principale è raggiungere il livello più alto possibile, scalando la classifica con impegno e dedizione”.

“Se arriverà il momento in cui diventerò il numero uno – aggiunge –, vorrà dire che sono riuscito ad avverare il mio sogno. Ho molta fiducia in me stesso e voglio credere di avere le carte in regola per diventare il numero uno. Allo stesso tempo, mi rendo conto di come sia un obiettivo ancora lontano. Ho solo 17 anni: se dovesse succedere, ci vorrà comunque molto tempo, almeno 3-4 anni”. Dunque non c’è fretta, ma Tapia e Coello sono avvertiti: c’è un nuovo alieno in città.

Castano, l’erede designato? Il baby talento che studia da numero uno

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