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Padel

Nuovo anno, stesso copione: Coello/Tapia ripartono vincendo

Finale senza storia nel P1 di Riyadh: successo per i numeri uno, contro i soliti Galan/Chingotto. Tapia supera Galan: con 54 titoli è il più vincente in attività. Nel femminile primo torneo insieme e prima vittoria per Ari Sanchez e Andrea Ustero, che rimontano Triay/Brea. Per la lotta ai titoli ci sono anche loro

di | 14 febbraio 2026

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Arturo Coello (sinistra) e Agustin Tapia, campioni in Arabia Saudita per il secondo anno di fila

Passano gli anni, cambiano le stagioni, ma la coppia dominatrice del padel mondiale – al maschile – è sempre la stessa. Perché i numeri uno del mondo Arturo Coello e Agustin Tapia hanno ripreso esattamente da dove avevano lasciato a metà del dicembre scorso, inaugurando la stagione 2026 con il loro 43esimo titolo in coppia, quarto consecutivo (dopo i tre di fine 2025) e secondo di fila alla Padel Rush Arena di Riyadh, dove già nella passata stagione avevano aperto con un successo.

Stavolta c’era qualche dubbio in più, perché nel corso del torneo dell’Arabia Saudita lo spagnolo e l’argentino erano stati costretti a soffrire più del solito: prima un set rimontato al debutto ai lucky loser francesi Guichard/Blanque, poi due tie-break per battere Bautista/Campagnolo, quindi una maratona di rara intensità nella finale contro Juan Lebron e Leandro Augsburger, sconfitti per 7-6 6-7 6-4. Ma nella finale contro i soliti rivali Ale Galan e Federico Chingotto, nell’atto numero 30 di una saga che non conosce alternative, i più forti si sono fatti bastare 65 minuti di netta superiorità, ribadendo la capacità (ben nota) di alzare il livello quando necessario.

I rivali, invece, hanno offerto gran poca resistenza, diventando facili prede di un duo che dimostra di non aver affatto smarrito l’appetito di successi che li ha resi quel che sono, ossia la seconda coppia più forte di sempre alle spalle del duo Belasteguin/Diaz, ma con ambizioni di sorpasso. Servirà ancora parecchio tempo, ma intanto un sorpasso per Tapia è arrivato e fa rumore: conquistando il 54esimo titolo in carriera, il Mozart di Catamarca è diventato il giocatore più vincente in attività, superando proprio Galan.

I finalisti a Riyadh. Da sinistra: Agustin Tapia, Arturo Coello, Ale Galan, Federico Chingotto

I finalisti a Riyadh. Da sinistra: Agustin Tapia, Arturo Coello, Ale Galan, Federico Chingotto

Da una finale senza storia, a una, quella precedente del torneo femminile, che la storia l’ha vista ribaltarsi nell’arco di due ore di battaglia. Perché le favorite erano naturalmente le numero uno Gemma Triay e Delfi Brea, e il primo set se lo sono prese loro, più abili nelle fasi chiave. Ma, col senno di poi, quel 6-3 ha rappresentato un antipasto ben diverso dalle due portate principali, più gustose per Ari Sanchez e la giovane Andrea Ustero, subito capaci – al primo torneo insieme – di conquistare la corona.

Se la sono presa in rimonta, chiudendo per 3-6 6-1 6-4 (malgrado la bellezza di nove match-point mancati) e completando col sorriso un torneo che mette già in chiaro le loro ambizioni per la stagione. Sembrava dovessero partire un gradino sotto rispetto a Triay/Brea e Gonzalez/Josemaria, ritenute le vere duellanti per la testa della classifica, ma le prime le hanno sconfitte alla prima occasione utile mentre le seconde tornano dall’Arabia Saudita con più interrogativi che certezze, dopo l’eliminazione ai quarti di finale contro Tamara Icardo e Claudia Jensen.

Un titolo non fa primavera, ma l’impressione è che questa versione della Sanchez di nuovo brillante e solida, accoppiata a una Ustero (al secondo titolo in carriera) che per talento e incisività con lo smash è seconda a poche, possa sul serio inserirsi nella lotta per i titoli che contano. Serviranno conferme, ma le fondamenta della coppia sono particolarmente interessanti.

Andrea Ustero (sinistra) e Ari Sanchez: a Riyadh hanno vinto il primo torneo giocato insieme

Andrea Ustero (sinistra) e Ari Sanchez: a Riyadh hanno vinto il primo torneo giocato insieme

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