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Padel

Anche Zuckerberg gioca a padel: la foto che racconta il boom negli USA

La foto di Mark Zuckerberg con una racchetta da padel è più di una semplice curiosità. Rappresenta il simbolo della crescita dello sport negli USA: aumentano praticanti e campi, e il movimento americano comincia a raccogliere risultati anche sul piano internazionale

| 23 settembre 2026

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Mark Zuckerberg

Non c’è alcun investimento annunciato e neanche – almeno per ora, date le abitudini del soggetto – nessun nuovo progetto imprenditoriale da raccontare. Eppure la foto di Mark Zuckerberg con in mano una racchetta da padel, circolata nei giorni scorsi, ha da dire parecchio, molto più della possibile nuova passione del fondatore e CEO di Meta.

Uno degli imprenditori più ricchi del pianeta aveva già avuto contatti con il settore anche sul piano degli affari, ma l’elemento curioso, oggi, non è né quello economico, né il vederlo cimentarsi direttamente in campo. Ma è nel significato che l’immagine può assumere: una delle facce più riconoscibili della Silicon Valley americana, associata al padel arriva proprio mentre lo sport sta accelerando la propria crescita a stelle e strisce. Un'altra tessera di un mosaico nel quale il padel, anche negli States, sta uscendo dalla dimensione di disciplina di nicchia per cercare un posto stabile nel mercato sportivo.

Secondo il 2026 Topline Participation Report della SFIA (Sports & Fitness Industry Association), nel 2025 negli Stati Uniti hanno giocato a padel oltre un milione di persone. È la prima volta che la SFIA, una delle principali organizzazioni statunitensi che monitorano la partecipazione sportiva, inserisce il padel nella propria rilevazione. Dei giocatori censiti, circa un quarto ha praticato il padel almeno otto volte nel corso dello scorso anno. E la crescita non sembra essersi fermata: nei dati relativi alla prima metà del 2026, la SFIA ha indicato il padel come l'attività con la crescita più rapida tra quelle evidenziate, con un incremento del 14,5% rispetto al periodo precedente. Anche l'infrastruttura segue la stessa direzione, visto che il numero di campi continua a lievitare e oggi è arrivato a toccare 31 Stati.

In più, l'espansione americana si vede sempre più facilmente anche a livello agonistico. Brittany Dubins, numero 1 statunitense, è oggi numero 70 del ranking FIP, mentre all’ultima FIP Senior World Padel Cup, giocata la scorsa settimana a Buenos Aires, gli Stati Uniti hanno conquistato la medaglia d’argento con la squadra femminile, ottenendo il primo storico piazzamento degli USA sul podio di una competizione intercontinentale FIP (fra professionisti, juniores e over). Un risultato che, a una crescita che finora era stata raccontata soprattutto attraverso campi e praticanti, aggiunge la dimensione della qualità. Senza dimenticare il P1 di Premier Padel di Miami, che conferma la presenza americana nel circuito professionistico, come prezioso asset strategico.

C'è poi un altro elemento da non trascurare: il confronto con il pickleball, arrivato anche a casa Zuckerberg che da tempo ha un campo nella proprietà di Palo Alto. Negli Stati Uniti il padel deve ancora colmare un divario enorme di diffusione rispetto alla disciplina arrivata prima, ma proprio questa distanza racconta quanto spazio di crescita possa esserci. Proprio nei primi mesi del 2026, per la prima volta, la crescita del padel ha superato quella del suo cugino americano, allargando (anche) il proprio perimetro dentro ambienti che fino a poco tempo fa sembravano ancora lontani.

Zuckerberg non è la causa del boom del padel americano, non è ancora un uomo del padel e magari non lo sarà mai. Ma la sua immagine in campo è una fotografia perfetta del momento che sta vivendo lo sport negli USA: più campi, più giocatori, più tornei, base agonistica che cresce, risultati internazionali che iniziano ad arrivare e una crescente curiosità da parte della gente. Comprese figure che vanno ben oltre gli appassionati tradizionali.

La nazionale americana femminile, seconda classificata al mondiale senior di Buenos Aires

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