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Grazie a una crescita costante, Flavio Abbate è ormai a un passo dai primi 50 giocatori della classifica mondiale, ed è sempre più vicino all’italo-argentino Enzo Jensen, prima bandiera tricolore nel ranking. Mai nessun italiano di nascita è riuscito a prendersi lo scettro a spese degli oriundi: il siciliano è l’uomo giusto
di Marco Caldara | 07 agosto 2026
Nella storia del padel internazionale, al maschile, non è mai capitato che la prima bandiera italiana nella classifica mondiale, un tempo quella del vecchio World Padel Tour e oggi quella griffata FIP, fosse accoppiata a un italiano di nascita. Perché gli italo-argentini l’hanno sempre fatta da padroni, sfruttando anni e anni di esperienza in più rispetto ai nostri. Ma i tempi paiono finalmente maturi per trovare presto davanti a tutti un italiano al cento per cento, quel Flavio Abbate che da quando si è affacciato ad alti livelli non ha mai smesso di migliorarsi.
Lo sta facendo in campo, come dimostrano i risultati sempre più incoraggianti (ultimi due gli ottavi a Pretoria e il set strappato mercoledì a Galan/Chingotto a Londra), e di conseguenza anche nel ranking. Il mancino siracusano, classe 2004, è diventato il primo italiano di nascita nella top-70, poi nella top-60, e ora ha messo nel mirino anche i primi 50. Secondo il ranking attuale – che lo colloca al numero 56 – gli mancano circa 120 punti, ma già il prossimo lunedì il divario si ridurrà a due cifre. Può diventare un buon obiettivo da agguantare entro la fine della stagione, specialmente ora che Flavio e il compagno Alvaro Montiel Caruso stanno iniziando a vincere partite con una certa continuità anche nel circuito maggiore.
Insieme al raggiungimento dei primi 50, il siciliano si gioca – come accennato – la possibilità di diventare il primo italiano nella classifica mondiale. Un ruolo che per lungo tempo è passato fra le mani di Denis Perino, Aris Patiniotis e Facundo Dominguez, tutti nati in Argentina, mentre da qualche tempo spetta (meritatamente) a Enzo Jensen, 20enne nato a Madrid da genitori argentini, che deve la bandiera italiana alle origini abruzzesi della nonna paterna, nata a Tornareccio (Chieti).
Oggi Jensen è numero 49 del mondo e per Abbate andare a prenderlo non sarà affatto facile, perché anche l’italo-argentino sta crescendo settimana dopo settimana, grazie a un padel mancino fatto di intensità, aggressività e ricerca costante dell’iniziativa. Ma, almeno secondo la classifica, i due stanno vivendo una progressione simile. Jensen ha iniziato l’anno al numero 65 e questa settimana ha festeggiato il best ranking alla 48esima posizione (+17), mentre Flavio era numero 76 a febbraio ed è numero 56 oggi (+20), con ottime chance di migliorarsi ulteriormente dopo la pausa estiva di Premier Padel.
Fra i due mancini può nascere un bel testa a testa, destinato a fare bene a loro come ai colori azzurri in piani sempre più alti della classifica mondiale. In attesa del potenziale sorpasso, Flavio si gode il vantaggio negli scontri diretti: fra 2025 e 2026 i due si sono affrontati tre volte in finale nei tornei del Cupra FIP Tour, e nelle ultime due occasioni hanno vinto l’azzurro e Montiel Caruso, battendo Jensen e Luis Hernandez ad aprile a Cipro, Jensen e David Gala più recentemente in Andalusia.
Alle spalle di Jensen e Abbate, le altre bandiere azzurre nella top-100 del ranking FIP sono quelle di Denis Perino (57), Alvaro Montiel Caruso (65), Facundo Dominguez (71), Aris Patiniotis (76) e del torinese Marco Cassetta, che dopo oltre due anni da top-100 aveva smarrito il suo posto ma se l’è ripreso in una sola settimana, vincendo nel Regno Unito il suo titolo FIP numero 16. Cassetta è numero 92, ultimo dei nostri in un’élite dalla quale è invece uscito da un po’ Simone Cremona. Dopo essersi arrampicato fino al numero 75, il piacentino è oggi alla posizione 138. Per tornare nei 100 gli servirà una seconda parte di stagione da ricordare, ma la recente scelta di trasferirsi in Spagna a quasi 39 anni la dice lunga sulle sue (immutate) ambizioni.