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Padel

Abbate, una Hexagon Cup (da 10) per migliorarsi ancora

La presenza di Flavio Abbate alla Hexagon Cup di Madrid non rappresenta solo un passo importante per il movimento italiano, ma anche per il siciliano stesso, che ha vinto entrambi gli incontri giocati. Vale in termini di credibilità internazionale ed esperienza, nel percorso di crescita verso la top-50

di | 03 febbraio 2026

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È vero, era pur sempre un evento di esibizione, dunque i risultati vanno presi con le pinze perché in assenza di punti in palio i giocatori hanno (giustamente) la tendenza a prediligere spettacolo e divertimento, senza badare all’esito degli incontri quando lo farebbero in un evento Premier Padel. Ma, per certi versi, la presenza e l’esperienza di Flavio Abbate alla Hexagon Cup di Madrid segna un nuovo traguardo raggiunto per il nostro movimento.

Perché non solo il siciliano ha trovato un posto fra i Next Gen nell’evento – Tour escluso – più in vista del mondo della pala, a testimonianza della credibilità che è riuscito a costruirsi in un panorama che tende a conoscere solamente spagnoli e argentini, ma anche perché il mancino di Siracusa ha fatto egregiamente la sua parte per il 10PadelTeam by Alpine, del pilota di F1 Pierre Gasly (presente alla Caja Magica) e del miliardario francese Loïc Féry.

Abbate ha disputato due incontri e li ha vinti entrambi, sempre a fianco del talento spagnolo David Gala, numero 35 del ranking FIP. Nella seconda giornata i due hanno sconfitto per 6-4 6-7 10/7 Daniel Santigosa e Diego Garcia (RL9 Padel Team), nella terza hanno battuto per 6-4 6-3 Enzo Jensen e Ramiro “Rama” Valenzuela (Rafa Nadal Academy Team). Tutti colleghi che godono di una considerazione maggiore rispetto al siracusano, il quale sta però gradualmente diventando una promessa anche su scala internazionale, senza badare alla bandiera. L’ha voluto far vedere anche a Madrid: non si è accontentato della chiamata, ma ha dato un enorme contributo alla causa.

Abbate, una Hexagon Cup (da 10) per migliorarsi ancora

Con un pizzico di memoria rivolta a un passato nemmeno troppo lontano, non si può restare indifferenti rispetto alla presenza di un italiano in un evento che ha coinvolto gente come Coello e Tapia, Chingotto e Paquito, Josemaria e Triay nel femminile, più tanti altri dei giocatori (e delle giocatrici) più forti al mondo. Normalmente, anche i nostri nomi di punta li avrebbero guardati in tv. Oggi, invece, abbiamo un talento degno di certe esperienze. Per avvicinarli anche nel Tour l’azzurro deve lavorare ancora, ma esperienze simili possono fare la differenza in termini di motivazione, convinzione, voglia di arrivare e di sentirsi a tempo pieno uno dei migliori.

Detto che i risultati vanno valutati col giusto distacco, nel caso di Abbate la doppia vittoria in entrambe le sfide giocate potrebbe avere un certo peso, nell’ottica di una conferma in vista delle prossime tappe delle Hexagon World Series, in programma a maggio (dal 7 al 10), ottobre (22-25) e dicembre (17-20), tutte in sedi ancora da confermare. Non si sa ancora se i team in gara saranno gli stessi o ne verranno formati di nuovi, ma di certo Abbate ha dimostrato di meritare il suo posto fra i Next Gen. Questo potrebbe permettergli di vivere sempre nel 2026 altre tre settimane in mezzo ad alcuni dei migliori giocatori del mondo: un’occasione di crescita che vale più di tanti allenamenti.

In attesa di scoprire se rivedremo il siciliano nelle prossime tappe targate Hexagon, si avvicina per lui – e il compagno Alvaro Montiel Caruso – il momento del debutto stagionale nel circuito Premier Padel, nel P1 di Riyadh. Sono rimasti fuori di tre posti dal tabellone principale, dunque dovranno giocare le qualificazioni, ma potrebbe non essere un male. Di certo, dopo l’esperienza in mezzo ai grandi a Madrid, Flavio ci arriva col serbatoio della fiducia pieno come mai prima.

Abbate, una Hexagon Cup (da 10) per migliorarsi ancora

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