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Padel

Abbate, un altro pezzo di storia: primo italiano di nascita nella top-50

Nell’ultimo aggiornamento al ranking mondiale FIP, Flavio Abbate è salito al numero 50, là dove (nel maschile) mai nessuno dei nostri si era mai spinto. Un traguardo impensabile solo fino a un paio d’anni fa, ma che per il siciliano può rappresentare un nuovo punto di partenza

| 01 ottobre 2026

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Flavio Abbate, classe 2004 da Siracusa, è il primo italiano di nascita a raggiungere la top-50 del ranking maschile

15 luglio 2024, 28 settembre 2026: per il padel italiano al maschile rimarranno due date storiche. La prima, nel cuore dell’estate di due anni fa, è riferita a quando Marco Cassetta riuscì a diventare il primo italiano di nascita a raggiungere i primi 100 giocatori della classifica mondiale, dopo un lunghissimo inseguimento condiviso con vari connazionali. La seconda, invece, rappresenta lo step successivo, ossia la data di ingresso di uno dei nostri addirittura fra i primi 50.

A farcela, naturalmente, è stato Flavio Abbate, protagonista di una crescita impetuosa negli ultimi tre anni o poco più. Dopotutto, era solamente il marzo del 2023 quando, quasi dal nulla, il talento siracusano vinse insieme a Marcelo Capitani la prima tappa stagionale del circuito Slam by MINI, inserendosi di prepotenza in mezzo ai principali attori del nostro movimento. Da allora, il suo percorso è stato un costante crescendo: svariati titoli internazionali FIP (sono 16: solo “Zalo” Rubio meglio di lui nella classifica all-time), la top-100, il debutto in nazionale, lo scudetto con Giulio Graziotti, le prime vittorie nel circuito maggiore con Alvaro Montiel Caruso, il set strappato a Galan/Chingotto a Londra, quindi il primo quarto Premier Padel a Madrid e adesso la meritatissima top-50.

Ormai si sapeva che sarebbe stata solo questione di tempo, ma ora la rincorsa è completata, grazie al +1 nell’aggiornamento dello scorso lunedì, che gli ha permesso di scalzare lo spagnolo Javi Martinez e salire esattamente alla posizione numero 50.  Cambia poco a livello pratico, ma vale tantissimo in termini di significato, per Abbate come per il nostro intero movimento maschile.

Flavio Abbate

Flavio Abbate

A metà 2024 era ancora un miraggio l’idea di avere un italiano nei primi 100, poi è arrivato Cassetta e, dopo di lui anche Simone Cremona e quindi Abbate. Solo un paio d’anni (abbondanti) più tardi, è già l’ora di applaudire la prima volta di uno dei nostri nella top-50. Un traguardo impensabile prima dell’arrivo di Abbate, che invece l’ha reso credibile e poi l’ha centrato. Per il 22enne siciliano era uno dei due obiettivi della stagione 2026, insieme al primo quarto di finale nel circuito maggiore. Li ha raggiunti entrambi con ancora una manciata di tornei da disputare, fra i quali due Major. Può dunque essere particolarmente soddisfatto, anche se conoscendolo ha già spostato l’asticella più in alto.

Raggiunta la top-50, il prossimo step al quale Flavio deve guardare diventano i primi 40 della classifica. Un passaggio più complesso di quanto possa sembrare, visto che fra l’azzurro e il quarantesimo giocatore del ranking, attualmente lo spagnolo Pablo Garcia Rodrigo, ci sono oltre 400 punti di distanza. Più di un terzo del bottino complessivo del nostro numero uno (1.176 punti). Significa che per salire ancora diventa necessario riuscire a superare con continuità il primo turno  nei tornei maggiori. Un obiettivo questa settimana fallito da Flavio, che con Alonso Rodriguez è caduto all’esordio del P2 di Rotterdam, battuto da una signora coppia come Libaak/Alfonso, doppiamente motivati dalla volontà di prendersi un posto al mondiale. Ma per la prima metà del 2027 può diventare un traguardo alla portata.

Intanto, Abbate può godersi un posto nei primi 50 del mondo e pare aver compreso appieno il valore del traguardo, tanto da essere corso a modificare la propria “bio” di Instagram, sostituendo, accanto all’emoji del mappamondo, il 51 della settimana precedente col 50 attuale. C’è solo un numero di distanza, ma per la storia del padel italiano fa una differenza enorme. E l’augurio è che sia ancora solamente l’inizio.

Flavio Abbate

Flavio Abbate

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