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A Londra, Flavio Abbate e Alvaro Montiel Caruso sono riusciti nella piccola grande impresa di trascinare al terzo set Ale Galan e Federico Chingotto, seconda coppia del mondo. Un risultato che testimonia alla perfezione la crescita della coppia azzurra, sia a livello tecnico, sia in termini di consapevolezza
di Marco Caldara | 06 agosto 2026
I grandi risultati di Giulia Dal Pozzo, capace di due semifinali nel circuito Premier Padel nel giro di poche settimane, hanno monopolizzato l’attenzione, ma c’è un altro italiano che a piccoli passi sta iniziando a dare del tu anche ai grandi. Si tratta naturalmente di Flavio Abbate, mancino come la romagnola, di un anno più grande (2004 lui, 2005 lei), sempre più vicino ai primi 50 della classifica mondiale ma soprattutto sempre più competitivo in mezzo ai più forti.
Dopo gli ottavi a Pretoria, i primi in carriera nel circuito maggiore, il siracusano e il compagno Alvaro Montiel Caruso sono andati a un set dal bis a Londra, nel nuovo P1 dell’Olympia partito con grandi attese e subito una buona cornice di pubblico. Perché non solo hanno superato di nuovo il primo turno, battendo in rimonta l’ex numero 1 del mondo Maxi Sanchez e l’altro argentino Juani Rubini, uno dei giovani più in vista al mondo, ma al secondo round, sul Centrale, sono riusciti addirittura a strappare un set alla seconda coppia del circuito, Ale Galan e Federico Chingotto, reduci dal quinto titolo stagionale vinto in Sudafrica.
Il punteggio finale recita 6-3 6-7 6-2 per i “Chingalan”, che parevano avere la vittoria in mano sul 6-3 5-3, invece sono stati riacciuffati dai due azzurri e poi beffati per 9-7 in un tie-break particolarmente intenso. L’hanno anche condotto per 6-4, ma Flavio e Alvaro non si sono lasciati intimorire e combinando alla grande fase difensiva e fase offensiva li hanno riagguantati cancellando entrambi i match-point e meritandosi – alla seconda chance – la possibilità di giocare un altro set.
Nel terzo, dopo una fase iniziale equilibrata, la superiorità della seconda coppia del mondo è tornata a emergere, ma il divario non è stato poi così ampio. Nel padel non è raro che bastino un paio di punti a risolvere un set, e così è stato. Di certo non è un caso che se li siano aggiudicati i più forti, ma la sfida ha lasciato ugualmente tante indicazioni positive sulla crescita dei nostri. Sia dal punto di vista tecnico e atletico, dimostrando che la coppia italiana ha le armi per tenere testa anche ai migliori, sia a livello di convinzione: stavolta, Flavio e Alvaro non sono scesi in campo per godersi l’esperienza, ma per provare a vincere la partita. Una differenza che segna un chiaro cambio di passo rispetto a quanto avveniva fino a poco tempo fa.
L’atteggiamento tenuto dai due azzurri della nazionale è la conseguenza dell’abitudine costante a trovarsi di fronte i migliori. Al BNL Italy Major del Foro Italico gli erano toccati Coello e Tapia, stavolta Galan e Chingotto, e in tante altre occasioni hanno sfidato coppie magari meno blasonate, ma ugualmente fortissime. Si dice sempre che non c’è modo migliore per crescere se non stare a contatto – o in campo – con i più forti, e la parabola dei nostri lo sta dimostrando. Magari la scelta di frequentare sempre il circuito maggiore può togliere qualcosa in termini di punti, perché il livello è altissimo dunque perdere all’esordio è sempre una possibilità, ma in termini di crescita ha solo effetti positivi.
Ormai, Abbate e Montiel Caruso hanno la classifica per partire quasi sempre dal tabellone principale (eccetto nei P2 nei quali i tabelloni ospitano meno coppie, ma non è un dramma), dunque la possibilità di trovarsi di fronte i migliori si ripeterà ancora e ancora. Più che i punti, al momento è quello che i nostri devono inseguire, proprio come fatto negli ultimi tempi. Perché le vittorie non sono altro che una conseguenza del livello raggiunto, e il loro si sta facendo più interessante settimana dopo settimana.