In una sola stagione, lo spagnolo Diego Gil si è trovato costretto a scendere in campo con 18 partner differenti, non riuscendo mai a giocare più di due tornei consecutivi con lo stesso compagno. Una situazione che dimostra come, lontano da certi livelli, trovare una spalla fissa sia sempre più difficile
di Marco Caldara | 02 gennaio 2026
Ramiro Moyano, Rafa Mendez, Ivan Ramirez, Javi Garrido, Mario Ortega, Toni Bueno, Miguel Gonzalez, Victor Mena, Gerard Arnaldos, Thomas Leygue, Facundo Dominguez, Ignacio Sager, Javi Ruiz, Maxi Sanchez Blasco, Marc Sintes, Ramiro Pereyra, Jose Rico e Mariano Agustin Gonzalez San Martin. No, non è la rosa di una squadra di calcio e nemmeno l’elenco di giocatori iscritti a un torneo, bensì la lista di tutti i compagni che, nella sola stagione 2025, hanno giocato a fianco dello spagnolo Diego Gil. Sono addirittura diciotto: un primato che il 27enne delle Canarie avrebbe evitato volentieri, perché nel padel – si sa – la chimica col compagno può fare la differenza.
Ma non tutti i giocatori (o sempre meno) riescono a trovare un partner a tempo pieno, dunque a molti capita di doversi ripetutamente alternare fra “spalle” differenti. Gil, suo malgrado, è stato il recordman di cambi in una stagione 2025 iniziata da numero 85 del ranking FIP e chiusa alla posizione 122, a conferma di come saltare a raffica da un compagno a un altro non sia una buona idea. C’è da scommettere che nella stragrande maggioranza dei casi non sia stato lo spagnolo a scegliere, ma il suo caso è l’emblema di come, lontano dai più alti livelli, sia diventato sempre più complesso costruire dei progetti a lungo o anche medio termine.
Dei 27 tornei disputati nel 2025, Gil non è mai riuscito a giocarne più di due consecutivi con lo stesso partner, disputandone complessivamente quattro con l’argentino Ramiro Moyano (che si è ritirato a fine stagione), tre con Rafa Mendez, due con Ivan Ramirez, Javi Garrido, Mario Ortega e Toni Bueno. Negli altri dodici, invece, è sceso in campo con altrettanti compagni diversi.
A livello Premier Padel, Gil ha cambiato 14 compagni diversi, aggiungendone altri 4 negli otto tornei giocati nel Cupra FIP Tour. I passi indietro in classifica sono il risultato di una stagione avara di soddisfazioni, con appena otto incontri vinti nel circuito maggiore, solamente due dei quali nel tabellone principale. Il primo nel P2 di Valladolid, con Javi Garrido che proprio in quell’occasione è tornato a vincere una partita dopo un digiuno di 69 (!) giorni; il secondo nei P1 di Malaga con Ignacio “Nachi” Sager. Per il resto, più sconfitte che vittorie, che di certo non hanno aiutato nell’obiettivo di trovare continuità nelle coppie.
Come se non bastasse, visto che la sfortuna è cieca ma – come si dice – la sfiga ci vede benissimo, lo spagnolo classe 1998 ha chiuso la sua stagione nella maniera peggiore possibile, con un grave infortunio rimediato nell’ultimo torneo dell’anno, il Major di Acapulco. Durante il turno decisivo delle qualificazioni, col diciottesimo e ultimo compagno diverso al suo fianco (il giovane talento paraguaiano Mariano Agustin Gonzalez San Martin), Gil ha accusato la rottura del tendine d’Achille, una delle lesioni peggiori per uno sportivo, che l’ha obbligato a uscire dal campo su una sedia a rotelle. La conseguenza è stata scontata: intervento chirurgico una settimana più tardi e via alla lunga riabilitazione, che lo obbligherà a rimanere lontano dai campi almeno per la prima metà della prossima stagione.
“Come tutti sapete – ha scritto sui social dopo l’accaduto – ho sofferto uno dei peggiori infortuni possibili, rompendo il tendine d’Achille. Non ho parole per descrivere l’accaduto, se non tanta rabbia e tristezza. Devo ringraziare le tante persone, amici, compagni e medici, che mi sono stati a fianco nei primi momenti dopo l’infortunio, aiutandomi a fare la doccia, a vestirmi e a rientrare in Spagna, riuscendo anche a strapparmi qualche sorriso. L’intervento è andato al meglio e farò il massimo per recuperare il più velocemente possibile, con l’obiettivo di tornare più forte di prima”. E magari, aggiungiamo noi, anche con l'augurio di non dover passare ore su WhatsApp fra un torneo e l’altro, per individuare sempre un partner diverso dal precedente.