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Ex centrocampista nella scuola calcio della Roma, il classe 2009 è ora uno dei migliori prospetti del tennis italiano. A un passo dalla Top-100 giovanile, spera un giorno di raggiungere lo stesso traguardo tra i professionisti (Foto Ramenzoni)
di Lorenzo Carini | 14 agosto 2026
Costruire il proprio percorso passo dopo passo, mantenendo sempre alta l’asticella e le ambizioni, ma senza fare voli pindarici perché il tennis non permette alcuna distrazione. C’è tutto questo nella carriera del giovane romano Mattia Baroni, che ha iniziato a farsi conoscere molto presto vincendo due edizioni del Lemon Bowl (Under 12 e 14) e oggi sta provando a trasformare quei primi segnali incoraggianti in qualcosa di ancora più concreto sul palcoscenico internazionale.
Nato il 10 febbraio 2009 a Roma, Baroni ha impugnato una racchetta per la prima volta all’età di tre anni, alternando poi la pratica del tennis a una parentesi triennale nella scuola calcio della Roma all’Acquacetosa, dove ha giocato come centrocampista. Grande tifoso del club giallorosso, risiede a Formello - non lontano dal quartiere generale della Lazio - quando non è a Pontedera, da settembre 2025 la sua nuova casa tennistica. È nel comune toscano della provincia di Pisa, infatti, che Baroni ha deciso di trasferirsi definitivamente - dopo un’iniziale spola con il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo - per sposare la causa della Leonardo Azzaro Tennis Academy, fondata proprio dall’omonimo ex tennista (arrivato al numero 180 Atp nel 2004) e in cui il giovane azzurro è seguito anche dall’istruttore Filippo Miliani e dal preparatore fisico Riccardo Squarcini. A spingere per primo il giovane Mattia verso il tennis è stata la grande passione di papà Manuel, ex seconda categoria e ora maestro nazionale.
Dopo diversi buoni piazzamenti nei primi anni di carriera a livello Tennis Europe, il mancino romano - che nel percorso tra calcio e tennis potrebbe essere affiancato a Flavio Cobolli - è riuscito a consolidarsi anche tra gli Under 18, arrivando oggi a essere l’italiano classe 2009 meglio posizionato nella classifica di categoria. Numero 135 del mondo, si descrive come un giocatore a tutto campo, più solido dalla parte del diritto - il colpo che sente più naturale - e con un servizio ancora tutto da migliorare. A suo agio nel gioco di volo, Baroni ha vinto tre titoli in carriera nella specialità del doppio, tutti insieme a Marco Meacci, suo compagno d’allenamenti a Pontedera.
Tre affermazioni, per Baroni, sono giunte anche in singolare. Dopo essersi sbloccato nella scorsa stagione vincendo due J60 in Lettonia e Kenya, il diciassettenne ha raggiunto il punto più alto della sua carriera nello scorso mese di luglio, assicurandosi a Moenchengladbach (Germania) la prima affermazione in un evento di categoria J100. Con cinque vittorie su cinque in due set, l’azzurro si è mostrato superiore ai rivali sin dall’inizio della competizione, mettendo in cascina punti preziosi nella rincorsa alla Top-100, fascia di classifica poi avvicinatasi ulteriormente grazie al successivo quarto di finale disputato nel J200 di Basilea e alla semifinale raggiunta nel pari categoria di Rutesheim.
Chiuse le ultime due stagioni con una percentuale di partite vinte superiore al 70%, Baroni sta innalzando notevolmente il livello in questo 2026, portandosi sempre più vicino a quella ‘zona Slam’ che per lui diventerà realtà a partire da gennaio, quando dalla classifica giovanile saranno esclusi tutti i giocatori nati nel 2008 per sopraggiunti limiti di età. Per il momento non ha ancora fatto il suo esordio nel circuito professionistico: la scelta è stata quella di dare priorità al percorso giovanile, accumulando esperienza internazionale e affrontando gradualmente avversari di livello sempre più alto. Una strada, questa, che richiede tanta pazienza, ambizione e anche un pizzico di coraggio.
Cresciuto nel mito di Novak Djokovic, che già cinque anni fa indicava come il suo idolo dopo il trionfo al Lemon Bowl Under 12, Baroni non nasconde dove vorrebbe arrivare: “Il mio sogno è quello di riuscire a entrare tra i primi 100 del ranking Atp”. Un concetto semplice, quello espresso dal tennista romano, ma che racconta al meglio le sue aspirazioni tra i grandi. In attesa di capire fino a dove riuscirà effettivamente a spingersi, sarà interessante osservare il suo percorso di crescita, che passerà anche dalla partecipazione agli Slam giovanili nel 2027, dove potrebbe anche avere la possibilità di affiancare, nel ruolo di sparring partner, alcuni “big” del circuito. E chissà che uno di questi non possa essere Flavio Cobolli, l'altro romano che come lui è transitato dal mondo del calcio e dalla Roma, prima di trovare la definitiva consacrazione sui campi da tennis.