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Ecco Jordan Lee, il sosia di Yamal è la nuova speranza Usa

Classe 2010, è considerato uno dei migliori prospetti del circuito mondiale. Nato in una famiglia di sportivi, a luglio ha vinto il torneo Juniores di Wimbledon battendo in finale il figlio d’arte Cruz Hewitt

16 agosto 2026

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Tra i dieci giocatori statunitensi presenti nella Top-50 del ranking giovanile, ce n’è uno che più di tutti gli altri ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi. Tra risultati di spessore e un’incredibile somiglianza con il fuoriclasse del Barcellona Lamine Yamal, il classe 2010 Jordan Lee si è preso la scena, rinforzando il proprio status di enfant prodige dopo lo straordinario successo ottenuto a luglio a Wimbledon, alla sua prima partecipazione in carriera a un torneo dello Slam giovanile e dove già nel 2024 si era spinto all’atto conclusivo nel torneo riservato agli Under 14. Battendo in finale il figlio d’arte Cruz Hewitt, Lee è diventato il secondo giocatore nella storia del torneo londinese - dopo il connazionale Noah Rubin, a segno nel 2014 - a conquistare il titolo partendo dalle qualificazioni.

Già vincitore del Mondiale Under 14 a squadre a Prostejov nel 2024 e delle Junior Davis Cup Finals a Santiago del Cile nella scorsa stagione, Jordan Lee si inserisce all’interno di un elenco di giovanissimi statunitensi dal futuro assicurato, in compagnia dei coetanei Michael Antonius (primo 2010 a conquistare un punto Atp) e Teodor Davidov, il talento nato in Bulgaria che ha la particolarità di giocare, quando vuole, due diritti.

Cresciuto a Orlando, è proprio allo USTA National Campus della Florida che Jordan Lee si allena insieme a sua madre Martina Strussova, di nazionalità slovacca e con un best ranking da numero 616 Wta raggiunto nel marzo 2001. A incrementare il numero di atleti all’interno della famiglia Lee anche il padre Lamar, ex giocatore di football americano, e il fratello maggiore Donovan, defensive end nel roster della Daytona Beach Christian University.

Ecco Jordan Lee, il sosia di Yamal è la nuova speranza Usa

Reduce dalla partecipazione alle qualificazioni dell’Atp 500 di Washington grazie a una wild card, Jordan Lee tornerà a breve a competere nel circuito giovanile. Numero otto del ranking di categoria, lo statunitense sarà impegnato nel J300 di College Park e successivamente agli Us Open, evento in cui sarà uno dei principali favoriti per la vittoria finale. Già in possesso di ranking Atp in singolare - questa settimana è numero 1771 -, Lee ha conquistato il suo primo punto tra i ‘grandi’ nel novembre scorso, sconfiggendo il connazionale Matthew Thomson all’esordio nell’M15 di Orlando per 6-4 6-1. Quest’anno, invece, ha vinto soltanto una delle quattro partite giocate tra i professionisti: a Vero Beach, in un altro appuntamento della categoria M15, ha sconfitto Jon Gamble per 6-2 6-0, prima di arrendersi all’ex numero 39 del mondo Wolf con il punteggio di 6-4 6-2.

La priorità di Lee sembra essere quella di non voler forzare le tappe, concentrandosi per il momento sull’attività giovanile, dove a fine stagione potrebbe anche avere l’opportunità di competere alle Junior Finals in Cina, essendo attualmente al settimo posto della Race dedicata. “In pochi sanno cosa ho passato nell’ultimo anno e mezzo - aveva detto lo statunitense al termine della finale di Wimbledon -. Ho combattuto con diversi infortuni: un anno fa ero seduto sul divano di casa e non sapevo se sarei mai più tornato a giocare a tennis”. Rimasto ai box da febbraio a ottobre dello scorso anno a causa di un problema al polso, nel corso della sua giovanissima carriera ha già dovuto fare i conti anche con un infortunio alla caviglia. “Quando si è infortunati bisogna avere pazienza - spiegò durante il periodo di pausa dalle competizioni -. Il tennis non si perde, ma è necessario mantenere la giusta mentalità e un atteggiamento positivo”.

Ecco Jordan Lee, il sosia di Yamal è la nuova speranza Usa

Molto a suo agio sulla terra battuta, sua superficie preferita e sulla quale ha vinto a marzo a Orlando il primo titolo ‘Pro’ in doppio con Keaton Hance, ama colpire il diritto inside-in e ha ammesso di non guardare mai i tabelloni dei tornei a cui partecipa. Ogni piccolo passo compiuto da Jordan Lee, che sia dentro o fuori dal campo, è seguito con estrema attenzione da mamma ‘Tina’, figura centrale nel suo percorso nel mondo del tennis.Sono sua madre ancora prima della sua allenatrice - aveva spiegato in un’intervista l’ex professionista slovacca -, quindi la priorità è quella di crescere una brava persona. Jordan è un ragazzo in gamba e quando gioca a tennis si comporta da giocatore vero”.

Grande appassionato di calcio e dei documentari che raccontano le storie dei protagonisti più celebri del mondo del pallone, considera Neymar e Lamine Yamal come i suoi giocatori preferiti. Proprio con quest’ultimo, attaccante del Barcellona, il giovane Jordan è finito al centro di un tormentone social per la loro incredibile somiglianza. “Tanti amici mi avevano già fatto notare questa cosa - ha detto Lee ai canali ufficiali dell’Itf -. Il mio obiettivo è quello di arrivare a essere paragonato a lui non per l’aspetto fisico, ma per la bravura in ciò che facciamo”.

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