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Cinà verso Reggio Calabria: può riportare l’Italia alle Next Gen ATP Finals

Al momento, il siciliano occupa la quinta posizione della Next Gen Race, che qualificherà i migliori otto under 20 del mondo per l’evento di dicembre al PalaCalafiore. Il ruolino di marcia tenuto sin qui dice che l’azzurro merita un posto, ma la concorrenza è di alto livello: serve un ultimo sprint

18 settembre 2026

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Federico Cinà: attualmente occupa la quinta posizione della Next Gen Race to Reggio Calabria (foto Getty Images)

Nelle prime sei edizioni delle Next Gen ATP Finals c’è sempre stato almeno un giocatore italiano, col trionfo di Jannik Sinner nel 2019 a Milano e il record di tre azzurri nel torneo targato 2022. Poi, negli ultimi due anni nessuno dei nostri baby talenti è riuscito a guadagnarsi un posto per la competizione giocata a Gedda in Arabia Saudita, ma ci sono ottime possibilità che l’Italia torni protagonista quest’anno. E non solo perché la competizione si giocherà di nuovo nel Belpaese, al PalaCalafiore di Reggio Calabria, ma anche perché fra i principali candidati per conquistare una poltrona c’è Federico Cinà, il palermitano classe 2007 che passo dopo passo sta guadagnando sempre più terreno nel ranking ATP.

Questa settimana l’allievo di papà Francesco (in passato storico coach di Roberta Vinci) è numero 168 della classifica, suo miglior piazzamento di sempre, con un miglioramento di quasi 70 posti rispetto a inizio stagione. Ma soprattutto è quinto nella Next Gen Race, la classifica degli under 20 che tiene conto solo dei punti raccolti nel corso dell’anno e che a fine stagione definirà i magnifici otto in campo in Calabria dal 9 al 13 dicembre.

Per farla breve, se la corsa terminasse oggi Cinà sarebbe abbondantemente sicuro di prendere parte all’evento per la prima volta, grazie a un 2026 sin qui positivo. Il 19enne siciliano ha vinto a febbraio il suo primo titolo a livello ATP Challenger, a Pune (India), ma soprattutto si è affacciato a ripetizione nel circuito maggiore, preferendo la possibilità di fare esperienza in mezzo ai migliori a quella di raccogliere punti più facilmente.

Le soddisfazioni non sono mancate: in primavera Cinà si è qualificato al Roland Garros per il suo primo torneo del Grande Slam, riuscendo anche a superare il primo turno a spese di un avversario sempre ostico come il bombardiere Reilly Opelka, e allo Us Open ha ripetuto il percorso – fatto di tre successi – che dalle qualificazioni l’ha portato nel main draw. A New York ha poi pagato un sorteggio scomodo, contro quell’Alex Michelsen poi arrivato a un solo set dalla semifinale, ma a 19 anni può permettersi di guardare sempre al lato positivo.

Federico Cinà è nato a Palermo il 30 marzo del 2007 (foto FITP)

Federico Cinà è nato a Palermo il 30 marzo del 2007 (foto FITP)

La sua è (ancora) una stagione di consolidamento: il tennis per arrivare in alto c’è, ma il puzzle dell’eccellenza richiede che tanti tasselli vengano messi al posto giusto, nel momento giusto. Proprio su quelli il siciliano sta lavorando con papà e i tecnici FITP, per rinforzare tutte le sue armi e costruire la continuità necessaria per ambire alla top-100.

Detto che attualmente Cinà occupa il quinto posto della Race, per la qualificazione non può ancora ritenersi tranquillo, perché dalla quarta posizione del giapponese Rei Sakamoto all’undicesima del francese Felix Balshaw ci sono ben otto giocatori racchiusi in esattamente 50 punti. Un bottino che ognuno dei tennisti in questione – ma anche di chi sta dietro – può raccogliere facilmente in una sola settimana, anche perché fra gli inseguitori di Cinà ci sono giovani in grande crescita come il ceco Jan Kumstat che ha vinto tre Challenger di fila fra luglio e agosto, il baby fenomeno francese Moise Kouame e tanti altri già capaci di grandi cose. Ergo, per la certezza di un posto c’è ancora da lavorare, con ancora un paio di mesi di tornei a disposizione.

Fedele alla sua vocazione di scegliere spesso la strada più difficile, Cinà ha optato per una trasferta di circa un mese in Asia, con l’obiettivo di disputare quattro tornei: due Challenger e due del circuito maggiore. Il primo impegno non è andato come sperato, con la sconfitta all’esordio a Guangzhou, contro il sorprendente qualificato giapponese James Trotter. Ma a breve arriva la chance di riscatto, con le qualificazioni dell’ATP 250 di Chengdu. Poi Cinà sarà in gara nel Challenger 100 di Jingshan, quindi nelle qualificazioni del Masters 1000 di Shanghai. Al momento è il primo degli “alternates”: gli basterà un solo forfait da parte di chi lo precede per entrare.

Al ritorno in Europa, invece, Cinà proseguirà la sua corsa verso le Next Gen ATP Finals con il Challenger 125 di Olbia, quindi – probabilmente – con i tornei sul cemento indoor di Bruxelles (ATP 250) e Brest (Challenger 100). Tutte chance per consolidare il suo tennis, per migliorare la classifica mondiale ma anche – o soprattutto – per raccogliere punti in vista di Reggio Calabria, dove troverebbe centinaia e centinaia di connazionali pronti ad accompagnarlo verso un torneo da protagonista.

Federico Cinà, numero 168 della classifica ATP (foto Getty Images)

Federico Cinà, numero 168 della classifica ATP (foto Getty Images)

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