L'intervista all'australiano Mark Woodforde, presidente del Davis Cup Committee, a SuperTennis
20 novembre 2025
"La Coppa Davis a Bologna, dove già si era giocata la fase a gironi qualche anno fa, è una ricompensa per il successo della Federazione Italiana Tennis e Padel e dei singoli giocatori" ha detto a SuperTennis Mark Woodforde, presidente del Davis Cup Committee.
"Conosco molto bene il pubblico e la passione dei tifosi italiani: vogliono sostenere gli italiani per primi, ma anche il tennis di livello mondiale" ha aggiunto l'australiano, che ha vinto 67 titoli in doppio tra cui 11 Slam con lo storico partner Todd Woodbridge, e trionfato in Coppa Davis nel 1999. "La Coppa Davis significava molto per me e per gli australiani, come per i giocatori di tante altre nazioni - ha sottolineato - In queste settimane un po' mi manca vivere questa atmosfera da giocatore, poter giocare per il tuo Paese, indossare la maglia della nazionale e, se hai l’opportunità, alzare uno dei trofei più importanti che si possano vincere. Per i giocatori di oggi è un’opportunità splendida".

L'Italia la affronta da protagonista, anche senza Sinner e Musetti, con il grande obiettivo di vincere per la prima volta la Coppa Davis in casa e diventare la prima nazione con tre successi consecutivi dal 1971, quando è stato abolito il Challenge Round. "Questo mette in luce la profondità del tennis maschile italiano che sta vivendo un'età dell'oro. Jannik continua a vincere torneo, sono sicuro che anche Lorenzo Musetti punterà a vincere tornei dello Slam; Matteo Berrettini sta tornando, Cobolli è in crescita, e poi ci sono tanti altri".
Soprattutto, c'è uno spirito di squadra che in Coppa Davis, conclude Woodforde, può fare la differenza. "A volte serve avere una squadra campione - ha detto - non una squadra di campioni".