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Doping, in arrivo la difesa legale pro bono per i giocatori coinvolti

L'iniziativa è promossa da Tara Moore, l'ex doppista squalificata per doping e assolta dopo 19 mesi nel 2023: "Ogni giocatore merita la possibilità di difendersi senza timore di rovina finanziaria o emotiva"

di | 30 gennaio 2025

Il presidente della WADA Witold Banka (Getty Images)

Il presidente della WADA Witold Banka (Getty Images)

Dopo le vicende relative alla positività di Jannik Sinner (in attesa dell’udienza al TAS fissata per aprile) e Iga Swiatek (che ha scontato un mese di squalifica a dicembre 2024), il tema del doping e della regolamentazione è tornata d’attualità nel tennis mondiale. Alcuni giocatori hanno lamentato una disparità di trattamento, a seconda dei casi, condizionata anche dalla maggiore disponibilità economica dei giocatori o delle giocatrici più importanti, con la conseguente possibilità di difendersi meglio dal punto di vista legale, dimostrando la propria innocenza.

Le cose, però, potrebbero cambiare con la spinta di Tara Moore, co-fondatrice del Athlete Counsel & Equity (ACE) Program in seno alla PTPA, la Player Tennis Professional Association fondata nel 2020, con Novak Djokovic e Vasek Pospisil in prima fila. Un programma che si pone l’obiettivo di offrire una difesa pro bono agli atleti che fronteggiano casi di doping.

Il coinvolgimento di Moore, ex doppista britannica, non è casuale. Dopo 19 mesi di squalifica per via di una positività al doping, nel dicembre del 2023 la tennista classe 1992 ha visto annullata l’iniziale decisione: il tutto spendendo – come ha rivelato alla Reuters – circa 200mila sterline dal punto di vista legale.

“La lotta per dimostrare la mia innocenza mi ha lasciato con centinaia di migliaia di dollari di debiti e un'enorme sofferenza emotiva – ha detto -. Spero che il programma PTPA ACE e questi incredibili team legali garantiscano che nessun giocatore debba affrontare queste sfide da solo, soprattutto nei casi che coinvolgono problemi di integrità. Ogni giocatore merita la possibilità di difendersi senza timore di rovina finanziaria o emotiva”.


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