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Da Draper a Chung, con tanti big... tra i capitani: 5 temi del weekend di Davis

Jack Draper affronta - con la sua Gran Bretagna - una trasferta in Norvegia. Ci sono anche altre sfide in bilico. E nemmeno l'Argentina, decimata, può stare tranquilla in Corea del Sud. Ecco cosa ci dobbiamo aspettare dal fine settimana

di | 04 febbraio 2026

Jack Draper (Getty Images)

Jack Draper (Getty Images)

IL RIENTRO DI JACK DRAPER

Il tema principale di questa tornata di Davis è il ritorno in campo di Jack Draper con la maglia della Gran Bretagna. Reduce da uno stop di cinque mesi, il numero 13 Atp (già numero 4) guiderà i suoi in una trasferta meno insidiosa di quanto poteva essere in Norvegia, dove l'avversario più pericoloso doveva essere Casper Ruud, costretto al forfait dell'ultima ora. Subito un test serio, comunque, per Jack, che però ha tanta voglia di tornare protagonista dopo il periodo più complicato della sua carriera: “Ci sono stati parecchi momenti difficili da superare – ha detto – negli ultimi mesi, ma sono rimasto in una buona posizione di classifica. Sono felice di rientrare, mi mancava l’adrenalina che deriva dalla competizione e non vedo l’ora di giocare”. Il match appariva in bilico ma la Norvegia che si ritrova senza Ruud punta ora sull'emergente Budkov Kjaer. Per i britannici, invece, c'è pure Norrie e la carta doppio, con Glasspool e Cash. Sfida tutta da seguire.

L'ARGENTINA DECIMATA E CHUNG

Trasferta insidiosa per l'Argentina in Corea del Sud, in una sfida che in condizioni normali dovrebbe essere a senso unico in favore dei sudamericani, e che invece stavolta diventa interessante. Da un lato, l'Albiceleste schiera come numero 1 Thiago Agustin Tirante, ossia l'ottavo in classifica nel suo Paese, dietro a Francisco Cerundolo, Baez, Ugo Carabelli, Etcheverry, Comesana, Navone e Juan Manuel Cerundolo. Chiaro che il capitano Javier Frana non possa stare così tranquillo, anche considerando il fatto che i coreani in casa si possono esaltare, aiutati pure dalla superficie veloce. Tra gli asiatici, occhio al ritorno di Hyeon Chung, l'ex vincitore delle Next Gen ATP Finals (a Milano nel 2017) e poi scomparso dai radar per via degli infortuni dopo aver raggiunto una semifinale agli Australian Open.

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SERBIA (SENZA NOLE) SFAVORITA

Rischia molto anche la Serbia, ovviamente senza Novak Djokovic, che a meno di ripensamenti o situazioni clamorose ha ormai concluso la sua esperienza con la propria Nazionale. Dusan Lajovic guida la formazione che cerca il passaggio del turno contro il Cile, con il problema non indifferente del fattore campo in favore dei sudamericani, chiaramente favoriti nell'occasione.

Giocare a Santiago e per giunta sulla terra battuta non è mai facile per nessuno, soprattutto di fronte a giocatori esperti come Garin, Tabilo e Jarry. Se Viktor Troicki riuscisse a uscirne indenne, in patria gli farebbero un monumento.

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UNGHERIA-USA NON È SCONTATA

Non sono al completo – anzi sono ben lontani dall'esserlo – anche gli Stati Uniti, impegnati in trasferta a Tatabánya (nord ovest di Budapest) contro l'Ungheria, in una sfida nella quale l'incognita maggiore per gli americani sarà la superficie, ossia la terra. Fabian Marozsan è il leader dei padroni di casa, che cercano lo sgambetto di fronte a Paul, Quinn e Nava. Gli americani restano favoriti se guardiamo al valore assoluto dei singoli, ma gli ungheresi di Kornel Bardoczky vogliono vendere cara la pelle, soprattutto davanti al pubblico di casa. Un'eventuale eliminazione degli Usa non sarebbe poi così sorprendente, e allora bisognerebbe chiedere conto a chi in Ungheria non ci è voluto andare.

CAPITANI IMPORTANTI

Ci sono tanti big tra i capitani, in questo weekend di sfide per l'Insalatiera. Bob Bryan guida gli Usa in cerca del risultato senza i loro top player, ma la sfida con il maggior tasso di talento in panchina è quella tra Cile e Serbia, con Nicolas Massu (ex campione olimpico) contro Viktor Troicki, ex numero 12 Atp che oggi si sta scoprendo capace di fare la differenza anche da capitano e da coach. C'è pure un numero 1, in panchina: Lleyton Hewitt alla guida dell'Australia che vola in Ecuador. Ma ci sono pure Javier Frana, Jurgen Melzer, Thomas Berdych, Paul-Henri Mathieu, Steve Darcis e Frank Dancevic, tutti personaggi che in Davis, da giocatori, hanno saputo lasciare il segno. In Sudamerica, troviamo infine Luis Horna e Jaime Oncins. Il primo, capitano del Perù, fu capace di dare un dispiacere a Roger Federer a Parigi nel 2003. Il secondo, capitano del Brasile, diede invece un dispiacere all'Italia, nella storica sfida di Maceiò nel 1992. Altri tempi (per fortuna).

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