-
Eventi internazionali

Contaminazione e reperibilità: le nuove norme anti-doping dopo la vicenda Sinner

Dal 2027 entrerà in vigore il nuovo Codice mondiale anti-doping che estende le tutele per i casi di positività da contaminazione involontaria. Cambiano anche le norme sui controlli a sorpresa durante i tornei

24 ottobre 2026

20240224_itia.jpg

Cambiano le regole antidoping della WADA, l'agenzia mondiale istituita nel 1999 per coordinare la lotta all'uso di sostanze dopanti nello sport. Dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore le modifiche al Codice mondiale antidoping che riguardano soprattutto i casi di contaminazione accidentale, come quello che ha portato allo stop forzato di tre mesi di Jannik Sinner nel 2025, e nuove norme sulla reperibilità per i controlli a sorpresa.

COME CAMBIANO LE NORME SULLE CONTAMINAZIONI

Le nuove norme offriranno maggiori tutele ai giocatori che riescano a dimostrare che un test positivo è stato causato da una contaminazione. Si passa, infatti, dal concetto di “prodotto contaminato”, presente finora nel Codice mondiale, a uno più ampio di “fonte contaminata”. Dunque il nuovo codice riconosce un maggior numero di cause che possono provocare una positività per contaminazione:

  • l’utilizzo o l’assunzione di un farmaco o di un integratore contenente una sostanza proibita, non indicata sull’etichetta del prodotto né nelle informazioni reperibili mediante una ragionevole ricerca effettuata con strumenti di intelligenza artificiale o strumenti analoghi;
  • il consumo di un alimento o di una bevanda, come carne o liquidi contaminati, contenenti una sostanza proibita, in assenza di qualsiasi avvertimento preventivo, indicazione o altro elemento che possa far sospettare la presenza di tale sostanza;
  • l’esposizione a una sostanza proibita attraverso il contatto fisico diretto dell’atleta con una terza persona oppure attraverso il contatto fisico con oggetti toccati o maneggiati da tale persona. 

Quest'ultimo caso rimanda a quanto accaduto a Sinner, risultato positivo nel 2024 a causa di una contaminazione involontaria per via cutanea. Ma il trasferimento di una sostanza vietata per contatto fisico con un'altra persona, nel suo caso il fisioterapista che aveva utilizzato una pomata per una ferita al dito della mano e poi l'aveva massaggiato, non era previsto nella precedente definizione di prodotto contaminato.

Gli atleti hanno dunque maggiori possibilità di difendersi e di ottenere sanzioni più lievi, dal semplice richiamo, senza dunque nessuna sospensione, fino a due anni di squalifica. L'onere della prova rimane comunque sulle spalle degli atleti che devono sempre dimostrare l'origine della contaminazione e l'assenza di colpa o negligenza significativa. 

Jannik Sinner firma autografi (foto Getty Images)

Jannik Sinner firma autografi (foto Getty Images)

REPERIBILITA' DEGLI ATLETI: TUTTE LE NOVITA'

L'altra grande novità riguarda il tema della reperibilità degli atleti. Dal 2027 la WADA richiederà a tutti gli sportivi inseriti nel Registered Testing Pool (RTP), ovvero il gruppo registrato di atleti sottoposti ai controlli, in tutte le discipline sportive, di indicare una fascia oraria giornaliera di 60 minuti durante la quale essere reperibili per i controlli anti-doping, anche durante le manifestazioni. 

Finora il tennis aveva goduto di un'esenzione per quanto riguarda la comunicazione dell'ora di reperibilità da parte degli atleti nelle giornate in cui erano impegnati nei tornei, alla luce dell'oggettiva imprevedibilità della programmazione degli incontri. Ma dal 2027 non sarà più possibile.

L'ITIA ha sviluppato, in consultazione con la WADA, una soluzione che possa rispettare la norma e tener conto delle difficoltà che questa modifica regolamentare comporterà per i tennisti. Di fatto, nel tennis sarà ristretto il numero di giocatori nell'RTP.

Oggi sono circa 250, dal 2027 saranno una cinquantina, circa il 20% dell'attuale gruppo, scelti, secondo quanto ha riferito l'ITIA alla Gazzetta dello Sport, in base a “criteri diversi. Si baseranno sulla classifica e su una valutazione del rischio, che potrà prendere in considerazione vari elementi, tra cui un eventuale precedente coinvolgimento in un caso di doping, gli infortuni e altri fattori”.

L'ITIA non cambierà, sottolinea in una nota sul sito ufficiale, frequenza e volume complessivo dei controlli e non renderà pubblici i nomi degli atleti inseriti nell'RTP ristretto.

Queste modifiche non cambiano l’obbligo, valido per tutti i giocatori, di fornire un campione quando vengono convocati da un ufficiale addetto ai controlli antidoping (Doping Control Officer, DCO), anche al di fuori della fascia oraria di 60 minuti indicata. Il rifiuto di fornire un campione dopo la convocazione da parte di un DCO può determinare una squalifica fino a quattro anni.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti