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Eventi internazionali

United Cup: Argentina battuta, e la Svizzera vola in semifinale

Agile vittoria in apertura in due set della n.11 del mondo Bencic contro Sierra. Wawrinka cede a Baez dopo due ore di lotta, ma ancora Bencic al fianco di Paul ottengono nel doppio misto il punto decisivo per la qualificazione

07 gennaio 2026

Belinda Bencic esulta (foto Getty Images)

Belinda Bencic esulta (foto Getty Images)

Quel manifesto alla volontà, colorato oggi di nuove sfumature e nuove gioie - la maternità - che porta il nome di Belinda Bencic, non ne vuol sapere di porre alcun limite a questa sua seconda fase di carriera. E così, dopo un 2025 in cui è riuscita a recuperare ben 280 posizioni nel ranking, eccola di nuovo racchetta in mano a inaugurare il 2026 a suon di vittorie. Dopo quelle ottenute contro la francese Jeanjean e Jasmine Paolini, Bencic ha concesso il tris liberandosi agevolmente dell'argentina Solana Sierra, dismessa in due set col punteggio di 62 62. Troppo ampio il divario tra le due giocatrici con l'elvetica capace di estrarre il 90% di punti dalla sua prima e di soffocare sul nascere le tre chance di break costruite a fatica dalla sua rivale, peraltro tutte costruite nel medesimo game, il quarto del primo set, a cercar di replicare al break appena concesso. Nulla da fare. Vistesi cancellate le sue velleità, Sierra è andata progressivamente sfarinandosi riuscendo a mettere a segno soli tre punti nei turni di servizio di Bencic nel corso di un secondo set chiuso dall'elveitca col sorriso ela consapevolezza di chi, atterrata in Australia per una competizione, è riuscita a trovare risposte che le torneranno utili anche per cornici più illustri, come quella che a Melbourne è in corso di allestimento. (r.g.)

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Wawrinka cede a Baez

L'età è solo un numero, e la passione sa essere il miglior rimedio agli inevitabili acciacchi del tempo. Lo sa bene Stan Wawrinka, vincitore di tre Slam in carriera e giunto alla sua ultima stagione da professionista sul circuito. Sceso in campo per il suo terzo singolare nella competizione, l'ex n.3 del mondo ha dovuto incassare una sconfitta per mano dell'argentino Sebastian Baez (n.43) giunta in due set col punteggio di 75 64 in quasi due ore di gioco. A quarant'anni d'età, lui che a trenta riuscì a vincere il suo primo Slam in carriera, una sconfitta è forse l'esito più scontato cui si può andare incontro se si decide di continuare a battagliare contro rivali di una o due generazioni più giovani di te. A stupire è però il modo con cui questa sconfitta è arrivata e la caparbietà mostrata da Wawrinka nel saperla accettare. Perché al netto delle prime due palle break scambiatesi in avvio di primo parziale, nel prosieguo dei game più volte Stan aveva dato l'impressione di essere arrivato a un passo dal risolvere il rebus che Baez andava inoltrandogli alla battuta. E invece, sciupata una palla break per un banale gratuito di rovescio, ecco lo svizzero incappare subito dopo in un altro gratuito - ancora sul fondamentale che più fortuna ha lui arrecato - questa volta fatale grazie al quale Baez è potuto presentarsi in battuta per portarsi in vantaggio. A nulla è valsa poi l'ostinazione con cui Wawrinka si è dannato a metter pressione sul suo rivale nelle prime battute del secondo set: scampati  i primi due pericoli, a prevalere sono stati infine giovinezza e tenuta atletica, vigoria e reattività. Qualità che Baez ha saputo dal canto suo declinare con sapienza e senza fretta, consapevole di aver fatto il necessario per strappare questa vittoria e che la sua vidimazione era ormai solo una questione di tempo. (r.g.)

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La vittoria del doppio svizzero

Quando in svantaggio 5-1 e con gli svizzeri al servizio per conquistare il primo set, un po' di tenerezza ha cominciato ad affiorare per i destini di Maria Lourdes Carle e Guido Andreozzi, doppisti d'Argentina capaci di lì a tre game di ritrovare quel po' di chimica e affiatamento necessari per catturare altri due game e rinviare di qualche istante l'esito del primo parziale. Fino a quel momento Belinda Bencic e Jakub Paul si erano rivelati più efficaci, più coordinati e più in sintonia nella lettura di un match che se vinto avrebbe proiettato loro e la Svizzera in semifinale di United Cup. Cercare di rinviare l'esito di un match sempre più sbilanciato è stata la missione che i sudamericani hanno provato a compiere nel secondo set. Missione via via abbandonata per manifesta superiorità dei loro rivali, sospinti da una Bencic in stato di grazie e sostenuti ancora una volta da un più che affidabile Paul. Alla fine vittoria è stata - 63 63 - e per gli elvetici adesso la strada per la finale passerà da una tra Belgio e Repubblica Ceca. (r.g.)

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