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United Cup su SuperTennis: la Grecia batte la Gran Bretagna e centra i quarti

Tsitsipas batte in rimonta Billy Harris vincendo al tie-break decisivo poi Sakkari supera Raducanu. Gran Bretagna fuori dai giochi

di | 05 gennaio 2026

Maria Sakkari e Stefanos Tsitsipas con la bandiera della Grecia (Foto Tennis Australia e Getty Images)

Maria Sakkari e Stefanos Tsitsipas con la bandiera della Grecia (Foto Tennis Australia e Getty Images)

La Grecia supera la Gran Bretagna e festeggia la qualificazione ai quarti di United Cup.

Stefanos Tsitsipas (36 ATP) ha portato in vantaggio la squadra greca a Perth, battendo il n.127 Billy Harris col punteggio di 46 61 76(4), vincendo la sua ottava partita su 10 singolari nella competizione. Dopo la vittoria all'esordio contro il giapponese Shintaro Mochizuki, si tratta del primo torneo in cui l'ateniese vince due partite dallo scorso aprile, sulla terra rossa di Barcellona.

Poi Maria Sakkari (n. 52) ha battuto 63 36 61 Emma Raducanu (n.29 WTA) e ha tolto ai britannici anche la possibilità di un ripescaggio come migliore seconda nei gironi di Perth.

Sakkari ottiene il punto della qualificazione

Esattamente come Tsitsipas, anche Sakkari perde il servizio nel suo primo game in battuta nel match. A differenza del suo connazionale, tuttavia, il piano tattico applicato comincia a dare presto i suoi frutti. È proprio Sakkari infatti a prendere più spesso in mano le redini del gioco, cambiando continuamente gli angoli per muovere la propria avversaria. La quale, tra le altre cose, tenta spesso traiettorie più alte per difendersi, ma senza trovare la necessaria profondità e lasciando spesso il campo aperto alla greca.

Recuperato il break, Sakkari ha così l’inerzia dalla sua, confermando ancora una volta le ottime sensazioni sul rovescio, su cui – dopo il match vinto contro Osaka - ha confessato di aver lavorato molto nella off-season. Lavorare ai fianchi Raducanu si rivela una strategia redditizia, che le consegna così il primo set dopo poco meno di un’ora.

Dura anche più di 60 minuti invece il secondo parziale, dove la n.52 al mondo si mostra più altalenante e meno cinica, mentre gli scambi si fanno più lunghi e la sua incisività viene meno. Dopo uno scambio di break tra terzo e quarto game, Sakkari manca tre chance per il nuovo allungo nel settimo gioco, e poco dopo le paga a caro prezzo. Raducanu sale quindi 5-3, annulla una chance del rientro all’avversaria e porta la partita al terzo.

Ma nel terzo è Sakkari a dare l'allungo decisivo grazie al break nel quarto gioco. La greca impone un maggior peso di palla da fondo. La capacità di spingere da dietro a suon di colpi profondi e veloci mette in sempre maggiore difficoltà Raducanu, costretta a perdere campo e ad accorciare. La britannica vince appena due punti negli ultimi quattro game e chiude il match con uno stanco diritto lungo in avanzamento.

La vittoria di Tsitsipas

"Sono felice di aver giocato un match del genere, e ringrazio Harris perché oggi mi ha spinto al limite, non giocavo un match così da tempo - ha detto il giocatore classe 1998 dopo il match -. Sono felice di aver dato tutto: mi sono un po' stufato di perdere partite così lottate, ne ho persa una anche a settembre in maniera simile, e quindi ho fatto di tutto per vincere".

Nei primi due set, si rivela decisiva la fuga iniziale operata da Harris e da Tsitsipas. In avvio, è il greco a perdere la battuta con una falsa partenza, e senza riuscire poi ad impensierire minimamente i turni di servizio del britannico. Che a sua volta, però, è costretto a cedere il servizio nel secondo game del secondo parziale, con l'ateniese che riesce più volte a prendere in mano le redini del gioco col dritto e ottiene anche un secondo break, portato fino al 6-1.

Il terzo set, nonostante la posta in palio più alta, è anche anche il più equilibrato di tutti. Questa volta, dei break neanche l'ombra, almeno all'inizio. Sul 4-4, le uniche due chance se le procura Tsitsipas sul 15-40, con Harris che reagisce coraggiosamente spingendo dietro al servizio. Il braccio del n.127 al mondo, tuttavia, trema proprio in avvio di tie-break, col minibreak in apertura che si concretizza grazie ad un doppio fallo. A quel punto, l'ex n.3 al mondo tiene la battuta e chiude finalmente i conti dopo due ore e 15 minuti di battaglia.

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