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Eventi Internazionali

Ehi Boris, ti ricordi quel 19 aprile? E gli auguri a Masha?

22 anni fa l’attuale coach di Novak Djokovic, allora giocatore n.42 del mondo, diede una lezione di tennis su terra battuta a Boris Becker, n.4 ma presto n.1. Si sarebbero ritrovati insieme sulla panchina di Nole. Oggi è il compleanno di Maria Sharapova e Corentin Moutet

di | 19 aprile 2020

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Il 19 aprile del 1988 il cecoslovacco Marian Vajda, oggi noto come il coach vincente di tutti i 17 Slam di Novak Djokovic, colse una delle sue più prestigiose vittorie da giocatore, battendo al secondo turno del torneo di Monte-Carlo il tedesco Boris Becker, due volte campione di Wimbledon e n.4 del mondo. Vaida, che al tempo era n.42 del ranking Atp, si impose in tre set, con il punteggio di 6-3 5-7 6-1.

“Boris non ha usata la tattica giusta oggi – commentò a fine partita – Io sono stato molto più paziente anche perché sentivo che avrei potuto rimandare di là la palla anche 1000 volte senza sbagliare”.

Becker a sua volta commentò: “Marian mi ha reso la vita molto difficile, perché ha giocato molto profondo impedendomi di attaccare. Per me è molto difficile trovare la condizione sulla terra battuta, ho bisogno di tanta preparazione tante partite. Oggi, più gli scambi si prolungavano, peggio giocavo”.

Il caso volle che 15 anni più tardi si trovassero insieme sulla panchina di Novak Djokovic, che nel 2013 decise di affiancare a Vajda, nel suo team, anche Boris Becker, in virtù della grande esperienza di tennis di alto livello del campione di Leimen, già n.1 del mondo e vincitore di 6 Slam (Australian Open 1991 e 1996; Wimbledon 1985,1986 e 1989; Us Open 1989), 3 Masters (1988,1992,1995) e due Coppe Davis (1988 e’89).

Il sodalizio è durato fino al 2016.

Il 19 aprile del 1906 fu il giorno della scomparsa, a soli 56 anni, di Spencer Gore, tennista britannico, che si aggiudicò nel 1877 la prima edizione dei Championships di Wimbledon, battendo in finale il connazionale William Marshall 6-1 6-3 6-4.

Il premio per quella vittoria consistette in una coppa, la Challenge Cup, del valore di 25 ghinee offerta dal giornale sportivo The Field. Alla partita assistettero 200 spettatori che pagarono 1 scellino a testa per l’ingresso al The All Enland Lawn Tennis and Croquet Club, allora sito in Worple Road a Wimbledon.

Spencer Gore avrebbe smesso di giocare dopo aver perso la finale del torneo l’anno successivo contro Frank Hadow (allora detentore del titolo disputavo solo un ‘challenge round’ contro il vincitore del torneo degli sfidanti), definendo il gioco “troppo noioso” e preferendo il cricket. Va detto che Hadow passa alla storia come l’inventore del lob, il pallonetto, che mise a punto sapendo di dover giocare contro Gore che invece scendeva sempre a rete. Dunque non stupisce che Gire possa non aver gradito quella sconfitta contro il primo “pallettaro” della storia. Peraltro Hadow non tornò l’anno successivo a difendere il titolo e resta l’unico tennista di sempre a non aver perso nemmeno un set a Wimbledon.

N.1 del mondo per la prima volta a soli 18 anni, il 22 agosto del 2005, ha comandato la classifica per 21 settimane. Tra i suoi 12 titoli Wta Premier ci sono 3 successi agli Internazionali BNL d’Italia: nel  011 battendo in finale l’australiana Stosur; nel 2012 superando la cinese Na Li in un match tiratissimo, finito 7 punti a 5 nel tie-break del terzo set, e nel 2015 imponendosi sulla spagnola Carla Suarez Navarro in tre partite.

E’ stata per 11 anni consecutivi l’atleta donna più pagata al mondo (dal 2004 al 2015), secondo le classifiche stilate dalla rivista Forbes. Nel 2006 è stata inserita anche nella graduatoria delle 50 donne più belle del mondo.

A Masha abbiamo dedicato ampi articoli e foto-gallery, alle quali rimandiamo chi vuole festeggiare il suo 33esimo compleanno rivivendone il fascino unico di campionessa.

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Corentin Moutet: 21. Nato a Parigi nel 1991 ha un tennis da artista. Mancino, con il gusto della voleé e della smorzata, è classificato al n.75 dell’Atp Ranking. E’ anche n. 6 nella Race to Milan, il ranking che porta alle Next Gen Atp Finals di Milano (congelato in vista della ripresa dei tornei) nel precede di un posto il nostro Jannik Sinner.

Non ha ancora titoli nel palmares ma nel gennaio del 2020 ha raggiunto la finale al torneo di Doha, battendo lungo il percorso giocatori come il canadese Milos Raonic e lo svizzero Stan Wawrinka (in semifinale), prima di perdere 6-2 7-6 contro il russo Andrey Rublev. Ottimo pianista, suona e scrive testi da cantautore che ha pubblicato sul suo profilo Instagram.

Sue Barker: 64. Ex Giocatrice inglese, nata a Paignton (Devon) nel 1956, è oggi un apprezzata presentatrice e commentatrice televisiva della BBC. In carriera ha conquistato 15 titoli del circuito professionistico tra cui gli Open di Francia al Roland Garros nel 1976. E’ stata anche finalista a Wimbledon nel 1977, stagione in cui ha toccato il suo best ranking: n.3 del mondo.

Giulia Casoni: 42. Nata a Ferrara nel 1978 ha raggiunto il n.81 della classifica mondiale l’8 gennaio del 2001. Nel 2000 aveva realizzato le sue migliori prestazioni Slam, raggiungendo il terzo turno sia al Roland Garros che agli Us Open.

Marco Pedrini: 37. Bresciano, nato nel 1983, ha conquistato 5 titoli ITF in carriera ed è stato n. 294 della classifica Atp

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