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Eventi Internazionali

Dubai, Rybakina non si ferma: è in finale con Halep (alle 16 in tv)

Quarta finale del 2020 per Rybakina che salva un set point in ogni parziale e batte Martic in due tiebreak. Halep supera un'esausta Brady.

di | 22 febbraio 2020

Elena Rybakina non si ferma più. a Dubai, centra la quarta finale su quattro semifinali raggiunte nel 2020. Batte Petra Martic 7-6(5) 7-6(2), recuperando un break di svantaggio e salvando un set point in entrambi i parziali. Si conferma così la giocatrice con più partite vinte nel 2020. Per festeggiare il terzo titolo in carriera, dovrà superare Simona Halep che ha dominato Jennifer Brady.
 
Contro Martic, arrivata in semifinale senza perdere un set, Rybakina ha piazzato 32 vincenti a fronte di 23 gratuiti. Ha così raddoppiato la serie di vittorie contro top 20 in carriera. Ne aveva ottenute tre prima di questa settimana. A Dubai, al suo debutto nel torneo, ha battuto la campionessa dell'Australian Open Sofia Kenin al primo turno, poi ha superato Katerina Siniakova per la seconda settimana di fila, servito 11 ace nei quarti per completare il successo sulla numero 3 del mondo Karolina Pliskova, il suo primo contro una top 5. E ha allungato la serie contro Martic, numero 15 del mondo, che inseguiva la prima finale in un torneo Premier.

Numero 192 del mondo l'anno scorso di questi tempi, Rybakina nel 2020 non è arrivata in finale solo all'Australian Open. Entrata in top 20 questa settimana, ha centrato la sesta finale in carriera. Vincendo il titolo salirebbe ancora nel ranking, fino al numero 16.

Prima nella graduatoria degli ace nel 2020, ha sottolineato il valore del servizio nella sua vittoria su Martic, la 19ma nel 2020. "Mi ha aiutato moltissimo" ha ammesso, "io ho cercato di lottare sempre, su ogni punto. Il primo set non è stato facile, lei ha giocato molto bene. E non serve piatto come Pliskova, ha uno stile completamente diverso. Nel secondo mi sono trovata sotto 3-0, ma ho pensato: è più facile ribaltare questo set che vincere l'eventuale terzo".

Martic ha finito invece per incassare la settima sconfitta in undici semifinali WTA, ma resterà comunque tra le prime 15 del mondo la prossima settimana. 
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Rybakina ritroverà Simona Halep, che si è ritirata sotto 5-4 nel primo set nell'unico precedente confronto, negli ottavi a Wuhan l'anno scorso. La rumena, testa di serie numero 1, ha interrotto la serie di sei vittorie di fila di Jennifer Brady, che è rimasta in campo oltre nove ore, piegata 6-2 6-0. Halep ha vinto sei degli otto game combattuti e completato cinque break contro la statunitense, seconda qualificata in semifinale a Dubai dopo Rachel McQuillan nel 2001, che ha vinto appena il 46% di punti con la prima di servizio.

Halep, stabilmente tra le prime 10 nel ranking da 317 settimane, la decima striscia più lunga nella storia della WTA. Alla sesta partecipazione a Dubai, la rumena è l'unica delle tre ex campionesse del torneo ancora in tabellone. Testa di serie numero 1 come nell'anno del trionfo del 2015 in finale su Karolina Pliskova, ha salvato un match point negli ottavi contro Ons Jabeur e nei quarti ha sconfitto in tre set la numero 13 WTA Aryna Sabalenka nei quarti. Contro la bielorussa, ha festeggiato la vittoria numero 500 in carriera.

Contro una stanca Brady, le sono bastati 16 vincenti a 7 e 8 errori contro 14. Halep cercherà il titolo numero 20 in carriera. Dal 2013, quando ha vinto il primo, solo Serena Williams (27) e ha conquistati di più. Se dovesse riuscirci, sarebbe l'ottava a trionfare a Dubai da prima testa di serie. Oltre alla stessa Halep nel 2015, ci sono riuscite Hingis (2001), tre volte Henin (2003, 2004, 2007), Davenport (2005), Wozniacki (2011) e Svitolina (2018).
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