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Andreescu regina, Serena non rompe l'incantesimo

Al debutto nel torneo Bianca fa centro pieno e diventa la prima canadese a vincere uno Slam. La Williams perde la quarta finale Major dal rientro dopo la maternità, la seconda consecutiva a Flushing Meadows. Ed il record Slam (24) di Margaret Court è salvo, ancora una volta

di | 07 settembre 2019

Il tennis femminile consacra una nuova campionessa. E’ Bianca Andreescu, prima canadese di sempre a conquistare un trofeo Slam. Nella finale degli Us Open che si sono conclusi sul cemento di Flushing Meadows la 19enne di Mississauga, numero 15 Wta e 15esima testa di serie, ha battuto per 63 75, in un’ora e 39 minuti di partita, la statunitense Serena Williams, numero 8 del ranking e del seeding.

Grazie a questo successo, ottenuto alla sua prima partecipazione a New York ed alla prima finale in un Major, la Andreescu da lunedì andrà ad accomodarsi sulla quinta poltrona mondiale, naturalmente best ranking. Bianca è la quarta giocatrice nata dal 1996 in avanti a diventare campionessa Major: prima di lei ci erano riuscite infatti solo Jelena Ostapenko (Roland Garros 2017), Naomi Osaka (Us Open 2018) e Ashleigh Barty (Roland Garros 2019).

Ancora una finale amara, invece, per Serena che scenderà invece in nona posizione: alle soglie dei 38 anni la Williams è costretta a rimandare ancora l’appuntamento con il record Major di Margaret Court (24).


 L’atmosfera è quella che precede una possibile impresa. Nel box di casa Williams accanto a coach Patrick Mouratoglou, ci sono il marito Alexis Ohanian, Venus e mamma Oracene ma anche la direttrice di Vogue Anna Wintour e Meghan Markle, moglie del Principe Harry e duchessa del Sussex, arrivate in aereo da Londra poche ore prima della finale per sostenere la sua grande amica di Serena.

Nell’unico precedente, la sfida per il titolo a Toronto il mese scorso, la statunitense è stata costretta a ritirarsi per un problema alla schiena sul 3-1 del primo set per la canadese: stavolta sembra invece essere in grande spolvero. E’ la finale numero 33 in uno Slam per Serena, “prima volta” invece per Bianca. Ed è la sfida per un trofeo Major con la maggiore differenza d’età - 18 anni e 263 giorni - tra le due protagoniste nell’Era Open.

La cronaca. Serena ha iniziato il primo set con un ace ma ha anche commesso due doppi falli di fila che le sono costati il break già nel primo gioco. Bianca ha dimostrato di non soffrire di particolari timori reverenziali, ha messo in campo la varietà dei suoi colpi ed ha messo subito in evidenza una certa macchinosità negli spostamenti di Serena (2-0).

L’americana è stata già brava nel settimo game ad evitare il doppio break, annullando alla sua giovane avversaria ben cinque opportunità (due delle quali con altrettanti ace) e restando agganciata nel punteggio. Nel gioco successivo è stata la Andreescu a cancellare con un ace la prima palla-break concessa nel match (5-3). Nel nono game Serena ha ceduto di nuovo il servizio e Bianca ha archiviato il primo set (6-3).

La Williams si è demoralizzata ed ha ceduto nuovamente la battuta anche nel secondo game della seconda frazione, addirittura a zero. Nel terzo gioco, alla quarta opportunità e con l’aiuto del net, Serena ha tolto per la prima volta il servizio alla Andreescu, accorciando le distanze. La statunitense ha avuto anche la palla per riagguantare la sua avversaria ma invece è stata Bianca, con un altro break ad allungare di nuovo (3-1).

Serena, in serata no al servizio, ha accusato il colpo e non ha opposto più alcuna resistenza e la 19enne canadese è arrivata al match-point già nel settimo gioco (sul 5-1): la Williams con un sussulto d’orgoglio ne ha salvati due e poi con un parziale di 14 punti a 3 l’ha riagganciata sul 5 pari facendo letteralmente esplodere l’Arthur Ashe Stadium. Nel dodicesimo game, però, la Andreescu è tornata ad avere altri due match-point: il primo lo ha annullato Serena con un ace ma sul secondo la risposta di diritto di Bianca non ha perdonato (7-5).

Stavolta non ci sono state polemiche e la Williams ha accettato il verdetto del campo con grande classe e signorilità. Alla premiazione un’autentica ovazione dell’Arthur Ashe ha accolto Serena, in finale a vent’anni di distanza dalla prima volta: “Questo affetto significa tantissimo per me. Sotto 5-1 volevo cercare di stare in campo il più a lungo possibile ed il pubblico mi ha spinto a provarci fino in fondo”. Poi i complimenti alla sua avversaria: “Bianca ha giocato davvero un tennis fantastico, avrei voluto giocare io come lei. Sono molto orgogliosa di essere ancora qui a competere. Il mio team è stato fantastico nel sostenermi negli ultimi ‘bassi’, troppi: speriamo che ci sia presto un ‘alto’”.

Ancora una volta, la quarta dal rientro dopo la maternità, Serena ha perso una finale Slam senza aver conquistato neppure un set. Aveva conquistato il suo 23esimo Slam agli Australian Open del 2017, quando era già in dolce attesa della piccola Olympia: dal suo rientro nel tour (a tempo di record), quasi un anno e mezzo fa, non ha ancora vinto un torneo. E quel record (discutibile) della Court, 24 Slam, si è trasformato in un vero e proprio incubo. Riuscirà a spezzare l'incantesimo?
Ho lavorato davvero duramente per vivere momenti come questo

Intanto Andreescu è protagonista assoluta. Un anno fa era appena numero 208 del ranking mondiale e a Flushing Meadows perdeva al primo turno delle qualificazioni contro Olga Danilovic: dodici mesi dopo stringe tra le mani l suo primo trofeo Slam. “Ho lavorato duramente per vivere questo momento” - ha detto la Andreescu -. “Questa stagione è stata un sogno, così come questa finale contro Serena, una vera fonte d’ispirazione. Ho avvertito la tensione anche se ho cercato di nasconderlo. Nel secondo set ho dovuto combattere anche contro il pubblico” - dice sorridendo - “mi aspettavo che lei rientrasse. Soprattutto l’ultimo game è stato davvero complicato. Sono felice di essere riuscita a gestire tutto quanto”.

Terzo titolo stagionale, e in carriera, dopo l'exploit di Indian Wells (Premier Mandatory) a marzo ed il bis a Toronto (Premier 5) il mese scorso. Una scalata inarrestabile quella della canadese di origini rumene, esempio di determinazione e solidità mentale: “E’ stato un anno complicato, ho avuto tanti infortuni ma ho continuato a credere in me stessa e ad allenarmi. Ed i risultati sono arrivati. Non potrò mai ringraziare abbastanza i miei genitori per quanto hanno fatto per me: è stato un viaggio davvero lungo. Non vedo l’ora di andare avanti”.

Per lei anche un assegno da favola: 3 milioni ed 850mila dollari, molto più di quanto guadagnato fin qui in carriera. Bianca è diventata la prima teenager campionessa Slam dopo Sharapova (US Open 2006), e con i suoi 19 anni e due mesi la più giovane dopo Kuznetsova (US Open 2004). E non ha ancora mai perso un match contro una top ten… (è 8-0 con le prime della classe). Scusate se è poco.

Commenti

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stefano fedrigo
07 settembre 2019

Si vede che gioca bene, potenza, profondità e cambio di ritmo....una piccola Nadal in erba.