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Challenger

Filippo Romano brilla sull'erba e "vede" la Top 300

Il ventenne spezzino è virtualmente tra i primi 300 del mondo grazie alla semifinale al Challenger di Ilkley. Era fuori dai primi 700 a marzo del 2025

13 giugno 2026

Filippo Romano in azione (foto Runggaldier)

Filippo Romano in azione (foto Runggaldier)

Filippo Romano si sta facendo valere sull'erba di Ilkley. Nel Challenger britannico è ancora in corsa in semifinale: nella sua seconda partita di oggi, impegno extra dovuto al maltempo dei giorni scorsi, è stato eliminato da Jacob Fearnley.

Il suo buon rendimento sull'erba non stupisce se si considera il suo stile di gioco. Il servizio è il suo punto di forza, insieme alla capacità di attaccare, grazie a fondamentali potenti e a un ottimo senso della posizione sotto rete.

In singolare Romano, fuori dai primi 700 del mondo a marzo del 2025, potrebbe entrare per la prima volta tra i primi 300 da lunedì. Quest'anno ha iniziato il suo percorso con due semifinali, al torneo ITF M15 di Bagnoles de l’Orne (Francia) a gennaio, poi al Challenger 50 di Cesenatico. A marzo il ventenne spezzino ha giocato la sua prima finale Challenger, a Cherbourg, dove è entrato in tabellone superando le qualificazioni.

Il ligure è un buonissimo doppista. Numero 170 del mondo in doppio, il suo best ranking, in questa specialità ha vinto 22 titoli, di cui 19 nel circuito ITF e tre Challenger con tre partner diversi: nel 2025 a Todi con Jacopo Vasamì e a Biella con Gianluca Cadenasso, nel 2026 a Cervia, con Francesco Forti, con il quale ha vinto le pre-qualificazioni debuttando in main draw agli Internazionali BNL d'Italia.

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La notevole ascesa del giovane ligure è da ricondurre anche all’avvio della collaborazione con l'ex coach di Lorenzo Sonego, Gipo Arbino.

“È il primo coach di alto livello con cui lavoro - ha raccontato Romano a SuperTennis a marzo - e per me è una figura fondamentale. Senza i sacrifici dei miei genitori, non potrei essere qui: puoi essere anche fortissimo, ma se non puoi permetterti staff, allenamenti e viaggi è difficile che tu possa fare bene. La mia famiglia ha inciso nel 99% del mio percorso”.

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