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Alla “CAME Cup–Città di Cervia” Caniato e Dalla Valle sconfitti nei due derby tricolore dei quarti. Eliminato anche Martin Manzano
21 maggio 2026
Sono due i giocatori italiani nelle semifinali della “CAME Cup – Città di Cervia”, Challenger Atp 50 (montepremi € 56.700) avviato alle fasi decisive sui campi in terra battuta del Circolo Polisportiva 2000 Tennis (sabato alle 17 la finale, trasmessa in diretta tv su SuperTennis). Nei quarti i due derby tricolore hanno sorriso ad Andrea Guerrieri e Tommaso Compagnucci (a spese di Carlo Alberto Caniato ed Enrico Dalla Valle), mentre è terminata l’avventura in riva all’Adriatico di Juan Cruz Martin Manzano.
Prosegue dunque la splendida primavera di Guerrieri, che dopo essersi aggiudicato in aprile il suo primo titolo Challenger al Garden Roma e aver conquistato domenica il torneo ITF M25 di Reggio Emilia ha raggiunto il penultimo atto a Cervia dove si presenta come primo favorito in virtù della 252ª posizione nel ranking mondiale. Il 27enne mancino di Correggio si è portato subito avanti 2-0, ma è stato riagganciato sul 2-2 dal 20enne ferrarese, che fa base all’Accademia del Villa Carpena Forlì, il quale nell’ottavo game ha mancato quattro chance di break per salire 5-3. L’equilibrio è proseguito fino al tie-break, in cui il tennista emiliano è volato sul 4 a 0, ha controllato il tentativo di recupero del rivale per chiudere sul 7 punti a 3.
L’allievo di Alberto Casadei e Omar Urbinati ha reagito alzando l’intensità in avvio di seconda frazione (2-0), con immediata replica dell’emiliano, che ha ceduto di nuovo il servizio nel quinto gioco. Però Caniato sul 3-2 in suo favore ha chiesto medical time-out per il riacutizzarsi di un problema congenito alla caviglia destra (un ossicino che quando va in compressione si sposta infiammandosi), è salito 4-2 ma a quel punto il dolore lo ha visibilmente condizionato in termini di mobilità.
Guerrieri, seguito come coach da Riccardo Maiga e Giampaolo Coppo, lo ha ripreso sul 4-4 e si è procurato un match-point sul 5-4, annullato con orgoglio da Caniato, costretto però al dodicesimo game ad alzare bandiera bianca dopo due ore e 5 minuti di gioco.
“Mi dispiace che Carlo non sia stato al meglio fisicamente però sono davvero contento di proseguire il mio percorso in questo torneo e di come mi sto esprimendo. Stiamo aggiungendo sempre nuovi tasselli e sono davvero soddisfatto del lavoro che stiamo portando avanti”, il commento del reggiano, opposto nel penultimo atto spagnolo Max Alcala Gurri (n.350), emerso in tre set dal confronto con Juan Cruz Martin Manzano (n.512 Atp, wild card), coriaceo quando era sotto un set (6-0) e un break a tenere duro e portare la partita al terzo, dove però il 21enne italo-argentino si è dovuto inchinare al 23enne di Barcellona.
Non finisce di stupire Tommaso Compagnucci, capace di meritarsi un posto tra i migliori quattro del torneo partendo dalle qualificazioni. Il 26enne di Macerata (n.398 Atp), 24 ore dopo aver eliminato l’argentino Guido Ivan Justo (n.249), secondo favorito del seeding, ha superato la fatidica prova del nove eliminando anche Enrico Dalla Valle, vero e proprio beniamino del pubblico, a sua volta mercoledì in grado di prevalere sul talento emergente Jacopo Vasamì in un match durato oltre tre ore.
L’inizio è stato favorevole al marchigiano, issatosi sul 5-2, ma poi il 28enne di Ravenna (attualmente n.488 della classifica mondiale ma con un best ranking da n,242 nel giugno del 2024), pure lui proveniente dalle qualificazioni, sostenuto da tanti appassionati locali, ha reagito e facendo leva sulla pesantezza del suo diritto per comandare gli scambi è riuscito ad annullare 5 set-point nel nono gioco, prima di piazzare il contro-break (4-5) e operare l’aggancio.
Si è dunque reso necessario il tie-break, nel quale il romagnolo che si allena alla Galimberti Tennis Academy di Cattolica è stato inizialmente avanti (2 a 0 e 3 a 2 e servizio), ma poi è stato Compagnucci, rapidissimo di gambe e assai lucido, con un paio di soluzioni da applausi a rivoltare la situazione e ad incamerare la frazione per 7 punti a 5 alla seconda opportunità. Sullo slancio il marchigiano nel terzo game del secondo parziale ha tolto la battuta a Dalla Valle (fatale un doppio fallo) e non si è più voltato indietro, gestendo con autorità tutti i suoi successivi turni di servizio, così da chiudere 6-4 dopo due ore e 13 minuti.
“Ho giocato un match di notevole solidità, con pochissimi errori, e riuscendo a mantenere la concentrazione su ogni punto – il commento di Tommaso – Ho iniziato il mio percorso nelle qualificazioni e devo riconoscere che in campo mi trovo ogni giorno meglio. Inoltre devo confessare che ci tenevo davvero a fare bene qui a Cervia perché lo scorso anno nel torneo ITF avevo perso una partita incredibile, sbagliando un diritto a campo vuoto sul set-point. Stavolta invece l’impatto è stato un po’ diverso. Sto vivendo la mia miglior stagione, grazie anche ad una brillante condizione fisica, e spero di poter proseguire in questa crescita”.
Compagnucci venerdì si gioca un posto in finale con il belga Buvaysar Gadamauri (n.280), sesta testa di serie, che con un periodico 6-4 ha interrotto la corsa del bulgaro Petr Nesterov, ripescato in tabellone come lucky loser.
Un po’ d’Italia c’è anche nelle semifinali del doppio, grazie alla coppia formata da Francesco Forti e Filippo Romano, che hanno estromesso l’olandese Thijmen Loof e il ceco David Poljak, numeri uno del tabellone: prossimi avversari il belga Buvaysar Gadamauri e l’australiano Li Tu (accompagnato in Romagna come coach da Pat Cash).