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Challenger

Cinà entra nel club: da Sinner in giù, il primo Challenger dei nostri

Federico Cinà ha raggiunto Sinner, Musetti e Nardi fra gli azzurri capaci di conquistare il primo titolo Challenger prima dei 19 anni. Ma non sempre è necessario vincere presto per diventare grandi giocatori. C’è chi dei nostri top-100 non ci è riuscito prima dei 21, chi dei 22: ecco le prime volte di tutti

04 marzo 2026

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Jannik Sinner nel 2019 dopo il successo nel Challenger di Bergamo (foto Antonio Milesi)

Col successo di domenica nel Challenger indiano di Pune, il suo primo in carriera, Federico Cinà è entrato nel ristretto club di tennisti azzurri capaci di vincere per la prima volta a livello ATP Challenger a 18 anni o meno. Un traguardo di buon auspicio, visto che fra i migliori giocatori italiani di oggi solamente in tre sono riusciti a fare altrettanto, fra i quali i nostri due top-5 Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

L’altoatesino è stato l’unico capace di imporsi ancora minorenne, quando nel febbraio del 2019 sbancò a sorpresa un appuntamento storico come quello di Bergamo, dall’albo d’oro ricchissimo di future stelle. In quell’edizione, l’attenzione del pubblico del vecchio Palazzetto dello Sport cittadino era soprattutto per Musetti, che arrivò in Lombardia a poche settimane dal successo all’Australian Open juniores, ma dal nulla (o quasi) spuntò un diciassettenne dai capelli rossi, allievo di Riccardo Piatti, numero 546 della classifica e in gara con una wild card.

Per rendere l’idea dell’assenza di attenzione nei suoi confronti, il suo match d’esordio venne addirittura programmato sul campo secondario del torneo, in provincia (precisamente ad Alzano Lombardo), davanti a pochi spettatori. Ma Sinner lo vinse, si prese il Centrale e il resto è storia, con una cavalcata – fatta di altri cinque successi – chiusa dal 6-3 6-1 imposto in finale all’esperto Roberto Marcora. Il lombardo nutriva buone speranze di vincere il suo primo Challenger, invece dovette arrendersi alle accelerazioni fulminee di quel ragazzino silenzioso e dai modi gentili, poi capace di chiudere l’anno fra i primi 100 del ranking e quindi di diventare in seguito il miglior tennista azzurro di tutti i tempi.

Lorenzo Musetti nel 2020 a Forlì (foto Marta Magni)

Lorenzo Musetti nel 2020 a Forlì (foto Marta Magni)

Lorenzo Musetti, invece, il suo primo Challenger l’ha vinto nell’estate del 2020 a Forlì, sulla terra battuta del Villa Carpena. Le aspettative sul toscano erano già alte, in virtù dei fantastici risultati ottenuti da juniores e degli ottavi della settimana precedente agli Internazionali BNL d’Italia, dove partì dalle qualificazioni e vinse cinque partite, battendo Wawrinka e Nishikori. Uno stato di forma confermato in Romagna, in un tabellone ricco di top-100. Lorenzo ne superò quattro in cinque partite, chiudendo la sua settimana d’oro grazi ai due tie-break vinti nella finale contro il brasiliano Thiago Monteiro.

La stessa città di Forlì e lo stesso Tennis Villa Carpena, seppur in condizioni di gioco completamente differenti (indoor sul veloce), ha regalato il primo titolo Challenger anche al terzo azzurro a segno prima di compiere 19 anni, ossia Luca Nardi. Il tennista di Pesaro si impose nel 2022, nella prima settimana dell’anno, da numero 364 ATP, lasciando quattro game in finale all’indiano Sasikumar (6-3 6-1). Una vittoria pesante: al tempo, solamente altri due coetanei di Luca erano riusciti già a vincere a livello Challenger. I nomi? Carlos Alcaraz e Holger Rune.

Flavio Cobolli, il nostro giocatore più chiacchierato del periodo grazie al successo nel 500 di Acapulco e all’ingresso fra i primi 15 del mondo, deve invece al suo primo titolo a livello Challenger l’ingresso nei primi 150, datato marzo 2022. Per il romano, la finale buona è stata la terza: dopo le due sconfitte dell’anno precedente, vinse il primo titolo Challenger in Croazia, sulla terra di Zara, dominando la finale contro il polacco Michalski, sconfitto per 6-4 6-2.

A 19 anni anche il primo titolo Challenger di Luciano Darderi, che con Cobolli ha condiviso una settimana – la scorsa – carica di emozioni. Anche l’italo-argentino dovette aspettare la terza finale per conquistare il primo titolo, vinto nell’agosto del 2023 sulla terra battuta di Todi. Nel giorno del compleanno di mamma, la spuntò in tre set sul francese Clement Tabur (6-4 6-7 6-1), riscattando in Umbria un periodo così così che gli era costato la possibilità di partecipare alle qualificazioni dello Us Open. Due anni e mezzo dopo è numero 21 della classifica, con concrete possibilità di migliorarsi ancora.

Luciano Darderi nel 2023 a Todi (foto Yuri Serafini)

Luciano Darderi nel 2023 a Todi (foto Yuri Serafini)

Fra i nostri top-100 di oggi, nessuno è riuscito a vincere il primo titolo a 20 anni, ma in tre ce l’hanno fatta a 21. Il nome più rumoroso è quello di Matteo Berrettini, campione nel 2017 al Ct Maggioni di San Benedetto del Tronto. Anche il romano dovette aspettare la terza finale, ma di dubbi sulle sue qualità ce n’erano gran pochi e in seguito sarebbero arrivate tante conferme. Nelle Marche il primo squillo concreto, col 6-3 6-4 in finale contro il serbo Laslo Djere, poi affrontato (e di nuovo battuto) anche in una semifinale ATP, un paio d’anni più tardi a Budapest.

Come Berrettini, hanno vinto il primo Challenger a 21 anni anche Matteo Arnaldi e Mattia Bellucci, le cui storie sono in qualche modo collegate. In primis perché entrambi hanno fatto centro subito, alla prima finale e nello stesso anno, il 2022. E poi perché nel successo del secondo, campione per la prima volta sul cemento francese di Saint-Tropez, c’era anche il primo, battuto in finale da Bellucci con un doppio 6-3. Fra i nostri, il lombardo è stato anche l’unico capace di vincere il secondo titolo a livello Challenger la settimana successiva al primo: dalla Costa Azzurra volò a Vilnius e si impose anche in Lituania, sul veloce indoor.

La prima vittoria di Arnaldi è arrivata invece sulla terra, a Francavilla al Mare. Da numero 280 ATP, reduce dalla prima esperienza nel circuito maggiore agli Internazionali BNL d’Italia, il sanremese sbancò il torneo abruzzese superando in tre set in finale l’altro azzurro Francesco Maestrelli.

A completare l’elenco dei top-100 azzurri, Lorenzo Sonego, che nel 2022 riscattò una stagione sino a quel momento un po’ in chiaroscuro, battendo con un doppio 6-4 il tedesco Tim Puetz nella finale del Challenger di Ortisei, sul veloce indoor in Alto Adige. Il torinese aveva già compiuto 22 anni, eppure ha avuto comunque tutto il tempo per costruirsi una carriera di grande successo. Nel tennis, si sa, ognuno ha i suoi tempi. È anche questo il bello.

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