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Dal giugno del 2022 fino al 2026, Cahill ha accompagnato Sinner nel periodo decisivo della sua crescita, diventando parte di un team che ha scritto la storia con innumerevoli successi e record
Samuele Diodato | 06 novembre 2026
Jannik Sinner ha riassunto brevemente la carrellata di successi con Darren Cahill al suo fianco, nel video di ringraziamenti che annuncia l’addio al team del coach australiano. Ma lo stesso Jannik ha anche fatto capire che una storia del genere, la loro storia, non si può riassumere solo attraverso i trofei.
Lo ha chiamato “amico”, Sinner, perché il loro legame negli anni è diventato sempre più forte, quasi indissolubile. Una storia cominciata senza grossi proclami, ma con l’avvistamento di Cahill, nel giugno del 2022, al fianco di Simone Vagnozzi (che era diventato coach dell’azzurro pochi mesi prima) a seguire gli allenamenti del tennista classe 2001 - che allora era numero 13 della classifica ATP - sull’erba di Eastbourne.
A destra Simone Vagnozzi, coach di Jannik Sinner. A sinistra Darren Cahill, nello staff dell'azzurro da Wimbledon 2022 (Getty Images)
Fino a quel momento, Sinner non aveva mai vinto un match sull’erba nei tabelloni principali del circuito maggiore. Anche ad Eastbourne, il cammino insieme di Sinner, Cahill e Vagnozzi, iniziò con una sconfitta all’esordio, ma pochi giorni dopo arrivò anche quella che per molti è stata la prima svolta della carriera del futuro n. 1: una serie di quattro vittorie per arrivare a giocarsi il quarto di finale contro Novak Djokovic, che per batterlo dovette peraltro rimontare uno svantaggio di 0-2 nel computo dei set.
“È un buonissimo comunicatore, ha grandissima esperienza. Ci ha dato una grande mano a preparare le partite sull’erba”, disse Vagnozzi di Cahill dopo la vittoria al secondo turno, al microfono di SuperTennis. Agli ottavi, quell’anno, una dimostrazione di forza arrivò grazie alla vittoria in quattro set contro Carlos Alcaraz, proprio nei mesi in cui la loro rivalità iniziava ad assumere i contorni di ciò che è oggi.
“Quando sarà completamente formato – disse Cahill in quei giorni - Sinner non avrà problemi con i più forti del mondo”. E poche settimane dopo, in effetti, in finale contro il rivale spagnolo vincerà il suo primo titolo con il nuovo team, sulla terra di Umago. In quella stessa estate, si fermerà ad un punto dalla clamorosa vittoria ai quarti di finale dello US Open, sconfitta dura da digerire, ma ulteriore linfa per il futuro della squadra.
Una storia costellata di successi che ha vissuto nel 2023 il suo momento di svolta, con quattro titoli conquistati. Da Montpellier (febbraio), passando per il rientro in Top 10 dopo la finale persa al Masters 1000 di Miami, sino ad arrivare ad un memorabile finale di stagione con il primo “1000” vinto a Toronto e i titoli nei “500” di Pechino e Vienna.
Un filotto che valse a Cahill e a Vagnozzi il premio di Coach of The Year 2023 secondo l’ATP. “Grazie per avermi accolto a braccia aperte in questo team italiano”, commentò l’australiano, pronunciando anche parole profetiche, pochi giorni dopo al Corriere della Sera: “Può vincere uno Slam già in Australia. È un ragazzo con i piedi per terra, che tratta tutti allo stesso modo”.
Un ragazzo che all’appuntamento con la storia si fa trovare pronto, il 28 gennaio del 2024, riportando il tennis italiano a vincere uno Slam 47 anni e 7 mesi dopo il Roland Garros di Adriano Panatta. “La tattica e gli aspetti tecnici spettano a Simone, il miglior coach con cui abbia mai lavorato – disse Cahill proprio a Melbourne tra la semifinale e la finale -. Io mi occupo della gestione complessiva, e questo team è davvero speciale, li amo tutti alla follia. Il nostro compito è continuare a spingere Jannik”.
Accompagnarlo, si potrebbe dire. E gioire insieme a lui di tutto quello che poi sarebbe arrivato. Con un 2024 da sogno: otto titoli di cui due Slam (il secondo allo US Open) e a giugno l’ascesa al numero 1 del ranking ATP, un trono mantenuto fino alla fine della stagione, e legittimato dal trionfo alle Nitto ATP Finals davanti al pubblico di Torino (replicato nel 2025).
Jannik Sinner con Darren Cahill (Foto FITP)
A fine 2026, Cahill (oggi sessantunenne) lascia una squadra che ha già scritto la storia del tennis. Gli Slam sono diventati cinque grazie all’Australian Open del 2025 e alla doppietta a Wimbledon (2025-2026) e le settimane al numero 1 sono diventate 95, al decimo posto all-time.
“Questa stagione non è finita come volevamo”, ha spiegato Sinner nel video. Eppure, Sinner è riuscito ancora a scrivere altri record, in particolare diventando il primo tennista di sempre a vincere sei Masters 1000 di fila, serie culminata col trionfo agli Internazionali BNL d’Italia (50 anni dopo Adriano Panatta) e poi col già citato bis a Wimbledon. La cui finale resterà l’ultima partita con Cahill all’angolo di Sinner. Una conclusione degna, quasi poetica, di un cammino indimenticabile.