Chiudi
Il baluardo dell’Ucraina, prossimo ostacolo dell’Italia verso la finale della BJK Cup, sarà la tre volte vincitrice degli Internazionali BNL d'Italia. Se non ci saranno sorprese, affronterà Paolini nella sfida tra le numero 1. La storia dei loro confronti e il ko di Elina contro Minnen devono essere illuminanti
Vincenzo Martucci | 25 settembre 2026
Quel che sappiamo bene di Elina Svitolina, il babau dell’Ucraina che le azzurre di Tathiana Garbin si trovano di fronte oggi verso la finale di Billie Jean Jing Cup, è che non si batte da sola. L’abbiamo visto coi nostri occhi a Roma, quand’ha vinto gli Internazionali d’Italia nel 2017 e nel 2018, da ragazza 23enne, e s’è ripetuta a maggio - 20° urrà sul Tour - , da mamma e moglie 32enne.
In un emblematico slalom parallelo nella classifica mondiale, salendo al numero 3 del monde e poi ripresentandosi fra le top 10 (al 7). Riproponendo un gioco mai esaltante, ma sempre utilitaristico, intelligente e sorprendente che fotografa la sua personalità e la sua vita.
DUE VITE DIVERSE
Elina, che già a 5 anni imbracciava la racchetta sognando di diventare Andre Agassi, a 14 ha debuttato nel professionismo e a 15 s’è imposta al Roland Garros under 18. Nel 2017, ha stabilito il record di 3 Premier 5 vinti, Dubai, Roma e Toronto, firmando quell’anno 53 partite, seconda soltanto a Caroline Wozniacki (60).
Nel 2018 ha conquistato le WTA Finals. Nel 2019 è diventa la prima ucraina a raggiungere una semifinale Slam, prima a Wimbledon e poi agli US Open. Nel 2021, ha sposato il collega francese Gael Monfils, nel 2022 ha abbandonato il Tour, nell’aprile 2023 è rientrata in gioco, e subito è tornata a vincere, imponendosi al torneo di Strasburgo e raggiungendo i quarti al Roland Garros e la semifinale a Wimbledon.
Ma, cosa ancor più curiosa, è migliorata come persona e come giocatrice, finalmente libera dalle pressioni di essere la bandiera della sua Ucraina, grazie ai tempi liberi col marito e la piccola Skai che viaggiano con lei. Fino a questo 2026, ancor più particolare, perché in parallelo, il vulcanico Gael ha annunciato che questa sarà la sua ultima stagione.

Il terzo sigillo di Elina, 8 anni dopo - Le immagini
Se sul campo Elina cerca sempre la soluzione contro le sempre più giovani avversarie del Tour, alternando difesa ed attacco, e sciorinando tutto il repertorio di tagli ed effetti, sorretta da una condizione fisica sempre ottimale, fuori, nella vita privata, la Svitolina è interessata al business e all’economia e studia anche nutrizione. Tra i suoi hobby ci sono cucina, lettura ed escursionismo.
Nel 2019 ha istituito la Elina Svitolina Foundation, inizialmente concentrata soprattutto sul sostegno ai giovani talenti e allo sviluppo del tennis ucraino ma che, dopo l'invasione russa dell’Ucraina, ha ampliato il suo raggio d’azione. Dedicandosi intensamente alla raccolta fondi e alle iniziative umanitarie e diventando anche ambasciatrice di United24 e di Bring Kids Back UA.
Quest'anno, dopo Roma, Elina non ha più giocato finali. Ma salvo lo scivolone d’acchito a Wimbledon contro Snigur, ha avuto un rendimento costante. Ma nel primo match del confronto di Shenzhen, è scivolata contro la picchiatrice belga Green Minnen, targata appena 217 del mondo, cedendo alla distanza dopo aver vinto un troppo combattuto primo set al tie-break.
Questo match può chiarire molto le idee a Jasmine Paolini che, salvo sorprese dell'ultim'ora, giocherà il delicatissimo confronto con Svitolina, con la quale è sotto 2-1 nei testa a testa, tutti dell’anno scorso. L'azzurra ha perso, sempre dopo aver vinto il primo set, agli Australian Open e poi al Roland Garros, fallendo tre match point e subendo addirittura un 6-0 finale. Mentre l’unico successo, nell’ultimo confronto, s’è verificato proprio a Shenzhen, sempre in semifinale in Billie Jean King Cup, rimontando stavolta lei il 6-3 iniziale.
Queste esperienze raccontano soprattutto della straordinaria capacità della numero 1 ucraina, ancor più responsabilizzata dall’assenza di Marta Kostyuk, di leggere i match e reagire alla perfezione. L’unica, come ha fatto Minnen, che non aveva nulla da perdere, è esaltarsi nella transizione difesa-attacco.
Che poi è stata la chiave dell’esplosione di Jasmine con coach Renzo Furlan. Perché Svitolina non si batte da sola, la devi sorprendere fuori posizione, tirare decisa e profondo, e soprattutto non fare due volte la stessa scelta, perché la terza potrebbe diventare un boomerang. Varietà, coraggio e attacco. Dai, Jasmine!