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Campioni internazionali

Favola Monfils: 40 anni da film e un finale Happy End a sorpresa

Il francese ha festeggiato nel migliore dei modi il suo compleanno: battendo in quattro set Vallejo sul Louis Armstrong Stadium. Emozionato Gael per l'"happy birthday to you" cantato dal pubblico

| 02 settembre 2026

La gioia di Gael Monfils (foto Getty Images)

La gioia di Gael Monfils (foto Getty Images)

Gael, Père Noël. Perdonate, ma la rima era troppo invitante (e comunque calzante) per Monsieur Monfils. Gael, per l’appunto: quando c’è lui in giro l’aria diventa elettrica, è sempre festa e gli imperscrutabili Dei del tennis pare abbiano previsto per lui un finale di carriera da Happy End.

Una sceneggiatura perfetta per uno showman quale il francese, che appenderà la racchetta al chiodo a fine anno (e magari, contemporaneamente, si travestirà da Babbo Natale per la piccola Skai). Ma qual è il copione? Non spoileriamolo del tutto: per intanto, compleanno a New York celebrato con vittoria sul campo. Con un 6-0 finale e l’abbraccio con bacio di Elina Svitolina, moglie/mamma/collega per omaggiare i suoi 40 anni, tondi e simbolici. Si poteva immaginare qualcosa di più fico? Passateci l’espressione, perché Monfils è davvero un tipo fico. Un personaggio vero. Stravagante, in campo e fuori. Esplosivo, esuberante come il suo tennis straripante e imprevedibile, e adesso anche un po’ recordman: con la vittoria sul paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo è diventato il terzo quarantenne, negli ultimi 50 anni, a vincere un match nello Slam della Grande Mela, diventando anche il francese con più vittorie (34) a Flushing Meadows.

Se diciamo Monfils le immagini passano in rassegna una dietro l’altra: gli smash a 360°, con balzi da basket: Monfils, alto ‘solo’ 193 cm, è famoso per saltare ad altezze Nba per smashare in sospensione, anche con giravolte su sè stesso. E poi i colpi base: chi ricorda di averlo visto fintare un colpo a destra per poi impattare la palla guardando a sinistra manco calciasse un rigore? Non bastasse, il repertorio continua con i tuffi (e non ha mai giocato da portiere). Tutto ciò grazie a madre natura e a una velocità di braccio impressionante: i video delle sue accelerazioni quasi da fermo, con la pallina frustata sono momenti unici.

Ecco, sarà per questo che i famosi Dei di cui sopra hanno deciso di regalargli la seconda chance, e il destino ha voluto che incrociasse Elina Svitolina, l’ucraina da cuore duro e puro che si è sciolta solo per lui e lo ha letteralmente salvato, per ammissione stessa di Gael. “Elina mi ha cambiato la vita, ha trovato le parole giuste e mi ha rimesso il cuore a posto”. Meno male, perché Gael si era intristito e aveva iniziato a fare pensieri strani. Ma l’amore ha battuto la depressione. “Mia moglie mi ha letteralmente salvato. È stata lei ad accendere quel fuoco che in me si stava spegnendo. Era una fiammella, ma lei è riuscita a tenerla viva”.

Gael Monfils, regalo per i 40 anni

Gael Monfils, regalo per i 40 anni

Già, la vita non è sempre rosa e fiori, vero? Puoi anche essere l’erede di Yannick Noah (cosa divisa con il buon Jo-Wilfried Tsonga) che la Francia sperava, ma la routine quotidiana può ucciderti, risucchiarti l’anima pian piano. Monfils ha vissuto questa realtà. “Non riuscivo a tornare al mio livello e per me era profondamente frustrante”. Ancora una volta Elina, e solo lei poteva, ha toccato le corde giuste. “Elina mi ha detto: Guarda, torno dopo aver partorito… così puoi farlo anche tu. E così mi ha motivato…".

Grazie Svitolina, dunque. Le siamo tutti profondamente grati. Perché il tennis anomalo di Monfils avrebbe dovuto appartenere alle categorie protette, farne un monumento. New York potrà dedicargli un altro applauso nella prossima sfida prevista, contro Leaner Tien, e tutti faranno finta di non sapere che ha esattamente la metà degli anni di Gael. Comunque vada, l’Happy End è previsto tra qualche mese, e dove se non a Parigi? Non al Roland Garros, ma al Masters 1000 di chiusura. La cornice ideale. Ed ecco l’ultima idea, la grande provocazione: il sorteggio, per magia, associa Monfils all’avversario che non è mai riuscito a battere in carriera: venti sconfitte su venti partite: Novak Djokovic e il francese finalmente lo batte e, tra la standing ovation, lancia la racchetta al pubblico e se ne va piangendo di felicità? Non è un finale da Fairy Tale? Non sarebbe un film fantastico?

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