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Campioni internazionali

Fondazioni e impegno sociale: il tennis come responsabilità

Sono sempre di più le fondazioni benefiche create e sostenute da alcuni dei più celebri giocatori di tennis: i Big Three, Jannik Sinner, Carlos Alcaraz, Alexander Zverev più tanti campioni del passato. L’obiettivo comune? Aiutare, attraverso lo sport, i ragazzini meno fortunati. Ma c’è anche chi pensa agli animali

25 febbraio 2026

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Il tennis non è per sempre, nemmeno per le sue star. Seppur una vita frenetica, fatta di hotel e viaggi, vittorie e sconfitte, alti e bassi, gioie e delusioni, lasci spesso poco spazio per altro, i giocatori l’hanno capito e molti dei big si sono impegnati o si stanno impegnando, già durante il periodo di attività, per lasciare qualcosa di tangibile per il futuro. Qualcosa che vada oltre ai trofei, guardando anche a chi ha più bisogno. Perché essere atleti di vertice non significa soltanto fama e competizione, ma anche responsabilità.

Uno dei casi più particolari è quello del tedesco Zverev, che nel 2022 – con l’aiuto del fratello Mischa e di mamma e papà – ha fondato la sua Alexander Zverev Foundation, con due obiettivi principali. Il primo è quello di utilizzare il suo esempio personale per lanciare un messaggio di speranza a tutti i ragazzini affetti – come lui – dal diabete di tipo 1, per dimostrare a giovani (e genitori) che anche chi soffre di una simile patologia può comunque ambire a costruirsi una carriera da sportivo di altissimo livello. “Non ho lasciato – ha detto – che la malattia mi condizionasse la vita. La mia condizione non mi definisce”.

Il secondo obiettivo, invece, è un aiuto concreto e diretto in termini di assistenza medica, con l’obiettivo di fornire cure e prospettive di crescita. Dalla sua istituzione, la fondazione ha raggiunto oltre 1.150 tra bambini e ragazzi, e – grazie a partner, aziende e donatori privati – ha raccolto oltre un milione di euro di fondi, destinati a progetti che promuovono lo sviluppo personale, le competenze sportive e uno stile di vita sano e attivo per i giovani colpiti dalla malattia.

Robert Laner, Maria Hauser, Palina Rojinski e Alexander Zverev in occasione del primo torneo WorldChanger Tennis a sostegno della Alexander Zverev Foundation nel 2023 (Getty Images)

Robert Laner, Maria Hauser, Palina Rojinski e Alexander Zverev in occasione del primo torneo WorldChanger Tennis a sostegno della Alexander Zverev Foundation nel 2023 (Getty Images)

Un’altra fondazione celebre nel mondo della racchetta – e dello sport in generale – è quella di Roger Federer, che dal lontano 2003 è una delle realtà filantropiche più attive nella promozione dell’educazione precoce per bambini in condizioni di povertà. L’obiettivo è da sempre quello di sfruttare l’educazione come strumento per combattere la povertà, migliorare la salute preventiva e costruire società più inclusive. In oltre due decenni di attività, la fondazione ha raggiunto oltre 3 milioni di bambini, operando principalmente in Sudafrica, Zambia e Malawi, con lo stesso Federer coinvolto in prima persona nei progetti, che l’hanno portato più volte a far visita ad alcune delle comunità interessate dal programma.

Anche la Fundación Rafa Nadal opera dal 2010 con la convinzione che sport ed educazione siano degli strumenti fondamentali per contrastare le disuguaglianze sociali, offrendo opportunità  di sviluppo sociale e personale ai ragazzini che vivono in contesti vulnerabili. La fondazione, il cui impegno è stato riconosciuto nel 2024 col premio Laureus Sport for Good che celebra l’uso dello sport per generare un impatto sociale positivo, poggia su tre centri di sviluppo in Spagna (a Palma di Maiorca), Valencia e Madrid, che offrono percorsi educativi ai minori e alle loro famiglie in difficoltà. Ma non è tutto, perché fra le iniziative ci sono anche la NETS – Nadal Educational Tennis School in India, e i progetti More Than Tennis (che favorisce la partecipazione sportiva di giovani con disabilità intellettiva) e Play All, che promuove attività basate sui valori sportivi per ragazzi dei quartieri meno fortunati.

Anche il terzo (o primo) dei Big Three, Novak Djokovic, gestisce da quasi vent’anni la sua fondazione benefica, nella quale è storicamente impegnata in prima persona la moglie Jelena. La mission è la stessa da sempre: investire nello sviluppo della prima infanzia e garantire a tutti i bambini, in particolare quelli provenienti da comunità svantaggiate, accesso a un’educazione prescolare di qualità. La fondazione, che collabora col Ministero dell’Istruzione serbo e la Banca Mondiale, si è sempre concentrata principalmente in Serbia, lavorando per costruire – o ricostruire – istituti scolastici e fornire materiale didattico.

Le fondazioni dei tennisti

Le fondazioni dei tennisti

Anche il nostro Jannik Sinner, dal 2025, è attivo nel sociale, grazie alla sua Jannik Sinner Foundation, che si pone obiettivi simili a quelli perseguiti dai campioni che l’hanno preceduto nei piani altissimi del ranking mondiale.  Tra i primi impegni concreti c’è una partnership triennale con la Global Partnership for Education (GPE), la più grande iniziativa globale per migliorare l’istruzione nei Paesi a basso reddito, con l’obiettivo di offrire nuove opportunità educative a milioni di bambini svantaggiati, contribuendo così al loro futuro successo personale e professionale. Obiettivi simili a quelli inseguiti dalla Fundación Carlos Alcaraz Garfia del suo grande rivale, che dal 2024 si è posta l’ambizione di garantire sport e inclusione, movimento e salute, e consapevolezza sociale ai bambini più vulnerabili.

Anche lo spesso criticato Nick Kyrgios ha aperto da tempo una sua fondazione benefica, col grande obiettivo di costruire presto a Canberra (la sua città) un centro dove accogliere ragazzini in difficoltà, per toglierli dalla strada e offrire loro un ambiente sicuro dove stare insieme, praticare sport, divertirsi e crescere. Nell’elenco dei tennisti – di oggi o di ieri – impegnati nel sociale attraverso delle fondazioni benefiche, anche tanti altri: Sloane Stephens, Marta Kostyuk, le sorelle Williams, Andy Roddick, Andre Agassi, i gemelli Bryan, MaliVai Washington e non solo. Tutti determinati a restituire un po’ della fortuna che il tennis ha offerto loro.

Nell'universo della racchetta anche iniziative dal profilo diverso, che invece mettono al centro gli animali, i cani in particolare. Denis Shapovalov ha lanciato quattro anni fa ShapoShelter, una piattaforma per dare visibilità ai cani e gatti ospiti dei rifugi e aiutarli a trovare una casa definitiva, promuovendo in prima persona le storie di animali in cerca di adozione.

 

Molto simile il programma Adoptas.org, sostenuto dallo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina: un progetto senza scopo di lucro per facilitare l’adozione di cani e altri animali domestici in Spagna, mettendo in contatto rifugi e potenziali famiglie adottive, e sensibilizzando sulla cura degli animali abbandonati. Anche questo è un modo per fare del bene.

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