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Soffre di un deficit uditivo, è laureato in relazioni internazionali, vanta un best ranking di numero 45. Conosciamo meglio Yannick Hanfmann che affronterà Darderi nei quarti a Marrakech un mese dopo la finale persa a Santiago
di Alessandro Mastroluca | 02 aprile 2026
A un mese dalla finale vinta a Santiago, Luciano Darderi ritrova il tedesco Yannick Hanfmann a Marrakech in palio un posto in semifinale. Conosciamo meglio il tedesco, nato con un deficit uditivo, che ha toccato un best ranking di numero 45 in singolare a luglio del 2023. Sempre battuto da Darderi nei tre precedenti confronti diretti, in cui non ha vinto nemmeno un set, ha incrociato avversari italiani in diversi momenti cruciali della sua carriera.
Figlio di due appassionati tennisti dilettanti, Stephen e Karin, cresciuto vicino a un club di tennis, ha iniziato a giocare presto, come sua sorella maggiore Ini, che però ha abbandonato per dedicarsi alla danza ed è poi diventata coreografa. Come tanti, immaginava di giocare infinite partite contro il muro, immaginando di essere il suo idolo: una volta Becker, una volta Sampras, poi Ferrero o Coria. Come tanti ragazzi, non pratica solo il tennis ma gioca anche a calcio, almeno fino ai 15 anni. Poi sceglie stabilmente la racchetta. “Non ero uno di quei ragazzi così forti fin da subito, che si vede subito diventeranno professionisti" ha raccontato all'ATP.
Dopo il diploma all'Otto Hahn Gymnasium di Karlsruhe, nell'autunno del 2011 si trova di fronte a un altro bivio e sceglie di cambiare vita. Parte per gli Stati Uniti e si iscrive alla University of Southern California. “Nella mia testa pensavo: sì, magari due anni e poi passerò professionista, ma poi mi è piaciuto così tanto il college” ha detto Hanfmann in una lunga intervista all'ATP nel 2024, che infatti prosegue fino alla laurea in Relazioni Internazionali, ottenuta nel 2015.
Luciano Darderi e Yannick Hanfmann durante la cerimonia di premiazione dell'ATP di Santiago 2026 (Getty Images)
Non è facile la transizione, anche perché al primo anno il tedesco gioca da numero 5 nella squadra di tennis, dietro a un gruppo di giocatori che sarebbero entrati in Top 200: Steve Johnson, Emilio Gomez, Roberto Quiroz e Daniel Nguyen. Ma al terzo anno è il numero 1 della squadra.
“Non è facile trovarsi in una cultura completamente nuova, in un ambiente nuovo, con una lingua diversa in un certo senso. Devi capire come gestire Los Angeles, come gestire il tennis e lo studio. Tante cose belle da imparare, ma è stato difficile” ha detto Hanfmann.
Inizia a giocare stabilmente nel circuito nel 2016, ma non fa grandi progressi fino alla primavera del 2017, quando raggiunge i quarti nel suo primo torneo ATP, a Monaco di Baviera, ed entra in Top 200. A luglio di quell'anno centra a Gstaad la sua prima finale ATP, persa contro Fabio Fognini. Nella seconda parte del 2017 debutta in Coppa Davis e vince il suo primo Challenger, a Ismaning, in finale su Lorenzo Sonego.
Nel luglio 2018 entra in Top 100 per due settimane, ma è una parentesi: ci sarebbe tornato solo a settembre 2020. “Nel tennis la cosa difficile è che c’è sempre un passo successivo - ha detto all'ATP - C’è sempre qualcosa in più. È questo che rende lo sport anche molto impegnativo”.
Il suo ritorno in Top 100 incornicia il periodo migliore della sua carriera. Nel 2021 fa il suo esordio in main draw in uno Slam (Australian Open) e a Miami, e raggiunge la semifinale a Bastad. Inaugura il 2022 con la prima vittoria in un major, all'Australian Open su Thanasi Kokkinakis (viene eliminato al secondo turno da Rafael Nadal), poi torna a giocare una semifinale ATP a Kitzbühel.
Nel 2023, dopo la semifinale a Houston, si spinge per la prima volta al terzo turno di un Masters 1000 a Madrid, poi fa ancora meglio e raggiunge i quarti agli Internazionali d'Italia battendo lungo il percorso due Top 10, Taylor Fritz e Andrey Rublev. Dopo la semifinale sull'erba a Mallorca tocca il best ranking.
L'anno successivo centra due semifinali ATP in singolare a Kitzbuhel, battuto da Matteo Berrettini, e a Chengdu, e una sorprendente in doppio all'Australian Open con Dominik Koepfer, persa contro Simone Bolelli/Andrea Vavassori. Da quel momento il suo rendimento peggiora, seppur con qualche lampo come il primo titolo Challenger in quasi cinque anni, vinto a Hagen nel 2025.
Hanfmann non si è mai perso d'animo. Dopo molti anni a Monaco, a febbraio 2022, su consiglio dell’ex doppista Frank Moser, sceglie come coach l’argentino Juan Pablo Brzezicki. La loro collaborazione si è conclusa poco dopo il Roland Garros 2025. Successivamente il tedesco ha iniziato a lavorare con Petar Popovic, ex coach tra gli altri di Andrea Petkovic e Ivo Karlovic.
“È ovviamente un grande lavoratore, un vero appassionato di tennis. Sa tantissimo, guarda tutto. Ha molta esperienza con tanti giocatori e anche con personalità diverse,” ha detto Hanfmann, come riportava Tennis.com a fine 2025. “Posso imparare molto da lui. Abbiamo cambiato il mio servizio, modificando la tecnica, ed è stata una grande svolta”. Si spiega anche così la finale a Santiago nel 2026.
Questi risultati hanno un significato, un impatto maggiore se si considera che Hanfmann è nato con un deficit uditivo.
“Dipende dalla frequenza, dal tono del suono. Sono nato così, quindi non riesco davvero a capire cosa mi perdo rispetto agli altri,” ha detto all'ATP Hanfmann, il cui udito è ridotto a circa il 60% rispetto a quello di una persona normale. “A scuola avevo un apparecchio acustico e avrei dovuto indossarlo sempre. Ma essendo un ragazzo testardo, non mi piaceva molto. Quando lo indosso, ricevo molti più stimoli e questo può stancare molto. Per esempio, se vado al cinema, mi piace usarlo. Nel tennis non saprei… forse sentirei la palla in modo diverso. Ho provato a giocare con l’apparecchio ed è stato davvero strano.”
Hanfmann ha anche una grande passione per gli animali. “Mi piacciono i ghepardi. Nei primi anni nel circuito ho fatto una donazione a un centro in Sudafric. L’anno dopo credo agli oranghi in Malesia,” ha detto Hanfmann all'ATP. “Ogni anno cerco di fare una donazione in base ai punti ATP che ottengo: li moltiplico per due o per tre, e poi faccio la donazione".
Non stupisce, allora, che abbia scelto il giorno di noleggiare un'auto per andare a visitare un parco faunistico e il Red Bluff Lookout durante l'Australian Open. "Il parco era molto bello: abbiamo visto koala, quokka, wallaby e canguri. È stato fantastico” ha raccontato. Proprio quel giorno ha capito che era arrivato il momento giusto per fare la proposta di matrimonio alla sua fidanzata Sofie, che ha detto sì. La gioia ha fatto parecchio rumore, e il suo 2026 ha assunto tutto un altro colore.